Addio e grazie per tutte le news #015

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Matteo Marelli dice che Blackhat è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 02:35.

Una serie tv da cominciare? Attenzione, perché secondo Alice Cucchetti è magnetica e non potrete fare a meno di finirla.

La figura del Papa è stato oggetto di recente di una delle nostre liste. Ma se il Papa, più che una presenza, fosse una specie di fantasma irraggiungibile? Ovviamente, secondo Marco Ferreri.

L'ultimo film di Paul Schrader, First Reformed , esce direttamente in dvd, ma per noi è il film della settimana. Ripercorriamo la carriera di questo regista con un ritratto di Roberto Manassero.

Il blu è un colore caldo, soprattutto se si tratta di un giallo di Simenon raccontato da Amalric.

Quando Rete 4 fu mandata sul satellite. Dialogo tra un canale televisivo e Tommaso Labranca.

La citazione

«Lui adesso vive ad Atlantide / con un cappello pieno di ricordi / ha la faccia di uno che ha capito / e anche un principio di tristezza in fondo all'anima / nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata / e a volte ritiene di essere un eroe. (Francesco De Gregori - Atlantide)»

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Matteo Bailo

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News


8 Novembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #015

La sceneggiatura incompiuta di Stanley Kubrick viene messa all'asta, seguiranno polemiche
Sì, perché la sceneggiatura di Burning Secret, riscoperta da poco in un'epifania di mezza estate da un accademico della gallese Bangor University, è stata definita una sorta di Lolita inversa, la storia di un uomo affascinante in vacanza in un centro benessere, che circuisce un bimbo di dieci anni per avere più chance di sedurne la madre. Ovvero, se il film mai venisse realizzato rischierebbe un sacco di rotture di scatole. Ma senza Stanley Kubrick, l'unico che sarebbe riuscito a trasformare in immagini una sceneggiatura del genere, niente film giusto? Non è detto. Il detentore dei diritti della sceneggiatura, il compositore Gerald Fried, ha infatti deciso di metterla all'asta. Gli esperti si aspettano che venga battuto un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 20mila dollari. Abbastanza poco da rischiare di finire nelle mani sbagliate. Tipo quelle che hanno realizzato Die Hard: Un buon giorno per morire (su Italia 1 alle 21.25), ad esempio. 

Spike Lee dirige un biopic su Frederick Douglass, seguiranno maschi bianchi confusi
I giovani dicono poser. E anche se poi intendono «Eh, tipo quello là che va a sentire i Radiohead ma per farsi i selfie e non per prendere gli psicofarmaci», il significato è più o meno riferito a una persona che abbraccia i tratti più superficiali di un certo movimento ma senza capirne nulla, giusto per un like sui social. Spike Lee non è un poser. È un nanerottolo di 60 anni, incazzato da più di 30, che grazie al cinema ha trovato un canale per raccontare la sua rabbia atavica e la sua lotta civile, più distruttiva che costruttiva. Ci ha messo una decina d'anni, Spike, a riprendersi dal tonfo di Miracolo a Sant'Anna; ma sembra finalmente tornato quello che negli anni '90 era fra i più bravi a fare bel cinema con sale in zucca. Tra i sintomi di questa ripresa anche il suo prossimo progetto, un biopic sul seminale Frederick Douglass, la più importante figura intellettuale afroamericana ai tempi della lotta per l'abolizionismo. Ecco, diciamo che Spike Lee sicuramente non sarà tra gli spettatori, stasera alle 21 su Canale 20, di Exodus – Dei e re, quel film di Ridley Scott con un gallese a interpretare l'israeliano Mosè e un australiano nei panni del faraone Ramses. 

Mai cambiare una formula vincente, anche se prevede la regia di Susanne Bier
Perché alla fine lo scopo nella vita cinematografica di Susanne Bier è quello di rendere tutto il più pesante possibile. Certo, ha vinto l'Oscar con Un mondo migliore. Ma anche Paul Haggis ne ha vinto uno per Crash. A parte i lamenti, la notizia è che Nicole Kidman ha scoperto che non vuole rinunciare a tutte le soddisfazioni e i premi vinti come interprete e produttrice televisiva grazie a Big Little Lies. E oltre a una seconda stagione di quest'ultima, rilancia anche con un altro progetto, la miniserie The Undoing, dalle premesse simili: produzione HBO, collaborazione con lo sceneggiatore David E. Kelley e regia affidata a un nome esotico e autoriale, passando dal franco-canadese Jean-Marc Vallée di Big Little Lies alla danese Susanne Bier. Nel frattempo l'autarchico Clint Eastwood se ne sta tranquillo in un angolo a giudicare in silenzio, riguardandosi Gli spietati su Iris alle 21.

In breve:
Taron Egerton
, nonostante il nome sempre più buffo a ogni ulteriore lettura e nonostante fosse il protagonista indiscusso dei primi due film, ha annunciato che non farà parte del cast per il prossimo Kingsman. Rimangono due opzioni: o si tratta di un prequel, qualcosa sulle origini dei servizi segreti ammazza carlini, o effettivamente sarà un terzo capitolo privo del protagonista dei primi due. Magari due ore filate di Colin Firth che parla pacatamente italiano. Comunque, in entrambi i casi, gli sbadigli sono concessi.

Joshua e Ben Safdie, fratelli cineasti indipendenti che raccolgono molta stima nel microcosmo newyorchese, stanno lavorando al loro prossimo progetto insieme ad Adam Sandler, e hanno deciso di affiancare all'attore comico Kevin Garnett, ex stella della NBA, 2 metri e 15 di fibra nervosa, intimidazione e facce molto cattive. Potrebbe già essere la commedia dell'anno.

Il contributo video serve a salutare e ringraziare Francis Lai, compositore francese scomparso a Nizza all'età di 86 anni e premio Oscar per la colonna sonora di Love Story. Una colonna sonora talmente bella che ha contribuito a fare del film uno degli strappalacrime più riusciti della storia del cinema; una partitura così intensa e commovente da far credere a un sacco di persone che quel branzino di Ryan O'Neal sarebbe diventato il nuovo Clark Gable. 
 

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