Shiva Baby di Emma Seligman - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 23/2021

Shiva Baby


Regia di Emma Seligman

Trovare riuniti nella stessa stanza i propri genitori, una ex risentita e lo sugar daddy “felicemente sposato” da cui si spilla qualche bigliettone in cambio di compagnia e orgasmi simulati. Più una valanga di zie, cugine e conoscenti più o meno pettegole, ansiose di discettare in lungo e in largo su forma fisica, situazione sentimentale e prospettive lavorative della malcapitata. Il tutto - ciliegina sulla torta - durante uno shiva, vale a dire il ricevimento domestico che, nella tradizione ebraica, fa seguito alla cerimonia funebre. Materia da horror - specie se, nonostante i ripetuti tentativi d’evasione, risulta buñuelianamente impossibile fuggire dalla casa infestata di parenti serpenti - o da grassa commedia degli equivoci. Tra i due, il lungo d’esordio della canadese Emma Seligman, tratto dall’omonimo corto, opta per un’originalissima via di mezzo: o meglio, per un ibrido grottesco e inusuale, perché quella capitata in sorte a Danielle (per di più bisessuale e studentessa di gender studies: provateci un po’ voi a spiegare che significa al parentado di cui sopra) è un’autentica via crucis dell’imbarazzo, un giochetto sadico all’umiliazione inferto tramite ripetuti colpi bassi, scomodissime domande di rito («quando ti laurei?», «ce l’hai il fidanzato?», etc.) e sorrisetti passivo-aggressivi. Ma tutto si tiene, perché Danielle, in fondo, non è altro che una schlemihl, la sciocca (o sventurata) dell’archetipo ebraico (e le dà magnificamente voce, carne e smorfie esasperate Rachel Sennot, alle spalle una carriera di successo conquistata a suon di tweet caustici e monologhi comici, sempre negli sconclusionati panni della millennial cinica e incasinata). Danielle, insomma, potrebbe essere la nipotina complicata e iperattiva della fantastica signora Maisel, a cui si rimprovera, alternativamente, di mangiare troppo o troppo poco; di essere troppo provocante o di non avere ancora un fidanzato; di voler cocciutamente trovare la propria strada o di non essere una giovane self made woman (in una diabolica alleanza, cammuffata da grande conquista, tra patriarcato e turbocapitalismo: gioite, donne, ora anche voi avete il diritto/dovere di diventare “imprenditrici di voi stesse”). Shiva Baby, insomma, sa mettere in campo senza schematismi tutti i temi giusti - a cui si aggiungono, senza un briciolo di didascalismo o riverenza, quelli maiuscoli di identità e sessualità. Ma è soprattutto nell’imbastire il sapiente ordito drammatico che li tiene insieme che Emma Seligman dimostra di avere la stoffa: il suo film è una partitura, in cui dialogo e musica (badate al lavoro di cesello sul sonoro) si rimpallano il fraseggio come canto e controcanto; un atto unico parlatissimo, sincopato, nervoso; un saliscendi iperventilato, quasi ininterrotto, di botte e risposte al vetriolo; un teatrino claustrofobico e tragicomico, stipato di false partenze e suggestioni. Un film, insomma, che pulsa dello stesso ritmo nervoso e incalzante della vita.

I 400 colpi

MSC
7
IF
6
RMO
7
media
6.7
Shiva Baby (2020)
Titolo originale: Shiva Baby
Regia: Emma Seligman
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Usa/Canada - Durata: 77'
Cast: Rachel Sennott, Molly Gordon, Polly Draper, Danny Deferrari, Dianna Agron, Fred Melamed, Jackie Hoffman, Sondra James, Deborah Offner, Vivien Landau
Sceneggiatura: Emma Seligman

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy