Nomad - In cammino con Bruce Chatwin di Werner Herzog - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 41/2020

Nomad - In cammino con Bruce Chatwin


Regia di Werner Herzog

La cartografia on the road di un’amicizia particolare che nacque da una comune ossessione per stranezze, orrori e misteri, come la “pelle del brontosauro”, o i reperti preistorici conservati dai ghiacci, che ossessionò l’infanzia di entrambi. A 30 anni dalla morte (per AIDS) dello scrittore esploratore e visionario britannico, il regista Werner Herzog rende omaggio, in Nomad - In cammino con Bruce Chatwin, al suo alter ego letterario, scomparso a soli 49 anni, e a sette dei suoi libri che danno ritmo e titoli agli episodi di questa co-produzione BBC, Arte, ZDF, presentata alla Festa di Roma 2019. Cosa univa questo duetto eccentrico - uno bisex, l’altro no - che in fondo si incrociò solo poche volte? «Il coraggio di affrontare le cose più strane, più singolari e più inspiegabili» avrebbe detto Rilke. Partire dai fatti e modificarli in modo da farli sembrare più veri della realtà, scandalizzando i pedanti, terrorizzati da ogni distorsione barocca. «Parto per un lungo viaggio» è la scritta di una statuetta vittoriana che il responsabile dell’Archivio Chatwin mostra a Herzog. Ed è la statuetta di un uomo travestito da donna. Il documentario in forma di suite nomadica scodella materiali di repertorio, reportage di viaggi, lanci poetici e continui di droni, una dozzina di interviste (tra gli altri la moglie di Chatwin, Elizabeth Chanler, l’antropologo Shaun Angeles Penange e l’attore e scrittore Nicholas Shakespeare) e ci trasporta in territori-fantasma di reciproca seduzione: la Patagonia del bradipo gigante e dello sterminio crudele delle ultime tribù nomadi; l’Australia della iniziatica “via aborigena dei canti” ma anche delle carcasse da set di Guerre stellari; Silbury Hill, la più grande struttura neolitica del mondo, presso Stonehenge; le colline del Galles, l’Antartide, la Siberia, il Sudafrica, dove c’è la più antica traccia di uso del fuoco e grotte che l’homo sapiens adornava di silhouette animali e impronte di mani… La parte teatrale del doc è affidata agli “incontri di salotto”, modello Herzog incontra Gorbaciov, col regista che si mette a nudo: l’emozione per la scoperta sul copione di Cobra verde, con gli appunti mai pervenuti dello scrittore; la rievocazione delle lunghe chiacchierate assieme; il ricordo di Klaus Kinski, che somigliava proprio a Chatwin, rabbia luciferina a parte; commozione massima per lo storico zaino di pelle marrone, regalato dallo scrittore al regista. Non è un biopic, piuttosto un’autobiografia a quattro mani, perché i due artisti condividono per anni la stessa passione fatale per i personaggi folli, gli strani sognatori, i luoghi misteriosi e inaccessibili, le grandi idee sull’esistenza umana. E una altrettanto irrefrenabile voglia di raggiungere, con ogni mezzo necessario (ma preferibilmente a piedi), gli angoli più remoti del mondo e della mente. Già, i loro sono racconti mitici in forma di viaggi dell’immaginazione, «alla conquista non di una mezza verità ma di una verità e mezzo». E a volte si viaggiò davvero insieme, come nel caso del film girato in Ghana da Herzog, Cobra verde, tratto dal secondo romanzo di Chatwin, Il viceré di Ouidah, strappato per un pelo a David Bowie e con lo scrittore malatissimo sul set per settimane.

I 400 colpi

PA
7
AB
7
MC
7
MSC
7
ADG
6
MM
7
FM
7
RMO
7
RS
8
FT
9
media
7.2
Nomad - In cammino con Bruce Chatwin (2019)
Titolo originale: Nomad: In the Footsteps of Bruce Chatwin
Regia: Werner Herzog
Genere: Documentario - Produzione: Gb - Durata: 85'
Distribuzione: Wanted Cinema
Sceneggiatura: Werner Herzog
Musiche: Ernst Reijseger
Fotografia: Louis Caulfield, Mike Paterson

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