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Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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1 Marzo 2018

Addio ad Angela Ricci Lucchi

Si è spenta il 28 febbraio 2018 a 76 anni Angela Ricci Lucchi, originaria del ravennate, filmmaker e artista celebre e celebrata sul panorama artistico internazionale e (forse) fin troppo dimenticata in patria. Sin dal ritorno dall'Austria, dove ha studiato pittura sotto la guida di un maestro d'eccezione come Oskar Kokoschka, Ricci Lunghi mette radici a Milano insieme all'inseparabile compagno di vita e co-autore della maggior parte delle sue opere, l'architetto italo-armeno Yervant Gianikian, conosciuto nel 1974 tramite Corrado Costa, uno dei poeti del Gruppo 63. 

Dagli anni '70 in poi, la coppia dà vita a un percorso artistico sussurrato e coerente. A partire dai cortometraggi sperimentali dei primi anni di lavoro e la serie di "film profumati" caratterizzati da una colonna olfattiva a sostituire quella sonora - proiettati con una forma di odorama che diffondeva essenze aromatiche in interazione con le immagini, alla ricerca di un'esperienza polisensoriale per lo spettatore - fra i quali va ricordato Alice profumata di rosa (1975). 

Le esperienze degli anni '70 fatte da Ricci Lucchi e Gianikian li rendono ancora più consapevoli del mezzo e in grado di portare la sperimentazione a un livello ulteriore. Un momento fondamentale arriva nella seconda metà degli anni '80 quando, al lavoro sullo sconfinato archivio del fotografo e pioniere del documentario italiano Luca Comerio, nasce la necessità di trovare un modo per recuperare tutto quel materiale destinato al macero. La coppia di artisti, al lavoro su della vecchissima pellicola infiammabile e in decomposizione, che si era ristretta da 35 a 32 mm diventando inutilizzabile in qualsiasi proiettore dell'epoca, crea il concetto di camera analitica. Inventano modalità per rifilmare la pellicola destinata al macero, rifiutando la filologia ma anzi ricercando uno studio sperimentale sui documenti, rallentando, accelerando, e sottolineando dettagli nascosti dei fotogrammi presi in esame. il risultato è Dal Polo all'Equatore (1987).

Quelli che seguono, per Ricci Lucchi e Gianikian, sono anni di continua riflessione e sperimentazione. Ne scaturiscono opere come Su tutte le vette è pace (1999), Inventario Balcanico (2000), Immagini dell'Oriente: Turismo da Vandali (2001), Oh! Uomo (2004), Ghiro Ghiro Tondo (2007) e Pays Barbare (2013) che vengono proiettate e omaggiate nei più importanti musei di arte contemporanea di tutto il mondo: MoMA, Centre Pompidou, Tate Modern, Mart, la Fondazione Cartier di Parigi, la Caixa di Barcelona, la Biennale di Venezia, il Witte de With di Rotterdam, il Museum of Contemporary Art di Chicago, il Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia, l’Hangar Bicocca di Mlano.

Intervistata da Il Manifesto nel 2016, alla domanda su cosa fosse per lei il cinema Angela Ricci Lucchi ha risposto: «Potrei dire che viviamo dentro il cinema ininterrottamente da più di 40 anni e non mi sembra di fare altro».

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