La vita di Adele di Abdellatif Kechiche - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 43/2013

La vita di Adele


Regia di Abdellatif Kechiche

Il blu è un colore caldo. Si intitola così il graphic novel di Julie Maroh da cui Abdellatif Kechiche ha liberamente tratto La vita di Adele. Il blu che è negli occhi, sui capelli di Emma, il blu per cui Adele s'incendia d'amore. Di questo racconta il primo capitolo del film: di un'adolescente che esplora la propria identità, di un'educazione sentimentale, del rapporto amoroso allo stato nascente tra due donne di differente milieu. Nel secondo capitolo, Adele ed Emma sono una coppia. Convivono, ma l'abisso tra i loro ambienti sociali le marchia, le ferisce, le separa: la prima ora è un'insegnante d'asilo, l'altra un'artista, e il sentimento s'è fatto ballo fuori tempo, questione di attese e disattese, di proiezioni di sé sull'oggetto d'amore, l'arrancare stremato di una in direzione del desiderio dell'altra. C'è tutto, a fior di pelle, sulla superficie di La vita di Adele: ci sono le griglie socioeconomiche che strutturano il mondo, i conflitti privati e politici che si ripetono uguali, le retoriche trite in cui l'uomo si forma, le storie reiterate che usa per tenere insieme l'esistere. È uno strutturalista, Kechiche, uno che di fronte ai nostri occhi mostra le gabbie, le prigioni in cui siamo rinchiusi. E uno che guarda questa visione del mondo farsi attuale, fragile e tragica in ciò che eccede quei limiti, in ciò che non può ridursi a discorso: e allora La vita di Adele è, soprattutto, un film di attrici, di corpi che amano, godono, soffrono, un film di lacrime e sudore, bava muco e saliva, di lingue tese e tremanti, di bocche affamate, assetate d'acqua, vogliose d'umore. Un film che fa musica affastellando particolari e dettagli, cercando le emozioni tracciate dai piccoli gesti. Un film che accumula primi piani nella lunga durata, nel CinemaScope, concedendo il tempo e lo spazio perché un volto, uno sguardo e un sospiro si facciano paesaggio interiore. È cinema che sta tra il teatro e la televisione, che legge Marivaux, guarda Cassavetes: da un testo chiuso, politico, funereo, un film aperto ad abbracciare la vita, un commovente melodramma naturalista, qualcosa che diremmo "ritratto" se solo non fosse in movimento continuo. Un capolavoro, firmato dal più grande affabulatore realista del cinema d'oggi.

La vita di Adele (2013)
Titolo originale: La vie d'Adèle
Regia: Abdellatif Kechiche
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Tunisia/Belgio/Spagna - Durata: 179'
Cast: Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Aurélien Recoing, Catherine Salée, Benjamin Siksou, Mona Walravens, Alma Jodorowsky, Jérémie Laheurte, Anne Loiret
Sceneggiatura: Abdellatif Kechiche, Ghalia Lacroix, dal romanzo a fumetti Il blu è un colore caldo di Julie Maroh
Montaggio: Sophie Brunet, Ghalia Lacroix, Albertine Lastera, Jean-Marie Lengelle, Camille Toubkis
Fotografia: Sofian El Fani

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