Le verità di Hirokazu Koreeda - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 41/2019

Le verità


Regia di Hirokazu Koreeda

Troppo comodo credere a una concessione internazionale e di puro mercato. A un sentimento di deferenza, e quindi prevedibilmente di venerazione ossequiosa, nei confronti delle star Catherine Deneuve e Juliette Binoche. Comodo e un po’ miope. Come quando allo spettatore viene rivelato che dietro la casa in cui si svolge buona parte della vicenda, dimora dell’attrice Fabienne Dangeville, c’è una prigione: è una battuta ripetuta due volte, alla prima, quasi a inizio film, pensi sia l’enfasi su una metafora intuibile e scontata (dietro la facciata di tranquillità si muovono rancori famigliari mai sopiti), ma alla seconda capisci che è proprio così, alla lettera, dietro casa ci sta veramente un carcere; e allora anche quella comodità che pensavi di aver già trovato, tra i colori e le interpretazioni di un dramma domestico in formato tipicoprodotto-francese-arthouse, è subito rimessa in prospettiva. Dunque aspetta un minuto, sarà anche il primo film non in lingua giapponese di Hirokazu Koreeda, come volgo pettegolo vuole, prodotto e girato in Francia con maestranze e attori locali di un certo grido (più l’americano Ethan Hawke, che sembra “fuori posto” ma un motivo c’è, ed è importante), però non è ciò che appare in superficie. Come la casa di Fabienne non è una prigione, perché dietro sorge per davvero una prigione. Proviamo a rimuoverla, questa superficie, lievemente per non rovinarne i contorni: dietro c’è un racconto fatto di inammissibili memorie, che non possiamo ricordare e che spesso ci torna più comodo (ancora una volta) non ricordare. Il ricordo, in questa vicenda di una madre capricciosa che (probabilmente) non è stata una buona madre e di una figlia da lei sempre in fuga (forse) per non riconoscerne i meriti, ritrovatesi in occasione di un’autobiografia (probabilmente, forse) parziale, se non addirittura menzognera, è uno specchietto per le allodole. In Le verità viene alla luce qualcosa di più e di diverso dalla verità: una realtà indiscutibilmente, credibilmente personale. Nessuno lo sa, però tutti hanno (una) ragione. A tal punto che la finzione svela più del necessario, come ogni film anche sul cinema ci ha da sempre insegnato: Fabienne è la co-protagonista di un film di fantascienza che si sta girando e in cui è lei stessa a interpretare una figlia; e, come in Sils Maria, i ruoli si sommano e si confondono, non si invertono, perché la verità è - forse, probabilmente - un capriccio. Per Kore-eda un vezzo non è mai soltanto un vezzo. Un’immagine non è mai soltanto quella immagine. E un gesto, anche il più semplice, o uno sguardo, anche il più prevedibile, comportano sempre qualcosa che il ricordare, l’accettare e l’elaborare credono improbabile. Eppure è lì, nell’inaffrontabile resistenza della vita a essere sempre già data (cioè determinata, conclusa, certa), che Kore-eda trova la forza per un film sincero e spiazzante. Che, tra le altre cose, dimostra quale sia la strada giusta, irta ma non impossibile, per scrivere una sceneggiatura ricca e imprevedibile. Perfetta, direi.

I 400 colpi

PA
7
PMB
9
MC
5
FDM
7
SE
7
RM
7
FM
8
RMO
7
EMO
7
GAN
7
LP
8
ES
6
GS
8
RS
5
FT
8
media
7.1
Le verità (2019)
Titolo originale: La vérité
Regia: Hirokazu Koreeda
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Giappone - Durata: 107'
Cast: Catherine Deneuve, Juliette Binoche, Ethan Hawke, Manon Clavel, Christian Crahay, Roger van Hool, Ludivine Sagnier
Distribuzione: BIM
Sceneggiatura: Hirokazu Koreeda, Léa Le Dimna

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Le verità» Cinerama (n° V0/2019)

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