Le locandine di Film TV

Locandine /// Poster memorabili di film imperdibili, dal 1999 ad oggi

Spartacus

Regia di: Stanley Kubrick

Titolo originale: Spartacus
Anno: 1960
Genere: Storico
Produzione: Usa
Durata: 184 minuti

Cast: Kirk Douglas, Laurence Olivier, Jean Simmons, Charles Laughton

Passato imperfetto


Gianni Amelio su Spartacus

Le scene più memorabili di Spartacus sono quelle della scuola dei gladiatori, con il duello finale tra i due schiavi. Senza bisogno di migliaia di comparse urlanti, in un'arena dieci volte più piccola del Colosseo, Stanley Kubrick punta sui caratteri e ci commuove. Non sono il solo a pensarla così. Nel libro Past lmperfect: History According to the Movies, lo storico W. V. Harris riconosce che «the gladiatorial training school is very convincingly reconstructed», e sostiene che da questa sequenza si capisce come lo schiavismo fosse allora talmente radicato da rendere impossibile ogni ribaltamento dell'assetto sociale. Lo studioso promuove in sostanza l'intero film, dato che gli "errori" della sceneggiatura sarebbero da imputare non solo alle maniere sbrigative di Hollywood ma alle distorsioni dei fatti trascinatesi fin dai tempi di Appiano e di Plutarco (1° secolo avanti Cristo), cioè troppo in là perché qualcosa non si sia persa per strada. Tanto per cominciare, né Gracco-Charles Laughton né Giulio Cesare-John Gavin ebbero niente a che fare col mitico schiavo ribelle, dato che vissero in un'altra epoca. Ma forse - chiosa Harris conciliante - c'era bisogno di mettere nello stesso film un certo numero di romani famosi. Il professore usa l'ironia, non l'anatema. in linea con l'intero libro, dove una sessantina di storici mettono a confronto film molto conosciuti (da Napoléon di Abel Gance a Jurassic Park di Steven Spielberg) e le loro fonti reali per scovare inesattezze filologiche e strafalcioni. Ma senza bacchettare nessuno. Più per curiosità che per puntiglio. Quello che interessa giustamente è capire il perché quel dato argomento "storico" sia stato scomodato proprio oggi. Il film di Kubrick, ad esempio, venne visto alla sua uscita come un manifesto libertario... Sciocchezze, dice Harris: la chiave di Spartacus è spettacolare, non ideologica; anche se, per gli standard di un kolossal, il film può essere persino considerato "politico". Ma nell'America dei primi anni 60, con il maccartismo già screditato, c'era bisogno di una rivolta dell'Antica Roma per scatenare una qualche sovversione? Non a caso, l'autocensura della Universal si concentrò sulla scena del bagno, dove Crasso-Laurence Olivier tenta di sedurre Antonino-Tony Curtis con la storiella delle ostriche e delle lumache. L'acronimo gay (good as you) era di là da venire. Si sa che Kubrick (allora trentunenne) fu chiamato a cose fatte, per sostituire un collega in rotta col produttore padrone protagonista. Si giocò bene la carta, anche a occhi bendati. Nel film c'è qualche concessione (il personaggio di Varinia-Jean Simmons e i suoi duetti amorosi con Spartacus-Kirk Douglas ... ), ma anche un polso di ferro per uscire vivo dall'impresa. Tra le perle spiccano la sequenza d'inizio nella miniera (girata da Anthony Mann) e alcuni brani della battaglia (girata in parte da lrving Lerner, quello di Assassinio per contratto). Kubrick, dall'alto del suo talento, era il primo a riconoscere quello degli altri.

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