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Simone Emiliani dice che La notte dell'agguato è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 16:20.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

Il cast dei sequel di Avatar cresce (ve ne parliamo nella prossima newsletter, nella vostra casella di posta sabato 18 maggio). Per l'occasione vi riproponiamo un confronto critico pubblicato all'epoca dell'uscita del primo film.

Il calciomercato delle piattaforme streaming e dei canali a pagamento, dai destini sempre più intrecciati. Un'analisi di Andrea Bellavita.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

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Carolina Crespi

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News


12 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #091

Bohemian Rhapsody 2: Le rette universitarie dei nipoti, anche quelli acquisiti
A parlarne è Page Six, la pagina di gossip e spettacolo del New York Post. Non il New England Journal of Medicine, in quanto a rigore nella raccolta delle fonti; ma nemmeno un tabloid, né il blog di Beppe Grillo. Page Six ne ha parlato con Rudi Dolezal, il regista che ha firmato molti dei video musicali dei Queen – una trentina, dalla seconda metà degli anni '80 in poi – e che è stato un buon amico di Freddie Mercury. La sua versione è, semplicemente, che “la famiglia Queen allargata sta discutendo approfonditamente la possibilità di realizzare un sequel che ricominci dall'esibizione al Live Aid”. Dolezal, poi, è convinto che il leggendario sacripante Jim Beach, storico manager del complessino inglese, sia il primo a volere un secondo film (che incassi 870 milioni di dollari come il primo, ma ne vanno bene anche 550-600 eh). In fondo il primo film si conclude nel 1985, lasciando fuori dalla narrazione tutta l'ultima parte degli anni '80, l'ultimo glorioso tour di Freddie Mercury, l'ultima manciata di album realizzati insieme. E già in dicembre quel volpino di Brian May non ha confermato né smentito la possibilità di un altro giro di giostra. Non c'è niente di scritto e di deciso, e tutti stanno giocando con i sentimenti di tutti: quelli di chi spenderebbe soldi anche domani per vedere di nuovo Rami Malek nella versione seria di Walk Hard: La storia di Dewey Cox e quelli che speravano di essersene liberati dopo un periodo natalizio difficoltoso. Ma nessuno fa i conti con gli impegni di Rami Malek, che per i prossimi anni sarà bloccato sul set del remake di The Karate Kid – La leggenda continua (su Tv8 alle 21.25), dove per contratto dovrà interpretare tutti i ruoli. 

Taika Waititi, Monty Python honoris causa
Bastano cinque minuti di Vita da vampiro – What We Do in the Shadows – vanno bene cinque minuti a caso, tanto il film è tutto esilarante – ma anche alcune delle trovate più sciocche e divertite di Thor: Ragnarok per capire che la coppia formata da Taika Waititi e Terry Gilliam sarà stramba e bellissima, proprio come due nonnini in una domenica a pranzo nel 2075, che cominciano a raccontare ai nipoti di quando si sono conosciuti su Tinder. A Waititi e Gilliam non sono servite applicazioni o social network, è bastata Apple Tv. La quale, appena l'estate scorsa, aveva raggiunto un accordo con l'autore ex Monthy Python, che aveva vinto il ruolo di produttore di una serie Tv tratta dal suo secondo film da regista, I banditi del tempo. Oggi spunta la notizia che a scrivere e dirigere la puntata pilota della potenziale serie sarà il regista neozelandese. Uno a cui si darebbe da dirigere il video della cresima del cugino, o un remake di Quella casa nel bosco (su Canale 20 alle 23.55) e comunque saprebbe farne una cosa divertente. A maggior ragione qua, quando si parla di nani dalla dubbia moralità che escono dagli armadi e rubano undicenni con la fissa per la storia per portarli in giro fra lo spaziotempo a rubare cose e sconfiggere esseri ancora più malvagi. Una cosa da nani veramente cattivi e che fortunatamente non succede in I banditi del tempo sarebbe tornare nel 1953 per convincere Anthony Mann a non dirigere Lo sperone nudo (su Iris alle 21). 

Un tarlo di famiglia
Era tutto uno scherzo e una celia dietro l'altra quando James Franco stava contemporaneamente girando tre film da regista, ne stava producendo un altro, faceva l'attore in altri due, nel frattempo teneva vivo il suo workshop di recitazione, frequentava l'università, insegnava alla stessa università e tra uno spostamento e l'altro dettava il suo nuovo libro di poesie a un assistente. Poi si è scoperto che anche lui mandava messaggi equivoci a ragazze dall'età equivoca, ed è stato un buon momento per rilassarsi un attimo ed evitare per un po' i riflettori. Ecco, questa cosa della bulimia creativa – magari senza l'appendice dei messaggi spiacevoli – dev'essere un tarlo genetico famigliare, visto che anche il (relativamente) piccolo Dave Franco sta per espandere i suoi orizzonti artistici debuttando come regista e sceneggiatore con The Rental. Un horror che avrà per protagonista sua moglie Alison Brie – quella davvero brava e bella in una famiglia in cui sembra esserci la selezione all'ingresso – e che racconterà lo spaventoso scenario di un weekend di vacanza in doppia coppia. Immaginate quell'unica cena a quattro che concedete al vostro partner una volta all'anno, ma lunga 48 ore. Incubo.

L'odierno contributo video parla ancora una volta dell'importanza fondamentale del montaggio. E di quanto sia crudele un organismo cinematografico. Certe volte sei un regista, diciamo che sei Adam McKay, e hai girato una scena musicale che è pazzeschissima, super bizzarra ma riesce anche a mandare avanti la narrazione. Incredibile, rarissimo. Senza contare che ci hai messo pure tutto l'impegno del mondo, l'hai proprio diretta con polso e passione, mica come quei controcampi di lunedì, o i fegatelli dei bottoni sulla panza di Christian Bale che stanno per saltare. Qua c'hai messo tutto e l'hai portata a casa come un campione. Hai pure chiamato i tizi delle grafiche per aggiungere due cose stilose qua e là. Poi entri in sala di montaggio e scopri che la tua scena non ci sta. Proprio non ci sta. Ma da nessuna parte, eh. Non puoi usarla. Nemmeno per il trailer. Allora la metti in una bottiglia e la lanci su internet, sperando che qualcuno la apprezzi. La scena viene da Vice – L'uomo nell'ombra e mostra il simpatico Rumsfeld/Steve Carell mentre racconta al giovane e ancora più simpatico Cheney/Bale come funzionano i buchi di sceneggiatura nella burocrazia parlamentare, con l'aiuto di ballerini e cantanti perché fa sempre piacere quando le cose spiacevoli te le dicono in canzone e balletto.

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