Ready Player One di Steven Spielberg - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 13/2018

Ready Player One


Regia di Steven Spielberg

Una volta Spielberg disse che, in un futuro non troppo lontano, ci saremmo proiettati i film direttamente dentro il cervello. Un’immersione totale pienamente realizzata nel 2045 grazie a OASIS, il mondo virtuale inventato da James Halliday, dove ognuno, indossando uno speciale visore, può vivere ogni avventura attraverso l’avatar prescelto. In totale anonimato, anche 24 ore al giorno, può andare a caccia delle tre chiavi del regno e dell’Easter Egg che, morendo, Halliday ha nascosto e che daranno al vincitore il possesso dell’enorme fortuna che deriva da OASIS. A questa caccia si dedica il protagonista diciassettenne Wade Watts, nei panni del suo avatar Parzival, insieme agli amici misteriosi incontrati nel virtuale. Il mondo di fuori, quello vero, è misera bidonville verticale, fatta di roulotte, hangar e camioncini accatastati, dove vive la maggior parte della poverissima popolazione mondiale; oppure gli spazi asettici dei “cattivi” della corporation IOI, che a loro volta vogliono entrare in possesso di OASIS; oppure rari, sparuti spazi fioriti, vicini al cielo aperto, dove i ribelli, quelli che ancora tentano di cambiare la realtà, si acquattano. Tutto costruito sull’alternanza tra rocambolesche esperienze virtuali e ironiche, talvolta dolenti, immersioni nel reale (e perciò tra computer grafica e performance capture e classicissimi dialoghi in angusti spazi live), Ready Player One ci riporta lo Steven Spielberg dell’avventura, dei sogni fantastici. Qui Spielberg si fa Zemeckis (del quale è stato spesso produttore), citatissimo attraverso la saga di Ritorno al futuro, il “Cubo di Zemeckis”, il trucco di Mark Rylance (che ricorda quello di Christopher Lloyd/Doc): parla del cinema, della musica, della moda, dei videogiochi, dei miti di quel decennio e, trasponendo il romanzo di Ernest Cline, si autoesclude (ma non del tutto) dalle fonti immaginarie del libro, tirando fuori il campionario iconografico e sonoro che racchiude il suo cervello, da Il Signore degli Anelli a Kubrick, da Pac-Man ad Adventure, da La febbre del sabato sera ai Duran Duran a Chucky (un tocco irresistibile). E se lui rischia di dimenticare qualcosa, ci sarà sempre il suo io bambino a ricordarglielo. «Ogni tanto mi piace averlo intorno», dice a un certo punto Halliday della propria proiezione infantile: il cuore segreto del film sta in quella frase, nel mantenere sveglio e attivo l’imprevedibile Peter Pan, senza dimenticare, ogni tanto, di vivere. Spegnere, disconnettersi, guardare il cielo, baciare una ragazza “vera”. Trascinante e molto divertente, Ready Player One è contemporaneamente una cavalcata in un passato ancora vivo e uno squarcio su un futuro incombente e inquietante. Diretto da un ragazzino di 71 anni, che probabilmente fu anche lui un po’ nerd (chiuso nei cinema e non davanti a una console), ma che ha sempre saputo che OASIS, come il TRex o Indiana Jones o E.T., hanno molto da spartire con Lincoln o la Guerra fredda o Schindler, tutti legati nelle immagini che tessono il filo della nostra storia.

I 400 colpi

AA
8
PA
10
PMB
9
MC
10
AC
8
FDM
7
SE
7
IF
6
AF
8
MG
7
RM
6
MM
6
EM
8
FM
9
RMO
7
LP
6
ES
7
GS
6
RS
10
FT
7
media
7.6
Ready Player One (2018)
Titolo originale: Ready Player One
Regia: Steven Spielberg
Genere: Azione, Sci-fi - Produzione: Usa - Durata: 140'
Cast: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Ben Mendelsohn
Distribuzione: Warner Bros.
Sceneggiatura: Ernest Cline, Zak Penn

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