Mug di Malgorzata Szumowska - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv B0/2018

Mug


Regia di Malgorzata Szumowska

Ancora i corpi sono al centro del cinema di Malgorzata Szumowska, dopo Elles Corpi. In Mug c’è quello di Jacek, un operaio che sta lavorando alla costruzione della statua di Gesù più grande del mondo. Ma un incidente in cantiere gli cambia completamente la vita. La storia vera diventa metafora per un film sull’intolleranza e sulla religione che rasenta forme di fanatismo. Squarci da stregonerie scandinave, tra Dio e il demonio, intervallati più volte dal brano L’amour toujours di Gigi D’Agostino. La mano è sempre pesante, però almeno non c’è quel compiacimento formale dei film precedenti. L’occhio del protagonista e lo sguardo degli altri addosso a Jacek sono forse una riflessione metacinematografica della cineasta, che potrebbe virare verso l’horror, ma guarda (troppo e male) a Dreyer e rischia la parodia, come nella scena dell’esorcismo.

I 400 colpi

SE
5
Mug (2018)
Titolo originale: Twarz
Regia: Malgorzata Szumowska
Genere: Drammatico - Produzione: Polonia - Durata: 91'
Cast: Mateusz Kosciukiewicz, Agnieszka Podsiadlik, Malgorzata Gorol, Roman Gancarczyk, Dariusz Chojnacki, Robert Talarczyk, Anna Tomaszewska, Martyna Krzysztofik, Iwona Bielska, Sebastian Lach
Sceneggiatura: Małgorzata Szumowska, Michal Englert

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