Wendy di Benh Zeitlin - la recensione di FilmTv

Recensione pubblicata su FilmTv 13/2021

Wendy


Regia di Benh Zeitlin

Alla ricerca del ragazzo che non voleva crescere, Zeitlin si incanta sulla bimba Darling, in continuità con Hushpuppy di Re della terra selvaggia, lungo d’esordio vincitore della Caméra d’or a Cannes 2012. Wendy, però, è bianca e il colore scuro lo eredita Peter, vestito non più di foglie e di resina, secondo J.M. Barrie, ma di una giacca rossa alla Michael Jackson. Non siamo più nemmeno in una casa vittoriana, col cane Nana a far da babysitter, ma in un diner affumicato di bacon, tra effluvi di patatine e uova strapazzate. Primissimi piani insolenti su facce rugose e grasso colante. Un posto dove non vorresti vivere. Il regista immagina che la spinta a fuggire in volo da Londra sia ancor più urgente se il futuro è dietro il bancone di una tavola calda in un buco depresso del sud. Thomas, un ragazzino del vicinato, in una sovrimpressione con Peter Pan letterario - fuggito dopo che mamma e papà «parlavano di quello che avrei fatto una volta diventato uomo» - scompare. Un poster incollato sulla parete dice «Lost boy, età 13 anni» e non vengono in mente i “ragazzi perduti” del racconto ma i bambini rapiti nella realtà. Zeitlin assorbe il sottotesto malinconico di Peter e Wendy, la Prima guerra mondiale è vicina, e trasferisce il capolavoro di Barrie in una desolata isola vulcanica, luogo da incubo più che da sogno di eterna giovinezza. Un treno merci, di quelli visti nei film sulla Depressione di William Wellman, accoglie Wendy e i fratelli gemelli, James e Douglas (al posto di John e Michael), guidati verso l’ignoto da un Peter Pan dai capelli rasta. Ma è Wendy a prendersi il ruolo principale, lei che controlla i confini del fantastico, e mantiene i legami tra realismo e irrealismo, lei che assiste all’uccisione della Madre, entità magica dalla forma di grande pesce luminoso. Il film sembra avventurarsi nell’isola di Il signore delle mosche con il degrado che avanza nella mente dei piccoli separati dalla famiglia. Solo vecchi dai lunghi capelli bianchi vagano ai piedi del vulcano, avidi dell’età infantile, pronti a catturare la fonte del miracolo a bordo del vascello dei pirati ridotto qui a peschereccio arrugginito. Chi tocca Peter Pan rischia molto, è il caso di Hook di Spielberg, seguito da altri disastri, a parte il cartoon Disney e il film muto del 1924 di Herbert Brenon, dove il ragazzo che vola è interpretato da una bambina, com’era consuetudine a teatro. Già, una bambina, finalmente liberata dalla “tavola calda”, anzi dalle “pulizie di primavera”, condizione per tornare all’Isola che non c’è. Zeitlin tenta di affrancarla dal fato e di farne un’eroina al pari di Peter, ma è difficile in quella zona morta, con le spiagge cosparse di rifiuti e giochi subacquei al limite dell’affogamento. L’orrore prevale con l’amputazione della mano di James a opera di un Peter Pan munito di machete. Sarà lui Capitan Uncino. Non credeva più nelle favole, e si sa che ogni volta «una fata da qualche parte cade a terra morta». Wendy riprende il ruolo di barista con gli anziani anime vaganti nell’isola, e il suo posto di Madre. Crescerà e avrà una figlia che per un tempo breve potrà parafrasare la solenne dichiarazione di Peter Pan, fuori dal genere imposto al suo sesso: «Stia indietro, signora, nessuno farà di me una donna».

I 400 colpi

PMB
4
MC
7
MSC
6
RMO
6
RS
7
media
6.0
Wendy (2020)
Titolo originale: Wendy
Regia: Benh Zeitlin
Genere: Fantasy/Drammatico - Produzione: Usa - Durata: 111'
Cast: Tommie Lynn Milazzo, Shay Walker, Stephanie Lynn Wilson, Devin France, Yashua Mack, Gage Naquin, Gavin Naquin, Ahmad Cage, Krzysztof Meyn, Romyri Ross, Lowell Landes, Kevin Pugh
Distribuzione: Disney
Sceneggiatura: Benh Zeitlin, Eliza Zeitlin

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Aggiungi questo contenuto
ai tuoi articoli salvati.

Aggiungi questo film
a quelli che vuoi vedere.

Manda il testo di questo
articolo a un amico.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy