Addio e grazie per tutte le news #053

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Giulia Bona dice che Benvenuti a Zombieland è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 00:45.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

Muore a 97 anni la fidanzata d'America, Doris Day, una carriera leggendaria di cantante e attrice ma soprattutto il volto dell' american girl . In una filmografia per lo più dedicata alla commedia brillante scegliamo un titolo diverso, uno dei più famosi thriller di Alfred Hitchcock, per ricordarla.

Il 18 giugno arriva su Sky Atlantic la seconda stagione, ma in origine era una miniserie senza seguito: i nuovi episodi sono tutti diretti da Andrea Arnold, e non vediamo l'ora di tornare a seguire le vicende delle protagoniste di Big Little Lies. La recensione della prima stagione, di Alice Cucchetti.

Questa settimana ripeschiamo dall'archivio un film invisibile contenuto in un numero di Scanners dedicato alle metamorfosi,le trasformazioni, il cambiamento del corpo, il mutamento. Ad un ribaltamento kafkiano, per la precisione, nel caso di questo film di Denis Côté.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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News


10 Gennaio 2019

Addio e grazie per tutte le news #053

Belli belli in modo assurdo
Non sarà propriamente la classifica definitiva, dal momento che a votare sono stati solamente gli iscritti alla American Society of Cinematographers, un'organizzazione professionale (ci tengono a ribadire che non sono né una corporazione né un sindacato) che riunisce l'élite dei direttori della fotografia e dei tecnici degli effetti speciali, e che accetta nuovi membri solamente previo invito e discussione della domanda dai parte degli altri membri. Ma una lista dei 100 film meglio fotografati di sempre, stilata dai 350 migliori professionisti del settore è quanto di più attendibile si possa desiderare. Complimenti al cubo a Vittorio Storaro, dunque. Che non solo è entrato nella classifica, e ci mancherebbe, ma è anche l'unico direttore della fotografia a essere menzionato due volte nella top ten, grazie al suo lavoro su Apocalypse Now e Il conformista. Fatalità Francis Ford Coppola, che evidentemente ha gran gusto per i direttori della fotografia, è l'unico regista ad avere due film fra i primi dieci. Oltre al succitato Apocalypse Now troviamo, infatti, anche Il padrino, fotografato da Gordon Willis. Il primo, meritato posto in classifica invece se lo portano a casa Freddie Young e Lawrence d'Arabia. Fra gli altri film italiani menzionati da ASC, si possono ricordare Ladri di biciclette, 8 ½, La battaglia di Algeri, C'era una volta il West e L'ultimo imperatore. Ho riletto la lista quattro o cinque volte, ma non ci ho trovato Sole a catinelle (su Sky Cinema Comedy alle 22.55). Strano.

Fiumi di inchiostro e byte
La notizia è che John Lasseter, una delle figure produttive e artistiche più importanti nel cinema di animazione contemporaneo, ha di nuovo un lavoro. Lasseter era stato cacciato a pedate da Pixar/Disney lo scorso novembre, quando emersero molte storie sui suoi comportamenti sgradevoli e offensivi sul posto di lavoro nei confronti delle sue colleghe e sottoposte. Il rumore di quei baci a stampo sulle labbra non richiesti né voluti e di cosce accarezzate con le medesime premesse sbagliate – è un rumore particolare, fa più o meno “blblblblblbl, che schifo, ma sei anche il mio capo, quindi che schifo il doppio” – è passato attraverso il megafono del #MeToo e si è ritrovato affiancato a storie ben più disgustose e pesanti, come le accuse di molestie sessuali e/o stupro rivolte a Kevin Spacey e Dustin Hoffman. Tanto che Lasseter, dopo un periodo sabbatico passato a riflettere sulle sue porcate, non è riuscito nemmeno a varcare l'ingresso di alcuni studios, come Warner Bros., a cui si era rivolto proponendo i suoi servigi – strettamente professionali. Ci ha pensato una nuova realtà produttiva – la Skydance Media fondata dal figlio di Mazinga David Ellison, erede dell'impero multimiliardario Oracle – a dare una seconda chance a Lesseter, non prima di aver stilato con cura chirurgica una serie di comunicati stampa e memo interni che servono a giustificare la scelta di dare una seconda possibilità al più valido professionista del settore che ha fatto una serie innumerevole di sbagli di cui si è preso piena responsabilità. La decisione ha comunque fatto clamore, abbastanza da convincere Skydance a divulgare alcuni dettagli del contratto, specificatamente quelli che designano Lasseter come il solo responsabile finanziario in caso di futuri contenziosi legali riguardanti la condotta passata. Insomma, nel paese in cui Donald Trump è presidente e l'American Sniper (su Canale 5 alle 21.20) è un eroe nazionale, fa più rumore l'ipocrisia di quanti soldi o buona faccia possa farti perdere una persona che ha sbagliato e che vorrebbe solo tornare a fare il proprio mestiere, dimostrando di essere cambiato. Dio perdona, #MeToo no.

Charlie Brooker, non la racconti giusta
Sono otto anni o giù di lì che Charlie Brooker – ideatore, sceneggiatore, produttore e quant'altro delle antologie targate Black Mirror – ci terrorizza le cervella con i suoi plausibili scenari distopico-tecnologici. Come se non bastasse la paranoia di cui sono intrisi i suoi soggetti e le sue sceneggiature, Brooker ha la bella idea di rincarare con le interviste. In una delle ultime, rilasciata a The Wrap, l'autore inglese viene messo alla prova con una domanda semplice: con quali scelte è possibile attivare, in Bandersnatch, la super segreta scena post-crediti? La balbettante risposta di Brooker è stata qualcosa tipo: “Eeeh già, si attiva facendo cose – niente che tipo devi arrivare al finale con il treno e poi non sono troppo sicuro. E poi insomma non c'erano soldi per il taxi, il funerale della mamma di qualcuno, case crollate, le cavallette!”. Quello che Brooker non vuole dirci è che nemmeno lui sa come arrivare al post-finale segreto di Bandersnatch, e che la tanto temuta rivolta delle intelligenze artificiali è già arrivata, prendendo il controllo di Black Mirror. Tremate. E, nel dubbio, chiamate le Ghostbusters (su Rai 2 alle 21.20), che magari sono solo i cari vecchi fantasmi che hanno infestato la testa di Brooker.

Essendo andati decisamente troppo lunghi per le notizie in breve, meglio diminuire le parole e aumentare le immagini con un doppio contributo video, che vuole festeggiare il fatto che in un solo giorno sono usciti ben due trailer di film che non c'entrano nulla con Netflix. Pazzesco. Nel primo, Hotel Mumbai, l'esordiente regista australiano Anthony Maras racconta parte dei quattro giorni degli attentati di Mumbai del 2008, nello specifico l'assalto al Taj Mahal Palace Hotel, con l'aiuto di Dev Patel, Armie Hammer, Jason Isaacs e il boss di Bollywood Anupam Kher. 

Nel secondo, Issa Rae duetta con una 14enne che interpreta una 35enne e che fa paura da quanto è brava. Il film si chiama Little e potrebbe essere una delle sorprese del 2019. 

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