Addio e grazie per tutte le news #076

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Simone Emiliani dice che La notte dell'agguato è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 16:20.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

scelta da
Lorenza Negri

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News


14 Febbraio 2019

Addio e grazie per tutte le news #076

Qualcuno faccia rilassare James Cameron
C'è un ottimo modo per verificare se l'indole di una persona tende più allo spensierato o all'intenso. Basta portarla al cinema a vedere Aquaman. Se a fine proiezione il responso sarà qualcosa che assomiglia a “Oh ma che bischerata fracassona e divertente. Ne facessero di più di baracconate del genere, senza pretese ma fatte come si deve. Che matto divertimento! E senza nemmeno assumere le droghe”, potete andare sul sicuro e invitare la suddetta persona ad acquistare e consumare una bevanda leggermente alcolica prima di tornare a coricarsi nelle rispettive magioni senza il terrore che possa attaccarvi pezze clamorose e fuori luogo su argomenti pesantissimi. Se invece la reazione sarà, parola per parola: “Tutto molto divertente. Ma io non avrei mai potuto fare un film del genere, dal momento che richiede una sconnessione sognante da ogni buon senso dettato dalle leggi della fisica e della realtà. Un film che esiste da qualche parte fra la mitologia greca e quella fiabesca. Con persone che scattano sott'acqua perché... vanno a propulsione mentale? O almeno credo? E comunque Aquaman non aiuta di certo con il problema di una comprensione reale dell'oceano, della sua esplorazione e della preservazione dell'habitat marino. Anche se ogni tanto butta qua e là qualche promemoria sul fatto che usiamo gli oceani come discariche. E lo applaudo per questo. Ma no, non avrei mai potuto girare un film del genere”, allora siete andati a vedere Aquaman con James Cameron e non avete tutte le rotelle al posto giusto. Che siete le stesse persone che sono andate al cinema con Roberto Saviano a vedere L'ora legale (su Canale 5 alle 21.20): pensavate fosse una commedia di Ficarra e Picone, invece è stato un simposio sulle mafie. 

Trattare cose inutili e non saperle comunicare
Benvenuti alla nuova lectio magistralis della Academy of Motion Pictures Arts and Sciences dal titolo: Ci facciamo prendere in giro anche da Seth Rogen, ma non quando fa la persona buffa che fuma un sacco di cannoni alla marijuana, bensì quando fa la persona seria. Il programma di questa fitta serie di lezioni su come non si organizza una cerimonia di premiazione è iniziata un semestre fa e prosegue a gonfie vele verso l'esame di fine anno. Nell'ultima manciata di giorni è stato introdotto l'argomento “Come prendere l'impopolare decisione di relegare alcuni premi nelle pause pubblicitarie per far felice l'emittente della trasmissione, come farlo correttamente concertando la scelta con le categorie professionali interessate e come rovinare tutto comunicando la decisione nella maniera sbagliata”. Gli alti papaveri della Academy, dopo aver deciso di sveltire la serata di premiazione organizzando una sinossi di quattro (fotografia, montaggio, trucco e cortometraggio) delle ventiquattro statuette in programma e aver subito le critiche di un folto gruppo di registi ben in vista, ha avuto la sacrosanta idea di spiegare per bene la cronologia dei fatti, raccontando di aver deciso quali premi spostare nelle pause pubblicitarie dopo una serie di colloqui con i rappresentanti delle categorie coinvolte, e con la promessa che ogni anno, a turno, parte delle statuette secondarie (si fa per dire) subiranno la stessa sorte per favorire la brevità della serata. Non solo la tardiva spiegazione non è bastata, ma non è servita nemmeno a risparmiare all'Academy la temuta lettera di protesta collettiva, firmata tra gli altri da Martin Scorsese, Spike Lee, Roger Deakins, Guillermo Navarro, Vittorio Storaro, Spike Jonze, Damien Chazelle, Dee Rees, Ang Lee e Quentin Tarantino. Lettera che, oltre al danno la beffa, si chiude con le parole di Seth Rogen: “Non c'è niente di meglio, per celebrare i migliori risultati cinematografici dell'anno, che NON onorare pubblicamente le persone il cui lavoro è letteralmente fare cose cinematografiche”.

In breve:
Al grido di “Se li dobbiamo portare in giro per il mondo che almeno siano bravi bravi”, i tipi di Amazon Prime Video hanno presentato la prima serie originale italiana che verrà prodotta e distribuita (in più di 200 paesi in tutto il mondo) dal servizio di streaming. Il progetto, ancora senza titolo, è stato creato dalla premiata coppia Nicola Guaglianone e Menotti, la stessa che ha scritto Benedetta follia, Non ci resta che il crimine e, soprattutto, Lo chiamavano Jeeg Robot. Le riprese inizieranno entro l'anno e racconteranno la storia di una timida ragazza adolescente nella Milano anni '80, che decide di proseguire nella tradizione mafiosa famigliare non per ambizione o per mancanza di altre scelte, bensì per conquistare l'amore del suo babbo. Tanta dolcezza quanti fucili a canne mozze.

Il contributo video dell'oggi è quella cosa che ti fa dire: piuttosto che ascoltare per tutto il 2020 gente che fa il paragone tra Let it Go e il nuovo tormentone, che sarà uguale a Let it Go con un testo solo leggermente diverso, preferisco passare San Valentino guardando Lezioni di cioccolato (su Nove alle 21.25) e Lezioni di cioccolato 2 (sempre su Nove, alle 23.30) in una maratona sconsigliata dalla maggiore parte dei medici. Si sta chiaramente parlando del trailer di Frozen 2, in cui peraltro non si capisce troppo bene cosa succeda. Ma la canzone è lì, dietro l'angolo. Pronta a colpire. 

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