Addio e grazie per tutte le news #012

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Matteo Marelli dice che Blackhat è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 02:35.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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News


5 Novembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #012

Al mio segnale, scateniamoci all'inferno
In cui probabilmente questa news dovrebbe parlare di come Ridley Scott abbia definitivamente confermato il progetto di un sequel de Il gladiatore, e di come sarà un film che racconterà la storia adulta di Lucio Vero, quello che nel primo capitolo era il nipotino di Commodo lo sgangherato. Che noia. Senza contare che ogni cavillatore patentato farà fatica a tollerare un Gladiatore 2 senza gladiatore. Proposta: una commedia musical-danzereccia, una sorta di Mamma mia ambientato all'inferno con il titolo di cui sopra. Anche per continuare a sfruttare i talenti canori di Russell Crowe dopo la cacofonica prova di Les Misérables. Sennò è come fare un sequel di Black Panther (Sky Cinema Uno alle 21.15) con protagonista Howard il papero. 

Se ne va anche l'ultima cosa buona uscita da un ufficio stampa
Si fa per scherzare, amici degli uffici stampa. Non cessate le spedizioni di cesti di frutta, ne va del mio scorbuto. Ma fra le cose migliori mai uscite da un ufficio stampa c'è sicuramente Raymond Chow. Un signore partito negli anni '50 dal ruolo di responsabile delle pubbliche relazioni per i produttori più importanti e potenti di Hong Kong, gli Shaw Brothers, a fondare la Golden Harvest all'inizio degli anni '70. Senza di lui non avremmo avuto Bruce Lee, Jackie Chan e i film anni '90 delle Tartarughe Ninja. Senza di lui, scomparso in questi giorni a 91 anni, il cinema sarà un posto un po' meno divertente e con molti meno lividi
 
Aggiudicato a quel signore con le orecchie giganti da topo
Gira voce, a Hollywood, che J.J. Abrams si sia ufficialmente messo all'asta. Dice tanto dell'autostima di una persona la risposta alla domanda: «Quanto chiederesti come base d'asta per te stesso?». C'è chi chiederebbe un vasetto di cetrioli sottaceto e un barattolo di senape e chi, come J.J. Abrams, non scende sotto il mezzo miliardo di dollari. In ballo c'è un accordo distributivo e produttivo che lasci campo libero alla zecca di stato Abrams per continuare a stampare conio a getto continuo, incassando da sue creazioni/supervisioni cinematografiche, televisive, videoludiche, musicali, oltre a merchandising, parchi divertimento e contenuti digitali. Gli allibratori hanno smesso di accettare scommesse su Disney. E pensare che Stallone, per farsi notare da Hollywood, ha dovuto fare Cop Land (alle 23.40 su TV8). 

In breve:
Steven Spielberg decide che non ne ha abbastanza, né di nomination agli Oscar né di progetti all'attivo, e mette in cantiere anche la versione musical de Il colore viola. E già che c'è coinvolge nel progetto, come produttori, altri due che l'ultimo 730 hanno fatturato più della Cambogia e del Laos messe assieme: Quincy Jones e Oprah Winfrey.

Scelto il protagonista dell'adattamento cinematografico di Corto Maltese. Finalmente gli innumerevoli fan del capolavoro di Hugo Pratt possono dare un volto ai loro futuri sogni infranti: si tratta del manzo inglese con basetta Tom Hughes, conosciuto per la serie Tv Victoria. Hughes si unisce nel cast a Milla Jovovich, con il sempre più impellente desiderio di sapere cos'avrebbe detto Hugo Pratt di una trasposizione di Corto Maltese diretta dal regista di Silent Hill. Ma sto ancora aspettando l'opinione di Tarkovskij sul Solaris di Soderbergh (alle 23.35 su Studio Universal).

Il contributo video è un promemoria: bisogna sempre fare il tifo per l'amore. Che oltre a essere al terzo posto fra le peggiori morali generiche da film ottimista dopo “il vero tesoro è stato per tutto questo tempo l'amicizia” e “l'importante è il viaggio, non la destinazione”, è anche la verità. Bisogna fare il tifo, quindi, per Ryan Reynolds, imperterrito nella sua eroica opera di seduzione rivolta a Hugh Jackman. Che rimane perfetto anche quando se la tira. In questa finta pubblicità elettorale, il tenero Ryan incensa la grande performance dell'amato in The Front Runner
 

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