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Sergio M. Grmek Germani dice che Gunga Din è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

scelta da
Lorenza Negri

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News


26 Novembre 2018

Addio a Bernardo Bertolucci

È scomparso a Roma Bernardo Bertolucci, fra i più grandi, riconosciuti e premiati maestri del cinema italiano (e internazionale) del '900. Si è spento nella capitale stamattina, a 77 anni, dopo una lunga malattia. La sua ultima regia risaliva al 2012, con Io e te, libero adattamento per il grande schermo dell'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Bertolucci non girava un film completamente in italiano dal 1981, era l'anno di La tragedia di un uomo ridicolo: una semplice statistica perfetta per capire la caratura internazionale dell'autore. 

Bertolucci, nato a Parma nel 1941, cresce in una famiglia che lascia spazio all'impulso artistico - il padre Attilio era poeta, il fratello Giuseppe sarà suo collega, mentre il quasi coetaneo cugino Giovanni diventerà produttore cinematografico. Anche per questi motivi, Bernardo si affaccia molto presto al cinema: comincia a girare i primi cortometraggi da adolescente e a soli vent'anni, dopo aver lasciato l'università, ottiene il suo primo lavoro come assistente alla regia di Pasolini sul set di Accattone. L'anno successivo, è il 1962, esordisce ufficialmente alla regia realizzando in film un soggetto sempre di Pasolini, adattato in sceneggiatura con l'aiuto di Sergio Citti e prodotto da Tonino Guerra: La commare secca viene presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, ed è il primo tassello di una carriera cinquantennale e fondamentale per la storia del cinema. 

Gli anni '60 servono a Bertolucci per imparare appieno il mestiere. Dirige Prima della rivoluzione, Partner (in cui si confronta con un testo di Dostoevskij) e un episodio (insieme a quelli di Lizzani, Godard, Pasolini e Bellocchio) di Amore e rabbia. Nel 1968, insieme a Dario Argento e Sergio Leone, firma il soggetto di C'era una volta il west. Poi, negli anni '70, arriva un successo di critica e pubblico che ha avuto rari precedenti. Il conformista (tratto dall'omonimo romanzo di Moravia) ha un buon risultato al botteghino (più di 200 milioni di lire) e conquista una nomination agli Oscar (come Miglior sceneggiatura non originale). Lo stesso anno esce Strategia del ragno, liberamente ispirato a un racconto di Borges e presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Due anni più tardi, invece, Bertolucci realizza Ultimo tango a Parigi, ed è storia già più nota. Nonostante i tentativi della censura, il film rimane il più visto nella storia del cinema italiano (più di 15 milioni di biglietti staccati), nonché uno dei maggiori incassi.

Nel 1976 l'autore torna a respirare aria di casa e firma uno dei suoi capolavori, Novecento. Il decennio successivo segna anche la consacrazione hollywoodiana con i nove premi Oscar ottenuti da L'ultimo imperatore. Nei successivi vent'anni, Bertolucci continua a esplorare le forme del cinema e soprattutto i set di tutto il mondo: il Sahara per Il tè nel deserto, il Bhutan, l'India, il Nepal e gli Stati Uniti per Piccolo Buddha, la campagna toscana di Io ballo da sola, la Roma internazione de L'assedio e di nuovo Parigi per The Dreamers

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