Addio e grazie per tutte le news #028    

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Sergio M. Grmek Germani dice che Gunga Din è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 05:20.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

Se fossi una donna sarei scandalizzata dal dibattito sulle quote rosa. Molto probabilmente non amerei essere identificata con un colore appiccicoso, infantile e nauseante come il rosa. Quando un uomo politico o un giornalista usa quel colore per identificare la presenza femminile non lo fa solo per scarsa fantasia, ma per tranquillizzarsi con l’immagine di una signorina dal grembiulino color confetto, tutta pizzi, trine, boccoli e totalmente inoffensiva. Se fossi una donna avrei preferito spaziare dal rosso incandescente al grigio glaciale.

La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

scelta da
Simone Arcagni

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News


27 Novembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #028    

13 commedie romantiche posson bastare
Leonardo Pieraccioni
è vivo e lotta insieme a noi. Per chi è rimasto colpevolmente fermo alla seconda metà degli anni '90 (non alzo la mano solo perché sto scrivendo) e all'improvviso e fenomenale successo dei vari I laureati, Il ciclone, Fuochi d'artificio e Il pesce innamorato, c'è una notizia: negli anni 2000 e 2010, il buon Pieraccioni ha continuato pacifico a fare il suo cinema di gorgia – ma non si provi ad aspirare la c di cinema, che è a inizio parola: la Toscana ne morirebbe un po' – e donne bellissime che finiscono con l'innamorarsi del suo personaggio immancabilmente tonto, scapigliato, puro e tanto tanto tenero. E con le 13 – più o meno, e compresa l'ultima di prossima uscita Se son rose – commedie romantiche che ha scritto, diretto e interpretato, l'autore fiorentino ha raggranellato molto più di cento milioni di euro. E per il modico costo dei tranquillanti e le sigarette per Massimo Ceccherini. Ebbene, dopo quasi 30 anni di onorato servizio all'interno del genere, Pieraccioni annuncia che Se son rose sarà la sua ultima commedia romantica. Ovviamente ai suoi prossimi film verrà solo tolto l'appellativo “romantica”. Ma non sarebbe bellissimo vederlo cimentarsi con altri generi? Per esempio una fantascienza distopica, sullo stile di Edge of Tomorrow (su Canale 20 alle 21) in cui Massa e Carrara hanno conquistato l'intera Toscana e tentano di abolire l'aspirazione delle c. Tutto, basta che non sia un remake di Hachiko (alle 21.20 su Canale 5) ambientato a Forte dei Marmi, con Panariello che rispolvera il personaggio del bagnino con il marsupio.

Guillermo del Toro ha conquistato Pinocchio e ora ci ha preso gusto
Lo splendido Guillermo del Totoro – onore all'autore dell'illustrazione qua sopra – ha da poco vinto il suo personale demone gillianesco: riuscirà a realizzare, grazie a Netflix, il progetto dell'adattamento in stop-motion di Pinocchio che accarezzava da una dozzina d'anni. Sconfitto il mostro principale, del Toro si è fatto prendere dalla tracotanza e ha deciso di condividere i titoli di tutte le 17 sceneggiature complete che ha scritto nel corso degli anni e che non sono mai state realizzate. Chissà mai, magari i vertici di Netflix lo seguono su twitter e sono rapidi a cogliere il messaggio: ohi, se vi avanzano una manciata soldi io ho un sacco di roba pronta per essere girata. Ci sono alcune cose inutilizzabili, come lo script scartato per il sequel di Pacific Rim, e altre che dovrebbero essere presto realizzate – come The Witches, che dovrebbe essere prodotto dal messicano e diretto da Robert Zemeckis. E tanti altri progetti di cui non si è mai sentito parlare, come una versione deltoriana di La bella e la bestia e de Il conte di Montecristo, il pilota di una serie su Hulk, una sceneggiatura che ha lo stesso titolo originale di Viaggio allucinante, un adattamento di Drood, pazzesco romanzo di Dan Simmons sugli ultimi anni di vita di Charles Dickens. E anche una sceneggiatura ribattezzata Progetto segreto (senza titolo), che non si spiega, ma lascia molto spazio alla fantasia. Magari un bel peplum tipo Centurion (su Rai 4 alle 21.05), ma con l'eroe di turno che si innamora follemente dell'Idra di Lerna. 

Riuscirà Jeff Bezos a conquistare il mondo?
Uno degli scherzi ricorrenti da queste parti è lo strapotere di Disney nel mondo dello spettacolo. È divertente, ed è come prendere in giro Gastone Paperone: a lui non importa perché ha cose più importanti da fare, tipo vincere un'altra lotteria, e noi ci sentiamo un po' meglio. Vincono tutti. Tranne Jeff Bezos, che da qualche anno a questa parte con Amazon è riuscito, con discreto successo, a insinuarsi nell'industria dell'intrattenimento. Ma non è abbastanza, Jeff vuole il dominio totale. Ci proverà, Amazon, nel post Trono di spade con una serie ispirata all'universo di Il signore degli anelli. Ma, nel caso in cui i gusti di questi strambi esseri umani che passano le giornate a guardare serie Tv invece di fatturare dovessero cambiare, meglio farsi trovare pronti anche con corazzate di genere diverso. Tipo Modern Love, una serie antologica ispirata a una rubrica del New York Times (e al relativo podcast) e scritta e diretta da John Carney (Once), che in puntate da mezz'ora esplorerà il significato dell'amore in tutte le sue splendide e complicate forme bla bla bla. Ogni episodio, autoconclusivo, avrà il suo cast incredibile: sono già stati confermati Anne Hathaway, Tina Fey, Dev Patel, Catherine Keener, Andy Garcia, Cristin Milioti, Olivia Cooke, Andrew Scott, Shea Whigham, Sofia Boutella e tanti altri.

In breve:
Ron Howard ha realizzato un documentario su Luciano Pavarotti. Ron Howard ha realizzato un documentario su Luciano Pavarotti? Così sembra, tanto che sono partite le prevendite con i distributori internazionali dopo che il regista ha presentato i primi minuti di montato all'American Film Market. Non so, a questo punto mi aspetto un biopic di Fidel Castro diretto da Clint Eastwood. O un documentario su Nureyev diretto da Michael Bay?

Il mondo è bello perché è vario. E perché Kyle MacLachlan interpreterà Franklin Delano Roosevelt in una serie Tv norvegese in cui si racconterà la vera storia della principessa di Norvegia Marta che, durante la Seconda guerra mondiale, fuggì dai nazisti e si rifugiò presso la Casa Bianca. Dove, grazie al buon tempo, cercò (con scarso successo) un modo per rendere interessante la Norvegia al di là dei fiordi e del metal.

Nel frattempo Will Smith continua a festeggiare i suoi primi 50 anni – dopo aver fatto bungee jumping da un elicottero e aver dimostrato al mondo di conoscere lo spagnolo cantando a squarciagola La Bamba (senza Enrico Papi) – con un entusiasmo quasi faticoso per chi lo guarda. L'ultimo momento memorabile del suo tour di compleanno è stato rapire Lewis Hamilton e fingere di correre un gran premio di Formula 1 al suo posto.

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