Addio e grazie per tutte le news #089

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Simone Emiliani dice che La notte dell'agguato è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 16:20.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

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Simone Arcagni

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News


7 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #089

In lavorazione il biopic su Rock Hudson
I ragazzi di Universal Pictures hanno reso ufficiale l'inizio della lavorazione sul progetto del biopic dedicato all'überdivo Rock Hudson. Che, per i giovani all'ascolto, era più o meno un Leonardo DiCaprio più Johnny Depp più Ridge di Beautiful più Tiziano Ferro messi insieme. Il film si intitolerà All That Heaven Allows, e la major è attualmente nelle fasi finali della trattativa con l'impegnatissimo Richard LaGravenese, al lavoro anche con Luca Guadagnino su Blood on the Tracks, per la stesura della sceneggiatura, adattamento per il grande schermo dell'omonima biografia scritta da Mark Griffin. Alla regia è già stato confermato Greg Berlanti, produttore televisivo iperattivo e regista cinematografico non particolarmente memorabile (Il club dei cuori infranti, Tre all'improvviso). Tenendo conto che Berlanti tende a ricordare a ogni occasione possibile e a voce altissima che Tuo, Simon rappresenta la prima volta in cui un film prodotto da una major si è concentrato su una relazione adolescenziale omosessuale, quasi certamente All That Heaven Allows si impegnerà per essere il primo film che racconta nella sua interezza e onestà l'incredibile doppia vita di Rock Hudson. Sulla carta prototipo del manzo universale hollywoodiano, dio greco venuto dal nulla e diventato il più bravo, pagato, popolare, desiderato attore di almeno tre decadi, fra cinema e Tv. Fuori dai riflettori pur sempre un adone pieno di talento e di vita e di problemi a ricordare le battute perché essere splendidi sfrutta anche energie cognitive, ma un adone omosessuale che doveva rimanere nascosto e protetto dall'omertà hollywoodiana per non infrangere i sogni dei poveri, mentecatti spettatori consumanti. Peggio che pagare qualcuno per convincerlo a non rendere pubblico che Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale (su Canale 20 alle 21) è sul serio un film. 

Cent'anni di streaming
Netflix
è a quel punto dell'album delle figu in cui la vicenda comincia a farsi più complicata e frustrante: quando hai trovato quasi tutte le figurine, i “manca” diventano molto più rari. E al contempo più preziosi e soddisfacenti da collezionare. Oggi Netflix ha aperto un nuovo pacchetto e ha trovato nientemeno che Gabriel García Márquez, personaggio dalle ottime statistiche: 15 fratelli, un premio Nobel e amico di Fidel Castro e Che Guevara. Oltre a portare in dote quello che viene considerato il secondo romanzo in lingua spagnola più importante di sempre, Cent'anni di solitudine. Proprio da quest'ultimo, i temerari amici di Netflix trarranno una serie. Le ottime notizie sono che il progetto verrà girato interamente in Colombia e vedrà fra i produttori esecutivi anche due dei figli dello scrittore, Rodrigo e Gonzalo, che si sono assicurati che la volontà del padre di accettare un adattamento per lo schermo solo se fatto in lingua spagnola venisse rispettata. A convincere gli eredi di Márquez, dopo che il padre per 40 anni aveva rifiutato i diritti del libro a diversi progetti di trasposizione cinematografica, si spera non siano stati i debiti di gioco, bensì la fiducia nel formato seriale, che ben dovrebbe adattarsi alla densa struttura di Cent'anni di solitudine

Prosegue la telenovela Bond 25
Perché, forse, alla fine, gli inglesi non possono fare altrimenti. Se una cosa diventa troppo buona e rischia di renderli felici, si attiva automaticamente il gene del “dev'esserci la fregatura dietro l'angolo, meglio darsi una regolata”. Un concetto ben riassunto dal cittadino inglese che si sveglia, vede il sole splendere ed esce per andare al lavoro con impermeabile e ombrello. Hai James Bond, che dopo le temporanee rotture di scatole di Harry Potter e dei vari adattamenti da J.R.R. Tolkien è tornato l'unico franchise cinematografico inglese a regnare in solitaria, e ti ha sempre dato un sacco di soddisfazioni. Forse troppe. Bisogna calare, amici. Autosabotarsi. Magari anche con l'aiuto dei tabloid, da sempre incarnazione anglicana del demonio. Facciamo dunque trapelare qualche altro pettegolezzo sul licenziamento di Danny Boyle. Si raccontava che le “divergenze artistiche” usate come formula standard per giustificare l'allontanamento del regista riguardassero il cattivo: Boyle voleva il polacco Tomasz Kot, protagonista di Cold War, senza tener conto che Daniel Craig, con la faccia che si ritrova, è contrattualmente obbligato a fare altre cose con la Polonia, tipo invaderla. In realtà, le frizioni fra regista/sceneggiatore e produzione sarebbero nate dalla volontà di Danny Boyle di far morire James Bond, uno a cui in 24 film hanno inefficacemente sparato addosso più volte di quanto non succeda a un bersaglio in un poligono di tiro per Stormtrooper. Davvero, dovrebbero interrompere la pre-produzione di Bond 25 a realizzare un documentario su una delle lavorazioni più disastrose e demenziali nella storia del cinema recente. 

In breve:
Non si sa ancora nulla di quello che potrebbe essere uno dei progetti cinematografici più torridi di sempre. Ma New Line Cinema, Sanrio e FlynnPictureCo. sono ufficialmente in combutta per sviluppare un lungometraggio in lingua inglese incentrato su Hello Kitty. Non si sa ancora nulla, né sulle tecniche di realizzazione – sarà in animazione, in stop motion, in rotoscopio, ad acquerelli, in live action, un misto di tutte le precedenti? Chissà – né su sceneggiatori o registi papabili. Visto che è ancora tutto campato per aria, suggeriamo timidamente la possibilità di prendere altri film e farne remake con protagonista Hello Kitty, che tanto sta bene (o male, dipende dalla prospettiva) ovunque. Hello Kitty e Il curioso caso di Benjamin Button (su La5 alle 21.15) o Shane Black va a dire le cose brutte a Hello Kitty in The Nice Guys (su Premium Cinema alle 21.15). 

Il contributo video dell'oggi viene da Ari Aster, che è quello che si è temporaneamente portato via un buon pezzo della serenità di molti dirigendo l'horror Hereditary. Qui è alle prese con il trailer di Midsommar e sembra proprio dire “non è mica un caso se vi ho inquietato con Hereditary. Guarda. Riesco a farlo anche qui, senza mani e con la fotografia sovraesposta e un sacco di colori pastello. Passate un'ottima primavera”.

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