Storia di un matrimonio di Noah Baumbach - la recensione di FilmTv

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Recensione pubblicata su FilmTv 47/2019

Storia di un matrimonio


Regia di Noah Baumbach

Dove vanno a finire le parole di una storia d’amore naufragata? Nelle lettere per il terapista di coppia, nelle arringhe degli avvocati divorzisti, nelle liti vere e in quelle recitate, nel vuoto dei silenzi quando ormai tutto, e troppo, è stato detto. Parole come ricordi, come pietre o come maschere; parole che costruiscono illusioni e che tracciano solchi. La Storia di un matrimonio di Noah Baumbach, in linea con il suo cinema più intimo (Il calamaro e la balena) e con quello più teorico, costruito sul desiderio di trasformare ogni esperienza in racconto (Mistress America), è soprattutto la storia delle narrazioni su cui poggia una relazione. I due protagonisti di Storia di un matrimonio, Charlie e Nicole, lui regista teatrale newyorkese, lei attrice di Hollywood che per il marito ha lasciato il cinema e la tv e si è trasferita sulla costa orientale, si sono amati, hanno avuto un figlio e a un certo punto si sono allontanati finendo per lasciarsi. O meglio, lei ha lasciato lui ed è tornata a Los Angeles con il figlio, costringendo il marito a trasferirsi sull’odiata costa occidentale. Del loro matrimonio ascoltiamo solo le parole delle lettere scritte da ciascun coniuge per evidenziare i pregi dell’altro: l’amore è dunque il primo dei racconti, così come il divorzio, il cui iter è seguito passo passo, è una trama duplice le cui parti procedono in direzione opposta. Lei, Nicole, recita nella vita come sul palcoscenico, all’avvocatessa racconta la sua storia come un testo da interpretare; lui, Charlie, è invece costretto a scendere dal piedistallo su cui si è issato e a passare letteralmente (come avviene durante una conversazione telefonica) dalla scena alla strada. Baumbach, anche sceneggiatore, usando le parole come armi d’offesa riporta alla verità dei sentimenti e degli spazi (con il classico scontro fra New York e Los Angeles) le reciproche finzioni di Charlie e Nicole, i quali anche quando litigano provano in realtà l’ipotetico dialogo di un ipotetico litigio. Salvo poi sfondare a pugni un muro o scoppiare in lacrime. La realtà, insomma, passa dai personaggi di Storia di un matrimonio a chiedere il conto di ogni azione o parola. E se gli avvocati divorzisti trasformano la vita dei loro clienti in un racconto coerente, aggiungendo finzione ad altra finzione, è proprio il meccanismo opposto operato dal film - che nella durata estesa e nelle emozioni liberate incontra il respiro della vita - a generare nello spettatore un sentimento di partecipazione autentico. Perché oltre l’illusione di Charlie e Nicole, oltre l’immersione “da metodo” degli straordinari Adam Driver e Scarlett Johansson (ma il resto del cast non è da meno), oltre i modelli che Baumbach evoca apertamente (Woody Allen, la commedia classica), e oltre la patina cool di una storia su una coppia di artisti bianchi e benestanti già vista altre volte (qualcuno ricorderà Heartburn - Affari di cuore), oltre tutta questa superficie si vive la solitudine di un uomo lasciato dalla sua donna e la tristezza di una donna delusa dal suo uomo.

I 400 colpi

AA
9
PA
8
PMB
8
MC
7
FDM
7
SE
9
IF
8
RM
9
MM
8
EMO
7
LP
8
GS
8
RS
7
FT
6
media
7.8
Storia di un matrimonio (2019)
Titolo originale: Marriage Story
Regia: Noah Baumbach
Genere: Commedia drammatica - Produzione: Usa - Durata: 136'
Cast: Scarlett Johansson, Laura Dern, Ray Liotta, Merritt Wever, Adam Driver, Mark O'Brien, Wallace Shawn, Alan Alda, Julie Hagerty, Kyle Bornheimer
Distribuzione: Netflix/Cineteca di Bologna
Sceneggiatura: Noah Baumbach

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Storia di un matrimonio» Cinerama (n° V0/2019)

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