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26 Novembre 2018

Addio a Bernardo Bertolucci

È scomparso a Roma Bernardo Bertolucci, fra i più grandi, riconosciuti e premiati maestri del cinema italiano (e internazionale) del '900. Si è spento nella capitale stamattina, a 77 anni, dopo una lunga malattia. La sua ultima regia risaliva al 2012, con Io e te, libero adattamento per il grande schermo dell'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Bertolucci non girava un film completamente in italiano dal 1981, era l'anno di La tragedia di un uomo ridicolo: una semplice statistica perfetta per capire la caratura internazionale dell'autore. 

Bertolucci, nato a Parma nel 1941, cresce in una famiglia che lascia spazio all'impulso artistico - il padre Attilio era poeta, il fratello Giuseppe sarà suo collega, mentre il quasi coetaneo cugino Giovanni diventerà produttore cinematografico. Anche per questi motivi, Bernardo si affaccia molto presto al cinema: comincia a girare i primi cortometraggi da adolescente e a soli vent'anni, dopo aver lasciato l'università, ottiene il suo primo lavoro come assistente alla regia di Pasolini sul set di Accattone. L'anno successivo, è il 1962, esordisce ufficialmente alla regia realizzando in film un soggetto sempre di Pasolini, adattato in sceneggiatura con l'aiuto di Sergio Citti e prodotto da Tonino Guerra: La commare secca viene presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, ed è il primo tassello di una carriera cinquantennale e fondamentale per la storia del cinema. 

Gli anni '60 servono a Bertolucci per imparare appieno il mestiere. Dirige Prima della rivoluzione, Partner (in cui si confronta con un testo di Dostoevskij) e un episodio (insieme a quelli di Lizzani, Godard, Pasolini e Bellocchio) di Amore e rabbia. Nel 1968, insieme a Dario Argento e Sergio Leone, firma il soggetto di C'era una volta il west. Poi, negli anni '70, arriva un successo di critica e pubblico che ha avuto rari precedenti. Il conformista (tratto dall'omonimo romanzo di Moravia) ha un buon risultato al botteghino (più di 200 milioni di lire) e conquista una nomination agli Oscar (come Miglior sceneggiatura non originale). Lo stesso anno esce Strategia del ragno, liberamente ispirato a un racconto di Borges e presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Due anni più tardi, invece, Bertolucci realizza Ultimo tango a Parigi, ed è storia già più nota. Nonostante i tentativi della censura, il film rimane il più visto nella storia del cinema italiano (più di 15 milioni di biglietti staccati), nonché uno dei maggiori incassi.

Nel 1976 l'autore torna a respirare aria di casa e firma uno dei suoi capolavori, Novecento. Il decennio successivo segna anche la consacrazione hollywoodiana con i nove premi Oscar ottenuti da L'ultimo imperatore. Nei successivi vent'anni, Bertolucci continua a esplorare le forme del cinema e soprattutto i set di tutto il mondo: il Sahara per Il tè nel deserto, il Bhutan, l'India, il Nepal e gli Stati Uniti per Piccolo Buddha, la campagna toscana di Io ballo da sola, la Roma internazione de L'assedio e di nuovo Parigi per The Dreamers

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