Le locandine di Film TV

Locandine /// Poster memorabili di film imperdibili, dal 1999 ad oggi.

Aguirre furore di Dio

Regia di: Werner Herzog

Titolo originale: Aguirre der Zorn Gotters
Anno: 1972
Genere: Drammatico
Produzione: Rft
Durata: 93 minuti

Cast: Klaus Kinski, Helena Rojo, Ruy Guerra, Peter Berling

El Dorado di sangue


Emanuela Martini su Aguirre furore di Dio

Una processione di uomini e animali si snoda su un sentiero di montagna, tra le nuvole e il dirupo. La macchina da presa li riprende dall’alto, in campo lungo, finché non si avvicinano: sono soldati spagnoli e schiavi indios, due damigelle in abiti di corte sulle loro portantine, cavalli, maiali, galline, che si fanno strada tra la vegetazione e il fango, ugualmente avvolgenti, per arrivare al fiume turbinoso. Comincia con questa visione ipnotica uno dei capolavori di Werner Herzog, Aguirre furore di Dio, storia di una sfida arrogante a una natura incomprensibile, quella dei tanti conquistadores che, dopo aver sterminato maya e incas, non riuscirono a fermarsi e continuarono a rincorrere il mito di El Dorado. L’El Dorado è una leggenda, è il sogno di un luogo nel quale si vive in pace, circondati da saggezza e tesori inestimabili. Sta in qualche posto imprecisato delle Americhe: l’hanno rincorso in Florida, in Perù, in Brasile, nello Yucatán, intorno al Rio de la Plata e all’Orinoco, nella foresta amazzonica, ovunque, dall’inizio del Cinquecento fino a oggi, senza mai trovarlo. L’hanno cercato persino Indiana Jones, Corto Maltese e Paperon de’ Paperoni. La leggenda nacque quando i conquistatori riportarono a casa enormi ricchezze e notarono che spesso gli indigeni usavano monili d’oro massiccio: Cortés, Pizarro e tutti gli altri, eccitati non dal desiderio di scoprire una sorta di Eden, ma dall’idea dei tesori, ripartirono per la loro caccia avida e sfrenata, in una corsa verso l’autodistruzione. Lope de Aguirre fu uno di loro. Fu veramente un bastardo che cambiava spesso bandiera, tradiva, uccideva, sterminava indigeni, che si unì alla spedizione di Pedro de Ursúa (e durante il viaggio lo fece fuori), si ribellò alla corona di Spagna e continuò la ricerca frenetica di El Dorado finché non venne eliminato. Herzog lo inquadra nel dicembre del 1560, quando il gruppo guidato da Ursúa parte verso l’interno; a far da sfondo, la voce narrante di Gaspar de Carvajal, un missionario domenicano che tenne davvero un diario su una spedizione in Amazzonia. E la voce di Dio è l’eco agghiacciante dell’arroganza umana; come dice Carvajal alla moglie di Ursúa messo in catene e destinato alla morte: «Sapete Inez che, per la gloria di nostro Signore, la chiesa deve sempre stare dalla parte del più forte». Ispirandosi a un libro di avventure storiche, con poche pagine di sceneggiatura e un budget di 370 mila dollari, Herzog girò per cinque difficilissime settimane, in Perù, lungo il fiume Ucayali e su due affluenti del Rio delle Amazzoni, con la troupe su zattere simili a quelle sulle quali sono imprigionati i personaggi, in un clima insostenibile. E nel film spariglia le carte, mescola le fonti, innesta la finzione drammatica sulla vertigine visiva dei luoghi, riduce all’osso le battute in un gioco di rapporti dagli echi shakespeariani, riproduce con i movimenti di macchina il delirio di potere e ricchezza che cattura come un gorgo i conquistadores, trascinando uomini e animali, schiavi e padroni allo stordimento e al disastro. Fulcro visionario e sanguinario è Klaus Kinski, capelli biondi fluenti, sguardo azzurro sempre più allucinato, sempre in ascolto, mentre trama, ordina e infine delira forsennato davanti a un branco di piccole scimmie. Fu il suo primo film con Herzog; pretese circa il 50% del budget e con le sue intemperanze rischiò più volte di mandare a monte la lavorazione. Ma certamente ne valse la pena.

Una vita come Steve McQueen

Getaway! di Sam Peckinpah

Più di una volta ha provato lui stesso a chiudersi in un cliché ma non ce l'ha fatta. Quando uscì Bullit, per esempio, il "New York Times" scrisse (elogiandolo) che sembrava un incrocio fra Humphrey Bogart e Marcello Mastroianni, con la...

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Il tempo ritrovato di Raúl Ruiz

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Uomini, mezz’uomini e quaquaraquà

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Tutti per uno

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Giona A. Nazzaro

Malone = Melò

Come le foglie al vento di Douglas Sirk

Se Il mago di Oz ha scatenato l'esercito degli amici di Dorothy - il personaggio interpretato da Judy Garland - , una schiera non meno eletta è pronta a battersi per l'eroina di Come le foglie al vento. Sono gli amici...

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Archivio Locandine

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