Loro 1 di Paolo Sorrentino - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 18/2018

Loro 1


Regia di Paolo Sorrentino

Il protagonista di Loro 1 è tarantino. Con la t minuscola. Si chiama Sergio Morra, si legge Tarantini, viene da Taranto, e insegue Berlusconi per poterlo conoscere. Dopo Il divo, con Andreotti e la sua corrente travolti dall’iconismo più spinto, dopo The Young Pope narrato a colpi di kitsch metafisico, tocca al Cavaliere entrare nella galleria della Smorfia napoletana e visionaria del regista, dove a ogni immagine corrisponde una metafora, e dove a ogni metafora torna a corrispondere un’icona reale. Loro 1 prosegue il lavoro di contropiede figurativo che Paolo Sorrentino opera da anni sul corpo del cinema politico-realista nazionale. Con l’ovvia raccomandazione che prima di Loro 2 non si può giudicare un gran che, è legittimo tirare le prime conclusioni. Se Berlusconi giunge su schermo nella seconda ora, consunto da una rappresentazione romanzesca e cinematografica ormai abbondante, è invece al tarantiniano Scamarcio che bisogna porre attenzione. La sua scala al Paradiso berlusconiano è una storia imprenditoriale, con il solo scopo di diventare dirimpettaio del presidente, per esibirgli - letteralmente - davanti al naso culi e tette, e candidarsi come procacciatore di sesso e spasso. Sorrentino ci racconta questa mucillaggine umana in maniera molecolare e survoltata, con acceleratore a palla su musiche e montaggi straniati, mescolando acidamente Fellini e Spring Breakers, fino a che (a un certo punto) consegna drasticamente il punto di vista a Berlusconi e alla sua villa in Sardegna. Qui tutto decelera e va in scena un malinconico e raffinato cinepanettone di yacht e vacanze balneari, in cui la parte più riuscita è proprio lo squallore matrimoniale tra due ricchi pensionati depressi, e la parte poco comprensibile sono i dialoghi del leader, aforismi sul potere che sembrano usciti dalle pagine dell’”Espresso”. Insomma, la sensazione è che Sorrentino non sia poi così interessato a Berlusconi, né a svelare ulteriori verità sul Potere, quanto all’apoteosi del denaro. Sì, perché a differenza di Andreotti e del papa, Berlusca è pieno di soldi da far schifo, e questo ne ha fatto un uomo ricercato e avidamente inseguito. La possibilità di distribuire ricchezza, posti in parlamento e posti in azienda, tutto allo stesso tempo, è un unicum nella storia italiana, e l’impudenza con cui ha gestito questa forza ne ha fatto un unicum nelle democrazie occidentali. In questo modo Loro 1 prende più senso, in attesa che si completi il medaglione. A orchestrare il tutto, un Sorrentino sempre più tarantolato e post-scorsesiano, che a ogni sequenza smodata e delirante ti fa pensare che assistiamo ormai a dei concerti di una rockstar che gioca apertamente e autoironicamente con il suo pubblico servendogli chili di simboli ed epifanie a ritmo forsennato. Normale esserne irritati, ma il dj set di questo autore continua a sembrarci di gran lunga più audace ed eccitante di certo mortorio borghesotto, forse inestirpabile, di tanti autori nazionali.

Roy Menarini (Voto: 7)

I 400 colpi

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media
6.0
Loro 1 (2018)
Titolo originale: -
Regia: Paolo Sorrentino
Genere: Grottesco - Produzione: Italia/Francia - Durata: 104'
Cast: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Roberto Herlitzka, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito
Distribuzione: Universal Pictures
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello

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