Le locandine di Film TV

Locandine /// Poster memorabili di film imperdibili, dal 1999 ad oggi

Lo sceicco bianco

Regia di: Federico Fellini


Anno: 1952
Genere: Commedia
Produzione: Italia
Durata: 110 minuti

Cast: Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo Trieste, Giulietta Masina

Italiani piccoli piccoli


Emanuela Martini su Lo sceicco bianco

Prima, in lontananza, sentiamo il suo vocione baritonale. Poi eccolo, in bianco, con mantello, stivali e turbante, vistosi pendenti alle orecchie e scimitarra ingemmata, che si dondola languido su un’altalena, improbabile riproduzione nostrana e borgatara del fascinoso personaggio di Rodolfo Valentino: lo “sceicco bianco”, irresistibile seduttore di dame occidentali, nell’interpretazione nazionalpopolare di Fernando Rivoli, star dei fotoromanzi, al secolo Alberto Sordi, in uno dei suoi primi ruoli da protagonista, che contiene già i tratti meschini che faranno dell’attore la maggiore “maschera” della cialtroneria italiana. Fernando Rivoli, parodia delle illusioni scatenate dal cinema (del quale il fotoromanzo è il parente povero e ingenuo), entra in scena a metà film e non ci resta più di mezz’ora; eppure, nonostante la sottile intelligenza degli altri ritratti, lo “ruba” al protagonista Leopoldo Trieste e alla tenera, sperduta Brunella Bovo. Non a caso, è l’eroe eponimo. Lo sceicco bianco fu la prima regia in solitaria di Federico Fellini (Luci del varietà era firmato con Alberto Lattuada), non fu capito e fu accolto dalla maggior parte della critica con fastidiosa supponenza. Era il 1952 e la cultura italiana, di centro, destra e sinistra, continuava a preoccuparsi dell’educazione da impartire al pubblico e a demonizzare qualsiasi rappresentazione semiseria dell’italiano medio che, a fatica, si risollevava dal Dopoguerra, lasciandosi sedurre da miti grossolani e scollacciati. Lo sceicco bianco era, appunto, il ritratto ironico e affettuoso di un mondo stretto tra illusioni diverse (i sogni avventurosi - ed erotici - del fotoromanzo e quelli realistici - e penitenziali - della chiesa cattolica), tra il perbenismo esitante della piccola borghesia provinciale e la sbrigativa impudenza del proletariato metropolitano, tra la noia dei doveri quotidiani e le possibilità di fuga offerte dalla vita sognata. Wanda arriva a Roma da Altavilla Marittima, in viaggio di nozze con il pedante sposino Ivan, che desidera disperatamente fare bella figura con la famiglia dello zio, che ha agganci in Vaticano e può aiutare la sua carriera. Ma Wanda ha un segreto: le sue lettere (firmate Bambola appassionata) all’eroe dei suoi sogni, appunto lo “sceicco” Fernando Rivoli, e approfitta di una pausa nel fitto programma organizzato da Ivan per correre alla casa editrice, farsi imbarcare su un camion dalla troupe diretta sul set a Ostia e incontrare Fernando. Sgomento, preoccupazione, imbarazzo di Ivan, che nasconde la sua scomparsa ai parenti bigotti; esaltazione e inevitabile, cocente delusione di Wanda quando viene “scaricata” da Fernando davanti a una moglie pettoruta che anticipa molte “gigantesse” felliniane. L’ingegno, la fantasia, l’ironia di Fellini sono già evidenti, non solo per il ruolo di primo piano dato a Sordi (che nel 1953 sarà tra i protagonisti di I vitelloni), per l’apparizione di Giulietta Masina nel ruolo della prostituta Cabiria (eroina, nel 1957, di Le notti di Cabiria), per la freddezza arguta con la quale osserva la piccola borghesia che ruota intorno al Vaticano, per quel sentore di circo sognante e straccione che si rincorre sulla spiaggia. È soprattutto nella delicatezza disillusa con cui tratteggia il viaggio romano dei due provinciali, nell’intreccio della loro nottata solitaria e spaventata (nel corso della quale i rispettivi “peccati” si pareggiano), nel loro spaesamento e nel loro sollievo, che Fellini rivela tutta la sua umanità e il suo disincanto.

Laura tempestosa

Vizi privati, pubbliche virtù di Miklós Jancsó

Lo spettacolo teatrale s'intitolava Potentissima signora ed erano i primi anni '60. Non feci in tempo a vederlo ma ho il volume che raccoglie i testi e un vecchio trentatré giri con le canzoni, molto raro. In scena c'era una donna...

Gianni Amelio

Le lacrime di Hemingway

Per chi suona la campana di Sam Wood

Hemingway non amava Per chi suona la campana. Né Addio alle armi. Né Le nevi del Chilimangiaro. Non che fosse insoddisfatto dei propri libri: detestava i film che Hollywood ne aveva tratto. L'unico che gli andasse un...

Gianni Amelio

Pier e il suo demone

Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise

Le memorie di Diana Barrymore, sfortunata figlia del grande John, ebbero un titolo che sembra un epitaffio: Too much, too soon. Troppo, troppo presto. La ragazza, sulla scia del blasone di famiglia, aveva tentato invano d'imporsi come...

Gianni Amelio

Dei suoi sospiri estremi

Quell'oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel

«C’è voluta tutta l’ostinazione dei miei amici, di serge silberman, soprattutto, per farmi ricominciare». Nel 1977 Luis Buñuel firma il suo ultimo capolavoro. Tre anni dopo Il fantasma della libertà, giunge Quell’oscuro oggetto del...

Giona A. Nazzaro

Eclisse a Casablanca

La notte di Michelangelo Antonioni

Una decina di anni fa capitai dentro a una rassegna di cinema italiano in Marocco. Titoli freschi di uscita e classici in bianco e nero formavano un ricco programma ben selezionato. Oltre a me erano arrivati da Roma un paio di attori giovani. un...

Gianni Amelio

Archivio Locandine

Titolo Film Autore FilmTv n°
Scolpire il tempo e lo spazio Solaris di Andrej Tarkovskij Mauro Gervasini 02 / 2020
Tarantino fuori dal tempo C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino Mauro Gervasini 01 / 2020
Il caso Sacco e Vanzetti Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo Giuliano Montaldo 53 / 2019
Questa è la sua Anna Questa è la mia vita di Jean-Luc Godard Giona A. Nazzaro 52 / 2019
L'Impero ebbe inizio così Guerre stellari di George Lucas Mauro Gervasini 51 / 2019
Lo sguardo nuovo Cléo dalle 5 alle 7 di Agnès Varda Francesca Monti 50 / 2019
I signori e le signore in giallo Invito a cena con delitto di Robert Moore Mauro Gervasini 49 / 2019
La partita della vita e della morte Match Point di Woody Allen Mauro Gervasini 48 / 2019
Il pauroso spettacolo del cinema Frankenstein di James Whale Mauro Gervasini 47 / 2019
Il gioco di ruolo dei morti L'armata delle tenebre di Sam Raimi Mauro Gervasini 46 / 2019
Indovina chi viene a cena La grande abbuffata di Marco Ferreri Mauro Gervasini 45 / 2019
Spaventare a morte Agente 007: Zona pericolo di John Glen Mauro Gervasini 44 / 2019
Per Aspera Ad Astra Star Trek di Robert Wise Mauro Gervasini 43 / 2019
Il Drugo e il cocktail perfetto Il grande Lebowski di Joel Coen Mauro Gervasini 42 / 2019
Apocalisse senza fine Apocalypse Now di Francis Ford Coppola Roberto Manassero 41 / 2019
Maneggiare con cura: esplode! Operazione Dyn-O-Mite! di Antonio Margheriti Mauro Gervasini 40 / 2019
Un oceano di colori Yellow Submarine di George Dunning Caterina Bogno 39 / 2019
Il ragazzo d'oro Diego Maradona di Asif Kapadia Luca Beatrice 38 / 2019
Erano liberi e selvaggi Easy Rider di Dennis Hopper Mauro Gervasini 37 / 2019
L'origine del mondo Dolor y gloria di Pedro Almodóvar Fiaba Di Martino 36 / 2019
Il raccapriccio di Creta Zombi 2 di Lucio Fulci Mauro Gervasini 35 / 2019
Paesaggio nella nebbia La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati Matteo Marelli 34 / 2019
Sognano ancora le pecore elettriche? Blade Runner: 2049 di Denis Villeneuve Mauro Gervasini 33 / 2019
Elogio del situazionista puzzone Polyester di John Waters Mauro Gervasini 32 / 2019
Il doppio Padrino Il Padrino: Parte II di Francis Ford Coppola Mauro Gervasini 31 / 2019
No hay banda Mulholland Drive di David Lynch Mauro Gervasini 30 / 2019
Il sangue di porco nel cinema Carrie - Lo sguardo di Satana di Brian De Palma Mauro Gervasini 28 / 2019
Un altro caffè prima di partire Bob Dylan - Dont Look Back di D.A. Pennebaker Nicola Gervasini 27 / 2019
C'è una casa bianca che Fantasmi di Don Coscarelli Mauro Gervasini 26 / 2019
L'angelo blu Lola di Rainer Werner Fassbinder Luca Guadagnino 25 / 2019

Pagine

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti
Privacy Policy