Santiago, Italia di Nanni Moretti - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2018

Santiago, Italia


Regia di Nanni Moretti

Né giudice né prete. Piuttosto, all’epoca del golpe in Cile del 1973 raccontato in Santiago, Italia, testimone di un evento scioccante e oggi - a quasi cinquant’anni da quei fatti - regista che ascolta storie e scopre quelle tragiche e bellissime di chi allora si salvò grazie all’ambasciata italiana a Santiago. Nel suo documentario Nanni Moretti compare in campo una volta sola, quando uno degli intervistati, un ex militare condannato per omicidio e sequestro di persona, invoca un improbabile equilibrio di giudizio e accusa il suo interlocutore di non essere espressione né della giustizia, né della religione: Moretti ci mette come sempre la faccia e dichiarando la propria imparzialità afferma l’impossibilità di rileggere quella storia in chiave revisionista. Nel colpo di stato sostenuto e finanziato dalla CIA che portò al potere il generale Augusto Pinochet e alla morte il presidente Salvator Allende, democraticamente eletto nel 1970 e temuto dagli Stati Uniti perché socialista e vicino all’Urss, la ragione sta da una parte sola - quella degli sconfitti. La storia dell’ambasciata italiana che nei giorni e nei mesi successivi al golpe ospitò i perseguitati del regime che bussavano alla porta o saltavano nel giardino della villa dal muro di cinta ne illumina ancora di più il senso di tragedia e insieme solidarietà fra i popoli. Moretti dà voce alle persone coinvolte - i due diplomatici italiani che in assenza dell’ambasciatore si ritrovarono a gestire l’emergenza, i rifugiati poi estradati in Italia, il giornalista italiano Paolo Hutter, arrestato e rinchiuso nel famigerato stadio di Santiago, alcuni protagonisti dell’epoca, tra cui i registi Patricio Guzmán e Miguel Littín - e come in La cosa (1990) costruisce una visione politica (la sua, quella di una sinistra da ricostruire o semplicemente di un’umanità che ancora crede nei diritti) a partire dalle parole: là a esprimersi era un popolo, qui sono delle persone, che forti della loro esperienza possono farsi giudici, preti, testimoni. L’illuminazione consiste nel fare di questi protagonisti gli ambasciatori minori di un’Italia che un tempo fu e che oggi non è più; un’Italia pronta ad accogliere, a offrire ai rifugiati soldi e lavoro (a Roma, nell’Emilia rossa, a Milano), a preoccuparsi degli eventi di una nazione lontana. Il senso politico del film è in realtà tanto chiaro quanto affermato con limpida reticenza: uno scandalo della solidarietà sussurrato e lasciato alla commozione di chi l’ha vissuto. Ciò che manca a Santiago, Italia è ciò che lo rende speciale: le scene d’archivio del bombardamento aereo della Moneda basteranno per sempre a testimoniare la violenza di una parte ben precisa, mentre Moretti sceglie la dolcezza per riprendere l’umanità della rivoluzione socialista cilena. Con la forza della ragione storica dalla propria avrebbe potuto essere storicamente e politicamente più complesso; ma il suo progetto idealista aveva forse bisogno di una sacra ingenuità per trovare nelle storie di ieri un appiglio per gli abissi di oggi.

I 400 colpi

AA
8
PA
7
PMB
10
AC
8
FDM
8
SE
8
IF
7
MG
7
RM
7
MM
6
EM
8
FM
7
EMO
8
GAN
8
LP
6
GS
7
media
7.5
Santiago, Italia (2018)
Titolo originale: -
Regia: Nanni Moretti
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 80'
Distribuzione: Academy Two
Montaggio: Clelio Benenvento
Fotografia: Maura Morales Bergmann

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