Selfie di Agostino Ferrente - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 22/2019

Selfie


Regia di Agostino Ferrente

Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014 Davide, un sedicenne che non aveva mai avuto problemi con la giustizia, muore, colpito in un inseguimento dal carabiniere che l’ha scambiato per un latitante. Da questo squarcio di cronaca nasce Selfie, il nuovo progetto di Agostino Ferrente, che ha fatto del cinema un mezzo vibratile, un sismografo sensibile alle oscillazioni delle anime tribolanti, degli abitanti del purgatorio proletario napoletano (i senza nome, i morti senza dignità, i vinti dalla Storia). Come fare a raccontare la vita dei coetanei di Davide, cresciuti nel suo stesso quartiere, senza scadere nell’ovvio? Qual è la giusta distanza? Da un lato, il regista sceglie di recuperare le registrazioni degli schermi di video-sorveglianza, quegli occhi senza palpebre che tutto inglobano e procedono, anaffettivi, lungo imperscrutabili traiettorie; dall’altro, chiede ai due ragazzi con cui ha deciso di lavorare (Alessandro e Pietro) non solo di “interpretarsi” ma anche di riprendersi attraverso dei video-selfie. Ecco che i loro smartphone si trasformano in specchi riflettenti e deformanti attraverso i quali i due restituiscono un’impronta ideale di sé alla quale vorrebbero assomigliare; il cellulare diventa lo strumento che permette loro di declinare in una pratica quotidiana, di tradurre in gesto, quella complessa dinamica dell’auto-ritrarsi da intendersi come gesto paradossale del guardarsi dal di fuori e oggettivarsi nell’immagine con cui ci si immagina. Per Ferrente non c’è quindi una giusta distanza, quanto piuttosto una dialettica tra opposti punti di svista: è in questo spazio essenziale, in questo incrocio significante che si realizza il film.

I 400 colpi

PMB
9
SE
4
IF
7
MG
7
RM
8
MM
8
FM
8
RMO
7
EMO
8
GAN
7
GS
7
media
7.3
Selfie (2019)
Titolo originale: -
Regia: Agostino Ferrente
Genere: Documentario - Produzione: Italia/Francia - Durata: 76'
Distribuzione: Istituto Luce/Cinecittà
Musiche: Cristiano Defabriitis, Andrea “Fish” Pesce
Montaggio: Letizia Caudullo
Fotografia: Alessandro Antonelli, Pietro Orlando

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Intervista a Agostino Ferrente» Interviste (n° 22/2019)

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