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Adriano Aiello dice che Nikita è il film da salvare oggi in TV.
Su Cielo alle ore 21:15.

Dal primo luglio sarà interamente disponibile su TIMVision l’ottima serie crime western che Graham Yost ha costruito attorno al personaggio inventato dallo scrittore Elmore Leonard. Vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Quest'anno la regista argentina Lucrecia Martel sarà la presidentessa di giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Ne approfittiamo per riproporre la recensione di Zama , suo capolavoro.

Una delle sezioni del Cinema Ritrovato si chiama Le serate in Piazza Maggiore: proiezioni di capolavori della storia del cinema su uno schermo gigante. Quest'anno tra i film proiettati ci sarà il capolavoro di Francis Ford Coppola, di cui vi riproponiamo la locandina di Mariuccia Ciotta.

Dopo l’elezione di Donald Trump del 2016, Mauro Gervasini realizza una ricognizione sui film e i cambiamenti a Hollywood durante i due mandati del primo presidente americano nero, Barack Obama. Vi riproponiamo le sue riflessioni.

Siamo gli Oscar, e per rispondere a #OscarsSoWhite ora sì che ci preoccupiamo di dare visibilità agli artisti Neri e Donna! Ma in modo meccanico, superficiale e tutto sommato dannoso. Un'analisi di Ilaria Feole del 2018, pienamente attuale.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

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News


19 Marzo 2019

Addio e grazie per tutte le news #096

La terapia di coppia è un percorso lungo e difficoltoso
A quanto pare, almeno per quest'anno, ci hanno davvero provato fino in fondo a riaggiustare il loro rapporto, al momento bloccato dalla perfida e gelosissima amante del Festival di Cannes: i distributori e i proprietari di sale francesi. Hanno fatto il tentativo soprattutto perché Netflix è incinta del messia, l'epico kolossal biografico The Irishman, in cui Martin Scorsese, con un budget fra i 175 e i 200 milioni di dollari, ha riunito e ringiovanito digitalmente De Niro, Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, a cui ha aggiunto una spruzzata di Anna Paquin, Bobby Cannavale e Ray Romano; il tutto guidato dalla sceneggiatura del premio Oscar Steven Zaillian, montato dal premio Oscar Thelma Schoonmaker, fotografato dal candidato all'Oscar Rodrigo Prieto. Insomma, ogni direttore di Festival che si rispetti freme in attesa di sapere quando si concluderà la post-produzione di The Irishman, salivando all'idea di poterlo mettere in programma. Purtroppo per Cannes, Scorsese ha già messo le mani avanti assicurando che il suo film non sarà pronto per maggio. I vertici del Festival, essendo disposti a rischiare l'evirazione da parte dei distributori francesi solo per una cosa enorme come The Irishman, hanno declinato il resto delle potenziali offerte di pace di Netflix – si parlava del nuovo film di Steven Soderbergh con Meryl Streep (The Laundromat), del progetto ancora senza un titolo di Noah Baumbach e di The King, che ha per protagonista Timothée Chalamet – optando per rimandare di un altro anno la presenza sulla Croisette di film prodotti e distribuiti dal gigante dello streaming. Se il mondo è un posto giusto, dopo tutta questa spocchia il Festival di Cannes verrà ripagato dalla sorte con la selezione del reboot di Furia cieca (su Cine Sony alle 21.05).

Spingitori di cavalli e giraffe a dorso d'insalata
Esiste tutta una categoria concettuale di idee che potrebbero essere riunite sotto la voce: “Cose a cui non avevo mai pensato e di cui non sapevo di avere bisogno fino a quando qualcuno non me ne ha parlato”. Improvvisamente, al primo posto della lista spunta Giraffes on Horseback Salad, una sceneggiatura scritta da Salvador Dalí che doveva essere trasformata in film nientemeno che dai fratelli Marx, se solo i vertici di Metro-Goldwyn-Mayer non l'avessero rifiutata nel 1937, considerandola “troppo surrealista” – tenendo conto che il titolo alternativo del copione era The Surrealist Woman e che l'autore era Dalí, l'unico commento plausibile è: ma dai?. Oggi la sceneggiatura dell'artista catalano è stata adattata e trasformata in graphic novel da Josh Frank, Manuela Pertega e Tim Heidecker. I tre hanno finalmente dato corpo, pur se non quello originariamente pensato per il testo, alla sceneggiatura del “film più strano mai non fatto”. Surreale fin dal titolo, “Giraffe a dorso d'insalata”, la sceneggiatura di Dalí racconta le disavventure di un normalissimo uomo d'affari, Jimmy (pensato per essere interpretato da Harpo), che viene irretito dalla misteriosa Donna Surrealista, la cui sola presenza trasforma la triviale e noiosa realtà del protagonista in una folle fantasia alla Dalí. Con l'aiuto di Groucho e Chico, Harpo cerca un modo per raggiungere l'amata nel suo mondo fantastico, ostacolato dalla monotona forza della normalità. All'improvviso, il sogno di una vita diventa mettere in produzione una serie di remake surrealisti dei film più disparati, da Pain & Gain – Muscoli e denaro (su Paramount Channel alle 21.10) o Nebraska (su Rai 5 alle 21.15).

Sperando che il buon gusto di Netflix eviti scenari raccapriccianti
Ce l'abbiamo tutti presente Bear Grylls, giusto? È quel pascià inglese che a 23 anni scalava l'Everest, un anno dopo essere atterrato di schiena da mille metri con un paracadute mezzo squarciato, a 35 anni diventava il boss di tutti gli scout inglesi facendo rodere d'invidia Matteo Renzi e nel frattempo trovava il modo di fare il militare part-time e diventare famoso per i suoi programmi Tv di sopravvivenza, in cui dimostrava i valori nutritivi dell'urina umana, oltre a dare prova dello scarso potere contrattuale dei sindacati britannici che dovrebbero preoccuparsi della qualità del lavoro di operatori, tecnici del suono e delle luci, invece di mandarli a rischiare la vita con un matto che mangia insetti e testicoli di alce per dimostrare quanto bravo sarebbe a sopravvivere nella natura in caso di estinzione della civiltà umana. Dopo essere diventato una figura di culto grazie allo show Man vs. Wild (in Italia Uomo vs. natura o L'ultimo sopravvissuto), Grylls fa il passo successivo nella scalata al far finta di essere davvero in costante lotta per la sopravvivenza in condizioni pericolose, con un cameraman, un assistente di produzione, un fonico e chissà chi altri a rimorchio pronti a chiamare i soccorsi nel caso in cui dovesse succedere qualcosa. Team Steve Irwin tutta la vita, pace all'anima sua. You vs. Wild è il nuovo progetto di Bear. Il quale, in collaborazione con Netflix, ha creato una versione survival di Black Mirror: Bandersnatch, l'esperimento di narrazione interattiva e lasciata nelle mani dello spettatore che la piattaforma streaming aveva distribuito a sorpresa alla fine del 2018. You vs. Wild – come si può apprezzare nel trailer qui sotto che, incidentalmente, è anche l'odierno contributo video – funziona nello stesso modo, solo con l'illusione decisamente palpabile di avere fra le mani il benessere di un pover'uomo. Dovesse avere gli stessi spettatori di Sensualità a corte, Bear Grylls rischia di doversi trovare a fare cose veramente turpi per uscire vivo dalla sua brillante intuizione. 

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