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Sergio M. Grmek Germani dice che La capra Penelope è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 20:20.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

Lo scorso 9 maggio è morto a Seattle lo sceneggiatore Alvin Sargent, fra gli sceneggiatori più eclettici e di maggior successo nelle ultime cinque decadi di Hollywood. Suo è Paper Moon , che gli valse la prima nomination agli Oscar. Vi riproponiamo la locandina di Gianni Amelio.

Il 24 maggio arriva su Netflix una nuova serie spagnola che si chiama Alto mare (ve la segnaliamo brevemente nel numero di questa settimana). Avrà il successo di La casa di carta ?

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

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Lorenza Negri

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News


26 Febbraio 2017

#ICancelliDelCielo #7

I David di Donatello sono i premi “ufficiali” del cinema italiano. I nostri Oscar, i nostri César. C'è stato un tempo nel quale godevano di un certo riconoscimento anche all'estero, specie negli anni 60, ma era proprio la nostra industria cinematografica a essere diversa, più gloriosa. Poi un lungo cono d'ombra, fino a una decina d'anni fa quando il “patron” della manifestazione Gian Luigi Rondi ne gestì un relativo rilancio. Veniamo a oggi. I David 2017 saranno consegnati il 27 marzo, le candidature sono sul sito www.daviddidonatello.it così come l'elenco infinito dei votanti che comprende le maestranze tutte (o quasi) del settore oltre a una giunta di 32 persone e ai premiati/candidati. Un sistema in passato criticato: che centinaia di persone vedano tutti i film in gioco è naturalmente possibile ma francamente improbabile, e in ogni caso vai a saperlo.

Anyway. Vogliamo qui parlare di una categoria particolare, l'unica già premiata. I cortometraggi, che come sapete stanno molto a cuore a Film Tv. Specie quelli italiani. Ma cosa fa la nazionalità di un film? La produzione, di solito. Tant'è che Elle di Paul Verhoeven è considerato francese (ad esempio dall'Academy di Los Angeles per le nomination agli Oscar) perché prodotto dal prode Saïd Ben Saïd. Per i David invece sarebbe un film olandese perché realizzato da un tizio di Amsterdam. L'articolo 1 del regolamento dei David recita infatti che «si intende per nazionalità italiana: realizzato da un autore italiano o con la cittadinanza italiana». Cosa succede se uno dei migliori registi di cortometraggi italiani è iraniano? Esattamente quello che è successo quest'anno: resta ingiustamente escluso da nomination e premi.

Ali Asgari è autore di punta della Kino Produzioni di Roma. Nel 2014 il suo corto La bambina è stato in concorso Orizzonti alla Mostra di Venezia; l'anno scorso Il silenzio (notare i titoli “internazionali” non esattamente in farsi) al Festival di Cannes. Il primo, durata 16 minuti, non era eleggibile per il David perché il regolamento prevede un'asticella bassa (troppo bassa, secondo me), massimo 15 minuti. Il silenzio, diretto con Farnoosh Samadi, era perfetto ma è stato escluso perché appunto i registi sono iraniani, nonostante il produttore del film (giustamente arrabbiatino) sia Giovanni Pompili, italiano. Il silenzio è molto bello, avrebbe meritato non solo di giocarsela, la nomination, ma penso proprio anche di riceverla (ne ho visti 3 su 5 dei nominati compreso il vincitore, A casa mia di Mario Piredda). Guardatelo Il silenzio al link qua sotto (è visibile fino a domenica 5 marzo), e giudicate voi.

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