Una canzone per mio padre di The Erwin Brothers - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 45/2019

Una canzone per mio padre


Regia di The Erwin Brothers

All’inizio si ha l’impressione di stare dalle parti di quell’America intestina vista in Charley Thompson o in Joe. Anche la prospettiva è la stessa: quella di un bambino derubato dell’infanzia. A dirigere però non c’è Andrew Haigh e neppure David Gordon Green, bensì i fratelli Erwin, probabilmente sconosciuti allo spettatore cinefilo ma forse non del tutto estranei a quello più cattolico, ai frequentatori dei Festival della famiglia, perché è quello il pubblico a cui principalmente si rivolgono, e che negli Usa, da cui provengono, rappresenta una fetta consistente di mercato. Il film racconta la storia di una delle più famose hit di christian rock, I Can Only Imagine. E come il titolo del brano ci invita a fare, non è difficile immaginare la traiettoria della narrazione, che segue la classica parabola di redenzione e riappacificazione.

I 400 colpi

MM
5
Una canzone per mio padre (2018)
Titolo originale: I Can Only Imagine
Regia: The Erwin Brothers
Genere: Drammatico - Produzione: Usa - Durata: 110'
Cast: J. Michael Finley, Madeline Carroll, Dennis Quaid, Trace Adkins, Cloris Leachman, Jason Burkey, Mark Furze, Randy McDowell, Cole Marcus, Alexander Dominguez
Distribuzione: Dominus Production
Sceneggiatura: Jon Erwin, Brent McCorkle

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