Lingui, les liens sacrés di Mahamat-Saleh Haroun - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv C0/2021

Lingui, les liens sacrés


Regia di Mahamat-Saleh Haroun

Amina vende cesti per le strade di N'Djamena, capitale del Ciad; madre single, quindi ripudiata dalla famiglia e malvista dalla società patriarcale islamica, è disposta a tutto pur di evitare un simile destino alla figlia quindicenne, incinta e decisa ad abortire nonostante la legge lo vieti. Haroun, già premiato a Cannes per Un homme qui crie, confeziona un dramma asciutto, fatto di quadri dalla composizione studiatissima, con una scrittura elementare ma limpida: alla vicenda di Amina e di sua figlia Maria si agganciano, ampliando lo sguardo su un femminile senza scampo, altre vite e altre forme di controllo del corpo delle donne (l’infibulazione), in un affresco privo di vezzi o simbolismi, quieto inno alla sorellanza (lingui è il termine che indica i “legami sacri”) ideale per cineforum e scolaresche. 

I 400 colpi

IF
5
Lingui, les liens sacrés (2021)
Titolo originale: Lingui
Regia: Mahamat-Saleh Haroun
Genere: Drammatico - Produzione: Francia/Germania/Belgio - Durata: 87'
Cast: Achouackh Abakar, Rihane Khalil Alio
Sceneggiatura: Mahamat-Saleh Haroun

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