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La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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News


1 Luglio 2018

Stefano Sollima parla di Soldado e del suo prossimo progetto

Stefano Sollima ha avuto un fine settimana particolare: il 29 giugno è uscito nelle sale americane (in Italia dovremo aspettare il 18 ottobre per vederlo) Soldado, il suo primo film in lingua inglese. Nonostante si tratti di un sequel estivo di un film, Sicario, che è stato amato dalla critica ma non è stato un campione di incassi; e nonostante l'argomento non da aperitivo, la lotta sporca e machiavellica contro i cartelli della droga messicani, e una messa in scena che non risparmia nulla per quanto riguarda violenza, sangue ed efferatezze, Soldado è stato amato dai primi recensori e ha buone aspettative al box office. Con Sollima che, per catartizzare, ha dichiarato a Variety di aver comprato il biglietto per una delle prime proiezioni del film perché «Voglio vedere con i miei occhi la reazione del pubblico».

«Quando mi hanno proposto il sequel ero un po' sospettoso. Sapevo che il pubblico si sarebbe chiesto perché stavamo facendo il seguito di un film così bello e riuscito, ma ho anche subito pensato che l'idea per il film fosse davvero originale. E non stavamo tanto inaugurando un franchise, ma era più il prosieguo di una saga. Stiamo esplorando quel mondo da differenti punti di vista» dice il regista romano sulla sua decisione di accettare la regia di Soldado.
 
Il sequel ha riportato fianco a fianco il brutale ed efficiente killer prezzolato Benicio Del Toro e l'agente speciale CIA con un'idea tutta sua di limiti e regole Josh Brolin. Rispetto al primo film manca Emily Blunt, presente in Sicario nei panni dell'agente FBI che cercava di tenere in bolla il livello di moralità degli altri personaggi. In Soldado, Del Toro e Brolin fanno comunella e cercano di forzare una guerra tra gang rivali rapendo la figlia del capo di un cartello e incolpando i membri del cartello rivale. Difficile essere puliti ed educati quando ci si tuffa in tematiche del genere, e Sollima non ci ha nemmeno provato a non sporcarsi: «Questo è un film crudo e grintoso, dove tutto viene mostrato senza alcun filtro o senza essere per forza gentili quando non è necessario. È come uno di quei film che facevano negli anni '70 e che gli studios hanno smesso di realizzare» dice il regista, che liquida abbastanza in fretta anche le accuse di eccessiva violenza: «È parte del mondo che abbiamo scelto di mettere in mostra, sarebbe assurdo se la violenza non fosse grafica o fosse tenuta nascosta. È necessario immergere il pubblico in quello che sta succedendo e mostrare la violenza aiuta in questo».

Nel frattempo Sollima è già tornato sul set e sta lavorando all'adattamento di ZeroZeroZero, romanzo-inchiesta pubblicato da Roberto Saviano nel 2013: «Abbiamo creato una storia completamente inedita per la serie Tv ispirata a ZeroZeroZero, ma sempre basandoci sull'anima del libro. Affronterà la globalizzazione seguendo la filiera produttiva di una delle merci più speciali che ci siano, la cocaina. Siamo partiti dal suo punto d'origine, in Sud America, e siamo arrivati fino alla sua destinazione in Italia,esplorando nel mezzo tutti i passaggi del traffico, dal riciclaggio di denaro ad altri elementi che stanno impattando le economie dei paesi e le vite di molte persone».

Per quanto riguarda il futuro, Sollima è certo di una cosa: «Se dovessero continuare con la saga dopo Soldado, credo che ogni film – seppur ambientato nello stesso mondo – dovrebbe essere una narrazione a sé. Mi piacerebbe molto vedere un altro capitolo di Sicario, ma dovrebbe essere realizzato da un altro regista, con il suo stile specifico».

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