Addio e grazie per tutte le news #031

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Simone Emiliani dice che La notte dell'agguato è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 16:20.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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News


3 Dicembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #031

Addio a Ennio Fantastichini
Se ci fosse per legge e per pistola alla tempia l'obbligo di scegliere solo due cose su Ennio Fantastichini che fanno impazzire di gioia - e al di là dell'invitta bellezza della foto sopra - andrebbero nominati il suo amore per la fantascienza, che lo ha spinto a battezzare la sua società di produzione in onore di Klaatu (il protagonista di Ultimatum alla terra), e la classe con cui ha portato avanti l'eredità artistica di Gian Maria Volonté, se non il miglior attore cinematografico di sempre, quasi. Il primo lo ha portato a contribuire enormemente a un film come ce ne dovrebbero essere di più in Italia (L'arrivo di Wang); il secondo ha segnato indelebilmente, e per il meglio, la sua luminosa carriera. Dopo l'esordio precoce, quindicenne a teatro e su un testo di Beckett, e gli studi di recitazione a Roma, Fantastichini debutta al cinema nel '83 in Fuori dal giorno. In seguito a una piccola parte ne I soliti ignoti vent'anni dopo e al primo ruolo da coprotagonista in un film importante (I ragazzi di via Panisperna), torna sul set con Gianni Amelio e, al fianco di Volonté, si presenta al cinema che conta con il ruolo del condannato a morte Tommaso Scalia in Porte aperte. Fantastichini, che ha detto di aver cominciato a sognare di recitare dopo aver visto Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, e Volonté lavoreranno ancora insieme due anni dopo in Una storia semplice, altro film tratto da Sciascia. In conclusione, Ennio Fantastichini è anche più bello di Fratello, dove sei? (su Studio Universal alle 23.35).

Nanni Moretti in assetto da gara
Perché c'è la forte possibilità che i 2010 diventino il primo decennio, oltre agli anni '80, in cui Nanni Moretti realizzerà più di due film. Quasi come Soderbergh, che ormai gira un film al mese con il suo smartphone, e una volta è riuscito anche a fare una roba tremenda come Contagion (su Iris alle 21). Carico a pallettoni di sale dopo la presentazione, al 36esimo Torino Film Festival, del suo nuovo documentario Santiago, Italia - e presumibilmente gasatissimo e in piena forma girotondi dopo che il film ha provocato una serie di titoli biliosi nei quotidiani di fede politica opposta - Moretti si è presentato da Fabio Fazio per confermare voci di corridoio sul fatto che, durante la realizzazione di Santiago, Italia, fosse già al lavoro anche su un nuovo film di fiction. Si tratta del terzo del decennio dopo Habemus Papam (2011) e Mia Madre (2015), si intitolerà Tre piani e sarà tratto dall'omonimo romanzo dell'israeliano Eshkol Nevo, uscito in Italia nel 2015 per i tipi di Nero Pozza. La storia è quella di tre famiglie che abitano nello stesso condominio, ma su tre piani diversi. Il romanzo è ambientato a Gerusalemme, ma anche una probabile trasferta (come ambientazione per la trasposizione cinematografica) nell'Italia del 2018 dovrebbe assicurare abbastanza tensione fra i condomini.

Wes Anderson ha gabbato tutti quelli che adesso vuole omaggiare
In uno splendido sfarfallio di eventi che potrebbe benissimo essere la trama di un suo film in un futuro non troppo lontano, Wes Anderson ha finalmente ufficializzato i primi dettagli sul suo prossimo film, che smentiscono quasi completamente tutte le indiscrezioni condivise negli scorsi mesi dalla stampa francese. Il film si intititolerà The French Dispatch e le riprese sono effettivamente iniziate in Francia la settimana scorsa, ma non si tratterà assolutamente di un musical, come erroneamente riportato da un giornale transalpino e ripreso dalla maggior parte delle grandi pubblicazioni in lingua inglese. Si tratterà invece, fatalità, di un omaggio al giornalismo e ai giornalisti, raccontando la storia di alcuni inviati per un quotidiano americano nella Parigi del novecento. Nel cast sono già stati confermati Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Benicio del Toro, Jeffrey Wright e Timothée Chalamet. Dovessi scommettere, direi che già cosi, dopo solo una settimana di riprese, The French Dispatch potrebbe essere un film migliore di Spiderwick – Le cronache (su Nove alle 21.25). E altrettanto fastidioso, seppur per motivi diversi.

In breve:
Quei matti di giapponesi stanno realizzando un adattamento live-action di Barbara, fumetto erotico anni '70 a opera di Osamu Tezuka, il dio dei manga - che a tutt'oggi rimane nettamente il miglior soprannome di sempre. Il manga di Tezuka, a sua volta, era una versione per adulti dell'opera fantastica di Offenbach I racconti di Hoffmann. Alla regia c'è il figlio di dio (non male nemmeno questo come soprannome) Makoto Tezuka, che è stato abbastanza scaltro da chiamare a firmare la fotografia Christopher Doyle (per referenze contattare il signor Wong Kar-wai).

A proposito di Torino e Nanni Moretti, Paul Dano ha vinto la 36esima edizione del Torino Film Festival con il suo esordio alla regia Wildlife, premiato dalla giuria presieduta da Jia Zhangke. Niente premio come miglior attore a Jake Gyllenhaal. Che è sempre quello che ci rimane un po' più fregato degli altri, povero Jake.

Il contributo video di oggi è il trailer di una serie BBC di fantascienza: una versione de I miserabili in cui nessuno canta. Nessuno! Si dice addirittura che, per convincere il cast (composto fra gli altri da Dominic West, David Oyelowo e Lily Collins) a partecipare alle riprese, la produzione abbia effettivamente girato le scene con le canzoni del musical, solo per poi tagliarle in fase di montaggio. Ed è tutto merito di Russell Crowe e delle sue prodezze canore.

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