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Alberto Pezzotta dice che La moglie più bella è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:20.

Ma siamo sicuri che Roma di Alfonso Cuaron meriti il successo che ha avuto? Il sassolino di Giona A. Nazzaro

In autunno dovrebbe arrivare anche in Italia la piattaforma streaming Disney+. Come funzionerà? Quante cose saranno già disponibili? Alice Cucchetti se lo chiede su FilmTv n° 12. Qui ci chiediamo: ci saranno quelli che voglion fare il jazz ?

Arriva una nuova rubrica dedicata alla stand-up comedy: su FilmTv n° 12 Nicola Cupperi inaugura Funny People , dedicata ai comedian e ai loro spettacoli reperibili in streaming. Vi proponiamo una panoramica di questo mondo, realizzata da Alice Cucchetti nel 2015.

Venerdì 22 marzo su Sky Atlantic comincia la quarta stagione di Gomorra - La serie . Su FilmTv n° 12 abbiamo intervistato Marco D'Amore, che in questa stagione è passato alla regia. Ricapitoliamo la terza stagione con questa recensione (e attenzione agli spoiler!).

La mia vita con John F. Donovan è l'ultimo film di Xavier Dolan, in arrivo (speriamo) a breve nelle nostre sale per Lucky Red. A lungo i film di Dolan sono stati invisibili in Italia, ma poi hanno cominciato ad avere una distribuzione in sala, homevideo e streaming. Oggi vi consigliamo di recuperare Laurence Anyways .

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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News


11 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #090

Voti contrari: meno di zero
Strano che si sia aspettato così tanto tempo, l'equazione sembra abbastanza semplice: uno dei premi cinematografici ad honorem più prestigiosi assegnato a una delle più talentuose, eclettiche, carismatiche interpreti nella storia del cinema e del teatro musicale. Insomma, finalmente il Leone d'Oro alla carriera verrà consegnato nelle mani di Julie Andrews, una delle prime grandi artiste cinematografiche a cui è stato diagnosticato il morbo di Tom Hanks, condizione che le impedisce fisiologicamente di essere malveduta da chicchessia, dall'alto di una carriera iconica e perfetta anche nei suoi inciampi, e al netto di una grazia e una classe che non si possono proprio insegnare. Dice Andrews nel comunicato standard© di rito: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”. Le risponde il direttore della Mostra Alberto Barbera: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell'empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica. Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell'immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia. È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra i più profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’Oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”. L'ottima sostanza di queste frasi è: vogliamo Julie Andrews in tutto, dal prossimo John Wick (su Italia 1 alle 21.25) al sequel di Big Eyes (su Rai 3 alle 21.20) in cui i quadri di Margaret Keane si ribellano a Tim Burton. 

Diritti di sfruttamento di minoranza
Ce l'ha fatta sotto il naso a tutti, quel guercio di Steven Spielberg. Minority Report era solamente uno studio sul campo per capire in concreto il funzionamento della precognizione. Oggi Spielberg, nella sua lussuosa e segregata villa sul lato oscuro della Luna, ha una spielb-caverna dove, in una grossa vasca piena di liquido embrionale, vivono Samantha Morton, il bambino di E.T. e Mel Brooks. I tre, collegati a macchinari altamente sofisticati, scoprono grazie ai loro poteri psionici e prima ancora che vengano pubblicati, gli scritti che diventeranno film di successo. È il caso del romanzo di fantascienza The Mother Code, che la biochimica Carole Stivers pubblicherà solamente il prossimo anno, ma i cui diritti di sfruttamento cinematografico sono già nelle sapienti mani di Spielberg e della sua Amblin Partners. Dalla storia di come l'umanità sia stata quasi spazzata via da un'arma biologica e di come i governi abbiano deciso di salvare la specie facendo allevare alcune generazioni di bambini da intelligenze artificiali programmate come balie per poi disattivarle e affrontare la ribellione di un ragazzino particolarmente robot-mammone, verrà tratta una sceneggiatura scritta da Amy Louise Johnson per un film a cui mancano solo un regista e un cast. Ma anche un libro fisico per poter dire “Ci siamo ispirati a questo”. Si avvicina il sogno di Spielberg di poter fare tutti i film buoni. Non succederà mai più che un inglesaccio a caso scopra Orgoglio e pregiudizio (quello del 2005 è su Premium Cinema Emotion alle 21.15) prima di lui.

Il contributo video dell'oggi è  l'ennesima pubblicità di lusso fatta da un regista molto bravo – e da quest'anno anche e finalmente premio Oscar. Si parla di un regista mica da ridere, uno di quelli che sono in giro da un sacco di tempo eppure che non si sono bolliti e la cui voce conta ancora, senza scordare che è uno che dirige spot da una trentina d'anni quindi sa quello che fa. E mentre gli altri registi bravi lo guardavano con lo stesso compìto disgusto che aveva Lord Stockass ogni volta che metteva piede in una nuova colonia, lui contava i soldi, chiudeva l'ennesimo joint pieno di stile e andava a fare aperitivo con Michael Jordan. Spike Lee è parte della storia della regia pubblicitaria, ed è un peccato vederlo alla prese con problemi solo in parte suoi, ovvero avere due figli che non sanno scrivere una sceneggiatura e dovere un favore a un amico, Michael B. Jordan, che è testimonial di un prodotto molto remunerativo ma assai poco appetibile, noto come “Crisi di mezza età anticipata”. 

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