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Sergio M. Grmek Germani dice che Acid - Delirio dei sensi è il film da salvare oggi in TV.
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Quanto vale l’altra metà del cielo, sul grande schermo? Quanto potere hanno le registe e le maestranze al femminile a Hollywood? Uno sguardo alle cifre e ai nomi, resistenti o emergenti, del gentil sesso al cinema.

Tempi duri per i grandi della nuova Hollywood. Quando essere un autore di culto tipo Brian De Palma non basta come garanzia per partire con una nuova produzione. Un'analisi di Giulia D'Agnolo Vallan.

Film di culto, pilastro della storia del cinema, capolavoro assoluto. E... Mel Gibson si prepara a rifarlo. Con un ricco cast, come vi raccontiamo nella prossima newsletter. Rileggiamo le parole di Gianni Amelio.

Arriva il 31 maggio su Prime Video una delle nuove serie più attese dell'anno. Si chiama Good Omens, ed è tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett Buona Apocalisse a tutti! Impossibile non ripensare a American Gods , egualmente tratta da un romanzo dello scrittore inglese.

Tra i film che abbiamo già visto dell'edizione 2019 del Festival di Cannes c'è La Gomera di Corneliu Porumboiu, che non ci ha convinto. Vi invitiamo a confrontare le parole di Roberto Manassero con quelle di Sangiorgio, che con questa recensione, qualche anno fa, nella rubrica Scanners, presentava quest'autore della Nuova onda rumena.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

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Simone Arcagni

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News


15 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #094

India, terra di fini dicitori cinematografici
Sarà che a produrre così tanti film diventa fisiologicamente impossibile sfornare altrettante sceneggiature originali. Sarà che chissenefrega, alla fine un incasso è un incasso e tanto vale fare il minimo sforzo. Fatto sta che a Bollywood non si fanno nessuna remora a rifare qualsiasi film: occidentale e non, autorizzato o meno, basta che si stacchino i biglietti. E allora via con gli arrangiamenti da cover band di film di tutti i generi, anche i più insospettabili: Mrs. Doubtfire, Il silenzio degli innocentiWest Side Sory, Le Iene, Il padrino, Una settimana da Dio, Carne Tremula, Oldboy. E ovviamente Superman, anche se non ancora nella sua versione L'uomo d'acciaio (su Premium Cinema alle 21.15). Ma stavolta hanno fatto le cose ancora più in grande. In India c'è questo divo – Aamir Khan, fra le altre cose anche protagonista di Dongal: il maggiore incasso nella storia del cinema indiano – talmente sceicco ed enorme che per il suo 54esimo compleanno ha indetto una conferenza stampa che immortalasse il taglio della torta. Dal podio e con ancora il coltello intriso di crema, Khan ha annunciato che il suo prossimo progetto sarà quello di produrre e interpretare il ruolo di protagonista in un remake di Forrest Gump, intitolato Laal Singh Chadda. L'attore ha fatto anche una specificazione d'obbligo: non si tratterà di un rifacimento diretto, dal momento che la storia di Forrest Gump (tratta dal romanzo di Winston Groom) è legata a doppio filo a quella degli Stati Uniti. La versione di Khan farà lo stesso lavoro con la storia recente indiana. Il che significa giocare a ping-pong contro Gandhi? Non è ancora dato saperlo. Nel frattempo due film di cui vorrei tantissimo vedere il remake indiano: Ritorno al futuro (su Canale 20 alle 21) e Lo chiamavano Jeeg Robot (su Rai 3 alle 21.20). 

Gli uomini preferiscono Marilyn Monroe
Il neozelandese Andrew Dominik è uno di quei registi di cui alle superiori dicevano “Bravo è bravo, eh. Ma ha qualche problema a restare concentrato”. Film (L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, Cogan – Killing Them Softly), documentari, serie Tv (Mindhunter): tutto contemporaneamente e con una scarsa gestione degli impegni. Succede, quindi, che un giorno si ritrovi ad annunciare di essere al lavoro sull'adattamento cinematografico di Blonde – biografia romanzata di Marilyn Monroe che è valsa all'autrice Joyce Carol Oates una candidatura al Pulitzer – per poi prendersi una manciata di anni di pausa tra una frase e l'altra prima di comunicare la sua protagonista. Va bene la suspense, ma c'era gente che aspettava. A parte gli scherzi, la proposta per il ruolo della vita nell'attesissimo adattamento prodotto da Brad Pitt è andata alla cubana Ana de Armas, recentemente vista nei panni di Joi in Blade Runner 2049. Non è ancora stato confermato nulla e d'altronde non c'è troppo da fidarsi, dal momento che negli scorsi anni al ruolo di Marilyn Monroe erano state accostate anche Naomi Watts e Jessica Chastain senza che si riuscisse ad arrivare a un accordo. Ma questa, grazie anche al supporto di Netflix, sembra la volta buona.

Fuga per il remake
Il ragionamento dietro questa scelta dev'essere sicuramente stato: questo remake di Fuga per la vittoria lo facciamo fare a uno che di calcio e di regimi autoritari se ne intende. Poteva essere Paolo Sorrentino, e invece ha vinto ai punti Jaume Collet-Serra. Che oltre a essere spagnolo – doppia spunta, sia sul pallone sia sulla dittatura – ha anche diretto, a inizio carriera, l'epica pernacchia Goal II – Vivere un sogno, che gli ha dato il vantaggio sulla gara al curriculum più adatto. La sceneggiatura del rifacimento se la sono smazzata Gavin O'Connor, già regista di Warrior, e Anthony Tambakis, già co-sceneggiatore di Warrior, che in questo periodo sta lavorando alle ultime limature sulla versione finale del copione. Il vero atto di eroismo da parte di regista, sceneggiatori e produzione, però, sarà tentare di ricreare le atmosfere incredibili di un film in cui John Huston riuniva davanti alla stessa macchina da presa calciatori, Pelé e Bobby Moore, attori di pedigree, Michael Caine e Max von Sydow, e l'uomo che dopo aver dichiarato conclusa la Seconda guerra mondiale viaggerà in Russia per dare un taglio a quella fastidiosa Guerra fredda, sua maestà Sylvester Stallone. Auguri con il casting. 

Il contributo video dell'oggi è il nuovo trailer di Avengers: Endgame, ovvero l'unica cosa che ha il potere di distrarre la gente da Il trono di spade. Serpeggia dell'intensità in queste nuove immagini. Un sacco di intensità. Di cui però si parlerà ben poco, impegnato come sarà l'internet a sviscerare i significati delle nuove, intense (non si scappa) acconciature di tutti i personaggi mostrati nel trailer. 

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