On the Rocks di Sofia Coppola - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 43/2020

On the Rocks


Regia di Sofia Coppola

«Credo di stare diventando sordo» dice babbo Felix, ricco gallerista, seduttore impenitente, amante del bel vivere. «Davvero?!» risponde ansiosa la figlia Laura, scrittrice col blocco, mamma di due bimbe, moglie di un uomo che, stando agli indizi raccolti, forse la tradisce. «Sento tutto benissimo, tranne le voci delle donne», chiarisce sornione Felix, ovvero un Bill Murray mai così bravo e canagliescamente affascinante. E in fondo il problema è tutto lì: non solo nel fatto che Felix non riesca a sentire le donne (né gli sia mai stato necessario per sedurle), ma soprattutto nel fatto che anche Laura è ormai incapace di ascoltare la propria voce di donna. Smarrita nel mezzo di un libro che ha venduto prima di scrivere e in un matrimonio di cui non riconosce più la forma, si lascia trascinare dal padre in un’indagine improvvisata, in cui pedinano il marito presunto fedifrago come maldestri detective, dalle vie di New York alle spiagge del Messico. Una commedia con guizzi screwball che rimbalza da un cocktail all’altro in una Grande mela radiosa anche di notte, fotografata in gustoso 35 mm: il film fa parte dell’accordo tra A24 e Apple, stipulato ben prima dell’emergenza sanitaria, e in Usa è stato distribuito anche in sala; ogni sua inquadratura chiama il grande schermo. Animato dal vulcanico personaggio di Bill Murray (e dalla sua ormai rodata complicità con la regista, che sa indugiare sulla sua impassibile faccia di bronzo per il tempo sufficiente a rivelarne crepe di emotività lancinante): uno che sullo scaffale ha foto di sé con Warhol e Obama, che porta caviale come snack per un appostamento, che non deve preoccuparsi se infrange limiti sfrecciando sulla Giulietta Spider rosso fuoco, perché saprà cucinarsi a puntino, col suo carisma, qualsiasi sbirro. Un padre colto, geniale, ingombrante: ne sa qualcosa Sofia Coppola, che torna a raccontare le sfumature dell’amore filiale dopo Somewhere, e ne sa qualcosa pure la protagonista Rashida Jones, figlia della leggenda della black music Quincy. Per questo il “giallo” sul tradimento rivela la sua natura di MacGuffin: in uno dei suoi film più “semplici” e sinceri, Coppola mette in scena il dilemma di una donna talentuosa e pragmatica, che si trova tuttavia ad ammettere di essere sempre, in qualche modo, appartenuta a un uomo, di aver sempre messo al primo posto il bisogno dell’altro di essere amato, compreso, desiderato. «I braccialetti sono un promemoria dei tempi in cui le donne erano proprietà degli uomini» sentenzia Felix guardando il polso di Laura, su cui prima il padre e poi il marito fanno scivolare simbolici orologi, in un movimento circolare che ricorda i tanti “giri a vuoto” del cinema di Sofia Coppola (dal turismo coatto di Lost in Translation ai cerchi nel deserto della Ferrari di Somewhere). On the Rocks mette in scena una possibile contrattazione, un compromesso tra possesso e solitudine, un’ipotesi di ascolto che superi le inconciliabili differenze tra le frequenze della voce femminile e di quella maschile. Un’illusione, certo; un paradosso felice, come quell’opera d’arte fatta di «rocce leggere come piume» di cui parla a Felix un’altra collezionista, le vere rocks del titolo.

I 400 colpi

AB
6
PMB
7
CBO
6
MC
10
MSC
7
AC
8
ADG
5
SE
8
IF
8
MG
6
RM
6
RMO
7
LP
6
ES
5
GS
7
RS
10
FT
6
media
6.9
On the Rocks (2020)
Titolo originale: On the Rocks
Regia: Sofia Coppola
Genere: Commedia - Produzione: Usa - Durata: 96'
Cast: Rashida Jones, Bill Murray, Marlon Wayans, Jenny Slate, Jessica Henwick
Distribuzione: Apple
Sceneggiatura: Sofia Coppola

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