Addio e grazie per tutte le news #033

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Pier Maria Bocchi dice che Goodbye & Amen è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:35.

Il debutto di George Cukor in televisione. Ad opera di Claudio G. Fava.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

La citazione

«Alice Harford: I do love you and you know there is something very important we need to do as soon as possible. - Dr. Bill Harford: What's that? - Alice Harford: Fuck.»

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Fabrizio Tassi

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News


5 Dicembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #033

In lavorazione un film su Diabolik
Che da più di 50 anni sta lì, nel pantheon di quella manciata di titoli di culto del fumetto e della cultura pop italiani, eppure è ancora costretto a specificare come si pronunzia il suo nome. Ciò non gli ha impedito di essere pubblicato senza pause sin dal 1962, superando quota 850 albi. Giusto per giocare a chi ce l'ha più lungo, lo scaffale in cui si collezionano tutti i numeri: Tex, l'altra divinità intoccabile del fumetto italiano, raggiungerà fra pochi mesi i 700 albi editi. Più che giusto, quindi, aspettarsi una nuova trasposizione cinematografica, 50 anni dopo quella firmata da Mario Bava, delle avventure del re del crimine, la pantera nera di Clerville, il signor Eva Kant, miglior lanciatore di coltelli di sempre. Coerentemente, a prendersi in carico l'onere di un adattamento che fomenterà sia i nonni («Bei tempi quando leggevo Diabolìk sul filobus per andare in acciaieria») sia i nipoti (ché pare sempre un sogno quando in Italia si produce un film che non sia una commedia o che non sia destinato al cineforum) saranno i Manetti Bros., fra i pochi conterranei che si sono dimostrati in grado di rispettare con costanza il cinema di genere. I Bros., che produrranno il film insieme a Rai Cinema, stanno lavorando alla trasposizione da almeno un paio d'anni, limando la sceneggiatura insieme a Michelangelo La Neve (con cui hanno già lavorato per Song'e Napule e Ammore e malavita). Adesso l'attesa è seriamente alle stelle. Quasi come quando avevano annunciato che Mel Gibson avrebbe messo mano alla storia dei Maya in Apocalypto (su Canale 20 alle 21), ma senza quel terrore di vedere qualcosa di veramente troppo spiacevole. 

Ora è tutto chiaro, il tesoriere di Netflix è il Dr. Male di Austin Powers
Ovvero un professionista del male che ha la stessa scarsa familiarità con il concetto di inflazione che aveva la parodia del malvagio Bond creata da Mike Myers per Austin Powers. Non si tratta di cento miliardi di dollari, come nel film sulla spia che ci provava, ma Netflix ha comunque serenamente sborsato 100 milioni di dollari per continuare ad avere i diritti di trasmissione di Friends. Cento milioni di dollari. Che assomiglia sinistramente a una cifra tonda a caso che i vertici di WarnerMedia hanno chiesto agli amici di Netflix dandosi di gomito e ridacchiando – «Oh, quelli sono pieni come un cocomero. Prova a sparargli cento milioni di dollari». Solo che mister Netflix ha accettato senza battere ciglio. E sicuramente non è la stessa cifra che un'emittente cinese ha pagato per i diritti sul remake locale di How I Met Your Mother, né quelli che TeleCalcutta e Canale Hanoi hanno speso per assicurarsi di poter rifare in India e in Vietnam L'uomo di casa. Figurati poi se Putin ha speso soldi per regalare a Channel Pravda il remake di Awake: a lui e a Erdogan, che si è garantito il rifacimento turco di This Is Us, basta mandare un piccione viaggiatore a Trump. Ciò detto: cara Netflix, con tutte le cose buone che stai facendo, non dirmi che vuoi davvero perderti i diritti di trasmissione in occidente del remake cinese di How I Met Your Mother? Sarebbe imperdonabile. Sarebbe come rifiutare la proposta di un remake cingalese di Harry Potter e i doni della morte. Parte II (su Italia 1 alle 21.25) con il cricket al posto del quidditch, con partite che durano l'intero film (o viceversa?).

Perché nessuno ha mai fatto un film ispirato a Giochi senza frontiere?
La notizia più divertente della settimana è che stanno realizzando un film ispirato alla serie Between Two Ferns, con protagonista quello splendido psicotico fumaerba di Zach Galifianakis. La notizia ancora migliore è che Between Two Ferns non è una serie normale, bensì un finto web talk show trasmesso dalla piattaforma di contenuti comici Funny or Die, in cui Galifianakis interpreta un presentatore ignorante e fuori luogo, che ha il solo scopo di mettere il più a disagio possibile gli intervistati. Sullo scarso set del finto programma - due sedie scomode, altrettante felci di plastica e un tavolino Ikea - è passata gente come Barack Obama, Hillary Clinton, Brad Pitt, Jerry Seinfeld e via discorrendo. Fonti rivelano che hanno già accettato di prendere parte al film, oltre a Galifianakis, Peter Dinklage, David Letterman, Keanu Reeves, Ed Helms e Bradley Cooper. L'unica conclusione plausibile è che a Hollywood ora si può proporre la trasposizione cinematografica di qualsiasi cosa. Io punterei forte su un revival Claudio Lippi, con la versione su grande schermo di Il pranzo è servito. E chissà se è possibile anche fare il contrario. Sarebbe bello vedere Jackie Brown (su Studio Universal alle 23.05) trasformato in un talk show o in un gioco a premi. 

In breve:
Sarà Kevin Hart a presentare la prossima serata degli Oscar. Serata che, fortunatamente, non avrà l'Oscar al film popolare come era stato minacciato qualche mese fa. L'attore e comico sostituisce Jimmy Kimmel e i suoi ascolti insoddisfacenti. E questa notizia non è stata messa negli In breve per scherzare sulla scarsa altezza (o sull'abbondante cortezza) di Kevin Hart. Che pensiero becero. È solo che non c'è davvero altro da dire. 

André Aciman dimostra la verità del relativismo, rendendosi protagonista di uno dei rari casi in cui infierire su di un anziano è accettabile grazie a un contesto più ampio. Non è passata nemmeno una settimana da quando James Ivory ha dichiarato, parafrasando: «Bello un sequel di Chiamami col tuo nome, bravi bis. Sto scherzando, che schifo, non fatelo e se lo fate non contatemi, non sono più vostro amico», che l'autore del romanzo da cui è stato tratto l'omonimo film di Guadagnino ha dichiarato, su Twitter, non solo di essere entusiasta all'idea di un seguito, ma di essere già al lavoro sulla stesura del testo. In pratica Ivory è rimasto ufficialmente l'unica persona coinvolta in Chiamami col tuo nome a non avere voglia di un secondo capitolo. 

Il contributo video di oggi è il secondo, più approfondito trailer di Captain Marvel. Che, fatalità, prosegue nel solco della violenza giustificata sugli anziani aprendosi con un combattimento in metropolitana fra la protagonista Brie Larson e uno Skrull che ha assunto i panni di una vecchietta. Nel frattempo, il resto dei passeggeri nella carrozza assiste alla scazzottata come se fosse normale vedere una persona in completo di latex usare come un gong la faccia di una vecchina che fa i salti mortali. E poi si lamentano degli immigrati sui regionali in Italia. 

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