Addio e grazie per tutte le news #034

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Pier Maria Bocchi dice che Goodbye & Amen è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:35.

Il debutto di George Cukor in televisione. Ad opera di Claudio G. Fava.

Uno dei film più amati di Albertone, uno dei suoi personaggi più indimenticabili. La locandina è di Emanuela Martini.

Il 28 febbraio comincia in prima assoluta su Joi la terza stagione di una serie che abbiamo molto amato. Dove eravamo rimasti?

Il vincitore della Berlinale69 è Nadav Lapid, nostra vecchia conoscenza, con il film Synonymes . Vi ricordate quando presentammo Policeman su FilmtVOD?

Ricordiamo il grande cineasta francese, autore del monumentale Shoah , che ha dedicato la vita a indagare il possibile ruolo dell’immagine nella rappresentazione della storia.

La citazione

«Il motivo per cui Dio ci ha dato due orecchie e una bocca è per permetterci di ascoltare il doppio di quanto parliamo (Quincy Jones)»

scelta da
Emanuele Sacchi

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News


6 Dicembre 2018

Addio e grazie per tutte le news #034

Stefano Sollima ci ha preso gusto
E continuerà a fare esplodere cose urlando Iuèssei, Iuèssei. Dopo il discreto successo, sia di critica sia di pubblico, di Soldado infatti, il regista italiano è stato richiamato a Hollywood per un altro giro di giostra. E anche stavolta non si andrà tanto per il sottile: Paramount ha convocato Sollima per la regia dell'adattamento di Senza rimorso, romanzo del 1993 di Tom Clancy che si collega alla serie dedicata a Jack Ryan introducendo il personaggio di John Clark (che sarà interpretato da Michael B. Jordan), ex membro delle forze speciali della marina militare, veterano del Vietnam ed esperto di demolizioni subacquee. L'autore romano potrà aggiungere le esplosioni sott'acqua alle esplosioni nel deserto di Soldado. Ed è solamente a un'esplosione nello spazio di distanza dall'ottenere l'invito ufficiale all'esclusivo club Michael Bay, il dopolavoro hollywoodiano più divertente in circolazione. Sollima potrà godersi il panorama collinare della California mentre Emmerich gli serve un Negroni sbagliato e Bay, caschetto da operaio in testa, pigia sulla leva del tritolo e livella il dorso di un clivo per scolpire il suo profilo. Come bonus di entrata al club, Sollima potrebbe aggiungere anche le esplosioni di guerra dirigendo un bel sequel di Fury (su Rai 4 alle 21.05), giusto per farsi volere ancora più bene da Bay, che ricorda con nostalgia canaglia i bei tempi di Pearl Harbor, quando la gente credeva che Josh Hartnett fosse un attore.

Il miglior modo per ricordare Bernardo Bertolucci
Che è anche, fatalità e oggettivamente, il miglior modo che ha Indigo Film per non gettare alle ortiche un grosso investimento e una altrettanto cicciona opportunità di realizzare un film importante. Il compianto autore parmigiano, infatti, si è ammalato mentre stava lavorando alla sceneggiatura del suo prossimo film, The Echo Chamber, prodotto da Nicola Giuliano – che da La grande bellezza in giù, ha contribuito alla realizzazione di gran parte del cinema italiano che conta da inizio nuovo millennio a oggi – e scritto in collaborazione con i giovani virgulti Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. La prima è stata fra le autrici di Gomorra - La serie, mentre la seconda ha lavorato all'adattamento italiano di In Treatment. Si sa molto poco sulla trama di The Echo Chamber. Quel che è certo è che Giuliano ha annunciato che il film si farà, anche se non è ancora stato individuato il regista che si calerà nell'ingombrante sedia che sarebbe dovuta essere di Bertolucci. 

Quando la Brexit dà alla testa
Già Londinium è la città più cara del mondo e ne fa un vanto – i parrucconi d'oltremanica non si farebbero mai sfuggire l'occasione di guardare dall'alto al basso New York con la paternalistica condiscendenza di chi sa che gli Stati Uniti stavano meglio sotto il dominio della regina. Si aggiungano le follie autarchiche da Brexit, che avrebbero avuto senso solo con India, Canada e Australia ancora sotto il giogo della corona e che denotano una sbornia da grandeur che nemmeno i parigini al loro peggio. Su tutto questo si poggia la ciliegina sulla torta di tracotanza: riapre, dopo un periodo di ristrutturazione, il centralissimo cinema Odeon in Leicester Square. Il quale ha rimodernato gli interni e ne ha approfittato per ritoccare il prezzario: si va da un minimo di undici sterline per i posti da povero, alle poltrone extralusso che vengono via alla modica cifra di 41 sterline scarse. Al cambio fanno 46 euro. E si inaugura, o giù di lì, con Bumblebee, una roba che MIchael Bay non si è neanche degnato di dirigere. Ora immaginate qualcuno che vi chiede un cinquantone per vedere, chenneso, The Chronicles of Riddick (su Canale 20 alle 21) o Rush Hour – Due mine vaganti (su Nove alle 21.25) su grande schermo solo perché sei in centro a Londra, seduto su una poltrona reclinabile e con trenta centimetri di spazio in più per le gambe. Gente del genere, ai bei tempi, la mandavano a colonizzare la Tasmania. Criminali. 

In breve: 
Sandra Oh e Andy Samberg saranno i presentatori dell'edizione 2019 dei Golden Globes. I due sostituiscono Seth Meyers, che a sua volta aveva ereditato il ruolo da Jimmy Fallon. Prima ancora c'era stato il regno alternato di Ricky Gervais e Amy Poehler in coppia con Tina Fey, che avevano regalato annate di monologhi comici da incorniciare. Fortunatamente, Oh e Samberg hanno già dimostrato di avere chimica.

La notizia migliore dell'anno arriva da uno strano Babbo Natale: un signore di colore grande, grosso e perennemente incazzato. Ice Cube riporterà in Tv, come personaggio e anche come produttore della serie, il cartone in claymation Celebrity Deathmatch, un oggetto di culto di rara arroganza, inno all'ignoranza di quegli anni di tundra a cavallo tra vecchio e nuovo millennio, quando tutti erano troppo impegnati con la fine del mondo per pensare ad altro. 

Il contributo video del giorno è il trailer della prima serie polacca prodotta da Netflix, scritta da Joshua Long e diretta principalmente da Agnieszka Holland. Un'allegra rilettura distopica del passato, raccontando di una Polonia in cui il comunismo e l'autoritarismo non sono mai stati sconfitti. Se la serie, intitolata 1983, dovesse essere bella e interessante quanto questo articolo di presentazione del Guardian, molto bene. 

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