Addio e grazie per tutte le news #079        

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Francesco Foschini dice che Jane Eyre è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 17:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

cinerama
9277
servizi
3734
cineteca
3168
opinionisti
2183
locandine
1086
serialminds
993
scanners
511

News


20 Febbraio 2019

Addio e grazie per tutte le news #079        

Polemicamente, ma senza perdere l'aplomb
Lo stereotipo vuole che le genti al di là della Manica abbiano un approccio molto più posato, cinico, pessimista, sarcastico e funzionale alla vita. Sarà la regina, sarà l'uggia, sarà l'umidità, sarà la cervogia calda o il nutrirsi di interiora di pecora, fatto sta che lassù le reazioni sono in genere più posate, più formali. E più passivo-aggressive. Succede, però, che anche quando si decide che è il momento di dare un segnale importante di discontinuità nei confronti di una scelta considerata sbagliata, il vero inglese lo farà nella maniera più educata e composta possibile. Si è parlato molto di John Lasseter negli ultimi mesi, dei conclamati comportamenti scorretti sul luogo di lavoro che hanno portato a un deterioramento del suo lungo rapporto con Pixar/Disney, culminato nel licenziamento, seguito da un periodo di riflessione e terapia e quindi dall'annuncio del ritorno nel giro dell'animazione che conta grazie all'accordo con Skydance Animation. La firma del contratto tra le due parti ha fatto molto discutere e si riprende oggi con un nuovo round, la cui campanella è stata suonata da Emma Thompson. L'attrice (Oscar per Casa Howard) e sceneggiatrice (Oscar per Ragione e sentimento) inglese infatti, era stato il primo grande nome scritturato per il doppiaggio di Luck, progetto Skydance attualmente in lavorazione e previsto in uscita per il 2021. Thompson aveva già cominciato a registrare i suoi primi dialoghi quando, si parla di un mese fa, è venuta a sapere dell'ingaggio di Lasseter e ha deciso di abbandonare la lavorazione del cartone. Lo ha fatto, si presume, con una presa di coscienza e di posizione personale, senza sbandierarlo o urlarlo, senza rilasciare comunicati stampa o post sui social. Lo ha fatto in silenzio, una scelta così rara al giorno d'oggi che fa venire mal di testa dalla gratitudine, e non si sarebbe nemmeno venuto a sapere se non fosse stato per una fonte anonima che ha rivelato la notizia a Variety. Ma noi vogliamo che le nostre news e la nostra vita siano complicate e intricate come La grande scommessa (su Paramount Channel alle 23.30) o Syriana (su Iris alle 21); al massimo ci accontentiamo di un melodramma tipo Carol (su Rai Movie alle 21.10).

Un po' più serio di Black Panther 2, purtroppo
L'anno era il 1969, e la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti d'America era all'apice della sua furia. Da un lato J. Edgar Hoover procedeva a sfogare il suo razzismo represso, un organo genitale malfuzionante e un complesso edipico mai risolto soffocando nel sangue ogni forma di ribellione. Dall'altro le organizzazioni e i partiti che lottavano per i pari diritti dei neri erano sempre più frustrati dall'immobilismo burocratico, dall'ostruzionismo dei bianchi, dalla passività di alcuni fratelli e dalla necessità di fare qualcosa subito. Le Pantere nere, nate tre anni prima in California, cominciavano a rifiutare le proposte nonviolente e integrazioniste del reverendo Marin Luther King. Nei loro ranghi, nella zona notoriamente turbolenta di Chicago, si faceva strada Fred Hampton, poco più che ventenne apprezzato da tutti per l'entusiasmo, le capacità organizzative e la retorica coinvolgente. Proprio per questo era finito nel mirino del FBI, che lo coinvolse in un raid preventivo e lo uccise nel sonno dopo averlo fatto drogare dal compagno William O'Neal, che lavorava come informatore dei federali. La storia prosegue con un processo farsa l'anno successivo, conclusosi con la sentenza di “omicidio giustificato” e si conclude nel 1982 con un risarcimento in sede civile. Poi gli Stati Uniti d'America hanno compreso i loro errori e sistemato le storture del loro scheletro sociale, e da quel momento in poi il razzismo è finito per sempre e vissero tutti felice e contenti. No. Ed è il motivo per cui Shaka Kang ha scritto e si prepara a dirigere Jesus Was My Homeboy, film che racconterà gli ultimi momenti di Fred Hampton, che sarà interpretato dal Daniel Kaluuya di Scappa - Get Out, e il suo rapporto con William O'Neal, a cui presterà il volto Lakeith Stanfield

Netflix dà e Netflix toglie 
Ci sarà un momento della storia umana – che in realtà forse stiamo già vivendo – in cui esisterà la figura professionale di quello che sta dietro ai palinsesti di Netflix e si segna giorno per giorno su un enorme foglio excel tutti i cambiamenti nell'offerta. Sarà un lavoro ingrato e a tempo più che pieno. E potrebbe facilmente sfociare nel religioso, come un novello aruspice. Facendo un rapido riassunto degli ultimi giorni, il servizio di streaming ha dapprima annunciato che rinuncerà definitivamente anche alle ultime serie Marvel che stava producendo e distribuendo. Così, dopo aver – più o meno forzatamente: alla fine Disney non lo ha mai chiesto esplicitamente, ma con il lancio di Disney +, tutte le serie Marvel sarebbero state pubblicità gratuita (anzi, pagata da Netlfix) per un servizio direttamente concorrente – abbandonato Luke Cage (peccato) Daredevil (ancora più peccato) e Iron Fist (qua un po' meno peccato), gli ex noleggiatori di Dvd hanno deciso di chiudere i rubinetti anche a The Punisher e, soprattutto, Jessica Jones, che non è stata riconfermata per una quarta stagione. Ma le divinità dello streaming danno (più o meno) tanto quanto tolgono, e Netflix non ha perso troppo tempo per annunciare una nuova serie d'animazione che riempia il buco nel cuore dei vedovi Marvel. Si tratta di Transformers: War for Cybertron, che si inserisce nel canone narrativo della saga cinematografica alimentata con il tritolo da Michael Bay, raccontando l'origine dei robottoni alieni che si trasformano in macchine. Il lancio del cartone animato è previsto per il 2020.

Il contributo video dell'oggi è più o meno un centoventesimo del documentario che farà arrabbiare un sacco di fan. Due minuti scarsi sui totali 236 di Leaving Neverland, lo speciale HBO (andrà in onda a inizio marzo diviso in due parti dopo essere stato presentato al Sundance) che torna a raccontare gli scabrosi dietro le quinte di Neverland, l'enorme ranch californiano trasformato da Michael Jackson in un rifugio per bimbi sperduti, Isola che non c'è in cui rivivere, tra giochi, giostre e caramelle, un'infanzia che gli era stata negata dal padre ossessionato dal successo dei Jackson 5. Il regista televisivo inglese Dan Reed ha dato voce a James Safechuck e Wade Robson, due dei ragazzi ospitati da Jackson a Neverland, che rivivono le loro esperienze di ripetute molestie sessuali e abusi emotivi. Esperienze che, apparentemente, non erano riusciti a condividere durante gli innumerevoli processi a carico del Re del pop.

Resta sempre aggiornato con le notizie più importanti della settimana, tutte le recensioni e le esclusive di Film Tv: iscriviti alla newsletter!

Le ultime news


Serie che vogliono crederci

10 Luglio 2020

Fuori(le)Serie #054

Nella stessa settimana che segna, su Prime, il ritorno di un grande classico come X-Files, c'è anche spazio per due novità di...

Schermo familiare #017

7 Luglio 2020

Il divano comincia a farsi incandescente, ma rimane comunque il posto più sicuro su cui consumare i nostri film. Questa settimana un breve viaggio nella storia d'Italia, a...

Delle serie e delle suore

3 Luglio 2020

Fuori(le)Serie #053

Settimana di serie nuove (Warrior Nun, Il club delle babysitter), vecchie (Glee e Mad Men sono...

Schermo familiare #016

30 Giugno 2020

Una settimana variegata di famiglie sui generis (Senza lasciare traccia) o divelte dalla crudeltà umana (12 anni schiavo, Old Boy) che finiscono...

Streaming teutonico

26 Giugno 2020

Fuori(le)Serie #052

Si festeggia la settimana dello streaming mitteleuropeo, con due serie tedesche in uscita (Dark e Das Boot) che per...

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy