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News


26 Febbraio 2017

#ICancelliDelCielo #7

I David di Donatello sono i premi “ufficiali” del cinema italiano. I nostri Oscar, i nostri César. C'è stato un tempo nel quale godevano di un certo riconoscimento anche all'estero, specie negli anni 60, ma era proprio la nostra industria cinematografica a essere diversa, più gloriosa. Poi un lungo cono d'ombra, fino a una decina d'anni fa quando il “patron” della manifestazione Gian Luigi Rondi ne gestì un relativo rilancio. Veniamo a oggi. I David 2017 saranno consegnati il 27 marzo, le candidature sono sul sito www.daviddidonatello.it così come l'elenco infinito dei votanti che comprende le maestranze tutte (o quasi) del settore oltre a una giunta di 32 persone e ai premiati/candidati. Un sistema in passato criticato: che centinaia di persone vedano tutti i film in gioco è naturalmente possibile ma francamente improbabile, e in ogni caso vai a saperlo.

Anyway. Vogliamo qui parlare di una categoria particolare, l'unica già premiata. I cortometraggi, che come sapete stanno molto a cuore a Film Tv. Specie quelli italiani. Ma cosa fa la nazionalità di un film? La produzione, di solito. Tant'è che Elle di Paul Verhoeven è considerato francese (ad esempio dall'Academy di Los Angeles per le nomination agli Oscar) perché prodotto dal prode Saïd Ben Saïd. Per i David invece sarebbe un film olandese perché realizzato da un tizio di Amsterdam. L'articolo 1 del regolamento dei David recita infatti che «si intende per nazionalità italiana: realizzato da un autore italiano o con la cittadinanza italiana». Cosa succede se uno dei migliori registi di cortometraggi italiani è iraniano? Esattamente quello che è successo quest'anno: resta ingiustamente escluso da nomination e premi.

Ali Asgari è autore di punta della Kino Produzioni di Roma. Nel 2014 il suo corto La bambina è stato in concorso Orizzonti alla Mostra di Venezia; l'anno scorso Il silenzio (notare i titoli “internazionali” non esattamente in farsi) al Festival di Cannes. Il primo, durata 16 minuti, non era eleggibile per il David perché il regolamento prevede un'asticella bassa (troppo bassa, secondo me), massimo 15 minuti. Il silenzio, diretto con Farnoosh Samadi, era perfetto ma è stato escluso perché appunto i registi sono iraniani, nonostante il produttore del film (giustamente arrabbiatino) sia Giovanni Pompili, italiano. Il silenzio è molto bello, avrebbe meritato non solo di giocarsela, la nomination, ma penso proprio anche di riceverla (ne ho visti 3 su 5 dei nominati compreso il vincitore, A casa mia di Mario Piredda). Guardatelo Il silenzio al link qua sotto (è visibile fino a domenica 5 marzo), e giudicate voi.

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