Addio e grazie per tutte le news #064

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Giulia Bona dice che Benvenuti a Zombieland è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai4 alle ore 00:45.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

Muore a 97 anni la fidanzata d'America, Doris Day, una carriera leggendaria di cantante e attrice ma soprattutto il volto dell' american girl . In una filmografia per lo più dedicata alla commedia brillante scegliamo un titolo diverso, uno dei più famosi thriller di Alfred Hitchcock, per ricordarla.

Il 18 giugno arriva su Sky Atlantic la seconda stagione, ma in origine era una miniserie senza seguito: i nuovi episodi sono tutti diretti da Andrea Arnold, e non vediamo l'ora di tornare a seguire le vicende delle protagoniste di Big Little Lies. La recensione della prima stagione, di Alice Cucchetti.

Questa settimana ripeschiamo dall'archivio un film invisibile contenuto in un numero di Scanners dedicato alle metamorfosi,le trasformazioni, il cambiamento del corpo, il mutamento. Ad un ribaltamento kafkiano, per la precisione, nel caso di questo film di Denis Côté.

La citazione

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News


25 Gennaio 2019

Addio e grazie per tutte le news #064

Teatro danza nella sua accezione più moderna
La notizia è semplice: si sono ufficialmente aperte le prevendite per la prima tournée di spettacoli, prevista a fine anno a Boston prima di trasferirsi a Broadway, dell'adattamento in musical teatrale di Magic Mike. Magic Mike e relativo sequel XXL sono la coppia di film che ha raccontato, con la consulenza del fuoriuscito Channing Tatum, il microcosmo degli spogliarellisti dal di dentro. Sono, soprattutto il primo diretto da Steven Soderbergh, buoni film, a budget ridotto, senza pretese e con una storia da raccontare. Con il plus di una manica di manzi da competizione che a intervalli regolari fanno flettere sensualmente il trapezio. Tutto bene per quanto riguarda il cinema, ma come funzionerà a teatro? Perché uno spettacolo di spogliarello dal vivo, pur se inframezzato da canzoni e con la grossa scritta THE MUSICAL accanto al titolo, è proprio difficile non scambiarlo per uno spettacolo di spogliarello. Anche se prodotto da Soderbergh e Tatum. Anche se le musiche saranno composte da Tom Kitt e Brian Yorkey, due che hanno già entrambi vinto sia un Tony sia un Pulitzer, per non farsi mancare nulla. Anche con tutti questi accorgimenti, la signora che andrà a teatro a Boston dovrà inventarsi un torneo di ramino per giustificare la serata fuori con le amiche. È come dire che stasera, su Cielo alle 21.20, danno Kiki. Dice: sarà Kiki consegne a domicilio, uno dei tanti capolavori di Hayao Miyazaki, giusto? No, è Kiki & i segreti del sesso di un guercio spagnolo a caso. 

Resident Evil Never Say Die
Chi saprebbe dire quanti e quali sono i film della saga cinematografica di Resident Evil e, attenzione, anche elencare i titoli corretti di tutti i capitoli? C'è una mano alzata là in fondo. TSO immediato. La serie su grande schermo di Resident Evil, adattamento del celeberrimo videogioco Capcom creato nel 1996, consta di sei film spalmati nell'arco 14 anni, che dal secondo episodio in avanti sono anche forniti di sottotitoli intercambiabili come: Apocalypse, Extinction, Afterlife, Retribution e The Final Chapter. È un sacco di roba, che si unisce peraltro a una produzione di videogiochi a tema quasi bulimica. Ma non è ancora abbastanza. Tanto che i produttori della serie cinematografica stanno, da qualche tempo, valutando la possibilità di un reboot su grande schermo. E mentre loro cincischiavano guardandosi le unghie e cianciando di prime stesure della sceneggiatura, i tipi di Netflix li hanno convinti a condividere i diritti per la produzione e distribuzione di una serie Tv originale ispirata alla saga videoludica. Le parti in causa sono ancora alla ricerca di uno showrunner e dei protagonisti. Un'ottima scelta, per niente banale, potrebbe essere il buon Tony Jaa, che in The Protector – La legge del Muay Thai (su Italia 2 alle 23.15) dimostra tutto il male che potrebbe eventualmente fare ai morti viventi. 

In breve:
Non si quieta la bufera su Bryan Singer. Che dopo essersi allontanato dalla serie Tv Legion e aver abbandonato a riprese iniziate Bohemian Rapsody (mantenendo comunque il credito come regista), oggi è diventato anche la ragione per la quale il biopic sui Queen è stato estromesso dalla corsa ai GLAAD Awards, i premi consegnati ogni anno dalla Gay & Lesbian Alliance Against Discrimination, organizzazione non governativa fondata 34 anni fa per monitorare i diritti LGBT nella rappresentazione dei media americani. Da una parte questo, frutto delle svariate accuse di molestie sessuali su minori emerse nei confronti del regista, dall'altra Millenium Films che conferma Singer alla regia del reboot di Yado. Nel mezzo ancora nessun processo annunciato e un sacco di rumore confuso. 

A proposito di premi, gli Oscar continuano a non viversi troppo bene questo avvicinamento all'edizione 2019. Ancora priva di un presentatore, la serata di premiazione dell'Academy ha appena annunciato di voler tagliare le classiche esibizioni dal vivo dei nominati per la Miglior canzone originale. O peggio: pare che il piano della Academy sia di far cantare in diretta Tv solamente Lady Gaga e Kendrick Lamar (più SZA), autori e interpreti delle canzoni di A Star Is Born e Black Panther, lasciando a bocca asciutta gli altri tre (decisamente meno famosi) candidati. Che antipatici. 

Mentre tutte queste cose spiacevoli, ma innocue, si srotolano su suolo americano, altri problemi di natura sistemica e internazionale potrebbero impedire a uno degli attori del cast di Roma, Jorge Antonio Guerrero, di partecipare alla suddetta serata di premiazione degli Oscar – come già è successo, peraltro, con quella dei Golden Globes. All'interprete messicano, infatti, è stato ripetutamente negato il visto per gli Stati Uniti per motivi sfuggenti e non ancora discussi pubblicamente dal Dipartimento di Stato americano – che, oltretutto, al momento non funziona nemmeno a pieno regime a causa del blocco delle attività amministrative in attesa dell'approvazione della legge di bilancio. Tutto questo nonostante le lettere di spiegazione e raccomandazione prodotte da Netflix, mica noccioline, e dai produttori del film. Certo che il mondo è proprio strano. Strano come quella volta in cui Ridley Scott ha fatto interpretare a Nicolas Cage un truffatore ossessivo compulsivo ne Il genio della truffa (su Cine Sony alle 22.50) e Nicolas Cage è stato davvero bravo. Incredibile. 

Il primo contenuto video è detto sottovoce, perché poi succede che il capitalismo ci inganna ancora e finiamo, adulti e con un mutuo da pagare e una famiglia da tirare avanti, a piangere in un angolo perché non era vero che si farà il seguito de Il grande Lebowski, era tutto uno stunt pubblicitario in favore del Superbowl. Fatto sta che Jeff Bridges, vecchio zozzone, si è rimesso la divisa da Drugo, capello fluente vecchio cardigan dalle fantasie rivedibili e occhiali da sole, per un video di quindici secondi postato sul suo account twitter che potete trovare qui.

Il contributo video ufficiale invece, quello detto ad alta voce, è stranamente il trailer di uno nuovo contenuto originale Netflix. Si tratta di The Umbrella Academy, adattamento seriale dell'omonima pubblicazione a fumetti firmata da Gerard Way, anche conosciuto come fondatore e frontman dei My Chemical Romance. È una cosa con un sacco di ragazzini cresciuti con i superpoteri che devono impedire la fine del mondo presumibilmente – un inaspettato tocco di cinema verità – portata da Mary J. Blige nei panni di un'assassina che viaggia nel tempo.

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