Addio e grazie per tutte le news #120

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Giulio Sangiorgio dice che Il principe di Homburg è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 03:00.

Il decennio della guerra in Vietnam, degli hippie e della contestazione. Mentre è in sala C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino, ambientato nel 1969, riproponiamo questa panoramica di Roberto Manassero, pubblicata in occasione dell'uscita di American Pastoral e Crisis in Six Scenes .

Il lardo sì, l'hamburger no. Una storia sulla satira e su Facebook, raccontata da Tommaso Labranca.

Uno dei film di #Venezia76 più amati dalla redazione di Film Tv è stato L'ufficiale e la spia di Roman Polanski. E a proposito di torto o ragione, ne recuperiamo un altro dello stesso regista, con la locandina di Ilaria Feole.

Arriva in sala Burning - L'amore brucia di Lee Chang-dong, per noi uno dei migliori film dell'edizione 2018 del Festival di Cannes. Nella sua recensione Pier Maria Bocchi lo accosta a Bong Joon-ho e a Park Chan-wook, di cui vi riproponiamo questo film invisibile realizzato insieme al fratello.

Esattamente un anno fa esordiva su Netflix l'attesa serie creata da Matt Groening. A breve sarà disponibile la seconda stagione. Possibile competere con I Simpson e Futurama ? Dobbiamo proprio farlo?

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

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Marianna Cappi

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News


6 Maggio 2019

Addio e grazie per tutte le news #120

Anthony Wong regna lontano da casa
È bello immaginarla così quella scena, con il popolo del Teatro Nuovo Giovanni da Udine che investe Anthony Wong del titolo di Re del Nord (Est) nella serata di chiusura e premiazione del 21esimo Far East Film Festival. L'attore hongkonghese era venuto per ritirare il Gelso d'Oro alla carriera e godersi le meritate coccole delle proiezioni di alcuni dei film in cui ha regalato le sue interpretazioni migliori. Visto che c'era, si è pure portato in concorso la sua ultima fatica – Still Human, diretto dall'esordiente Oliver Chan – in cui interpreta un uomo disabile che stringe amicizia con la badante filippina (interpretata da Crisel Consunji) e per il quale aveva già vinto la statuetta di Miglior attore agli Hong Kong Film Awards. Beh, viene fuori che Still Human ha fatto impazzire il pubblico e la critica presenti a Udine, che lo hanno entrambi premiato come Miglior film del Festival preferendolo alla commedia nera cinese Dying to Survive e alla cafonata a mille ottani coreana Extreme Job. E viene anche fuori, nelle dichiarazioni rilasciate da Wong nei suoi giorni di permanenza a Udine, che tutto il successo di Still Human non è sufficiente a cancellare il marchio dell'appestato che il governo cinese ha segnato sulla sua porta, dopo che l'attore aveva espresso pubblicamente il suo supporto alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, movimento di protesta pacifica contro l'autoritarismo mandarino e le ingerenze nella politica dell'ex colonia britannica. Wong ha anche tranquillamente ammesso che, pur non rimpiangendo la sua presa di posizione, la situazione lo preoccupa: “Non so cosa stia succedendo. Non ho modo di poter chiedere informazioni a qualcuno. Mi è stato detto che non dovrei essere in nessuna lista nera, ma rimane il fatto che tutti i miei progetti sono stati respinti e censurati. Potrei chiamare questo tipo di paura terrore bianco”.

Un oceano li divide
Questa è scivolosa, ma anche molto interessante. L'Italia, grazie a Lucky Red, è il primo di una manciata di paesi europei in cui l'ultimo film di Woody Allen, da noi in uscita il 3 ottobre con il titolo Un giorno di pioggia a New York, verrà portato in sala. Questo nonostante, o alla faccia de, la presa di posizione di Amazon, distributore originale della pellicola, che qualche tempo fa aveva deciso di stracciare il contratto con Allen a causa del danno di immagine provocato dalle dettagliate accuse di molestie pedofile pubblicate da Dylan Farrow. Accuse mai concretizzatesi in una sentenza giuridica, né all'epoca dei fatti, né successivamente. Laddove negli Stati Uniti d'America Allen viene trattato, a livello strettamente professionale, come un paria – è di pochi giorni fa la notizia che tutti gli editori a cui il cineasta ha proposto le sue memorie lo avrebbero respinto con perdite, considerandolo “tossico” per gli affari – in Europa il regista ha trovato finanziamenti, set per i suoi prossimi progetti e distribuzione in sala. Scivoloso, ma interessante notare le differenze.

Molto rumore per nulla
Gli appassionati delle versioni d'oltreoceano di Un giorno in pretura erano già in trepidazione sul bordo del divano per il processo se non del secolo, quanto meno del trimestre. Una versione Dungeons & Dragons di The Social Network. I gemelli Winklevoss e il Saverin della situazione sarebbero stati riassunti in tal Charlie Kessler, l'uomo che stava formalmente per accusare i fratelli Matt e Ross Duffer, doppio Zuckerberg al prezzo di uno, di avergli sottratto l'idea alla base di Stranger Things. Purtroppo, il processo è andato in fumo prima ancora di varcare le soglie di qualsiasi udienza preliminare. Eppure le accuse sembravano così circostanziate. Nella versione, solo leggermente parafrasata, di Kessler: “Eravamo a un cocktail party del Tribeca Film Festival nel 2014, e ho tirato loro una pezza fenomenale (ne avevo bevuti due di troppo) raccontandogli l'idea per una serie basata sulle leggende urbane che circondano una zona demilitarizzata. Doveva intitolarsi Montauk. Poi hanno fatto Stranger Things. È chiaramente un plagio, no?”. No. Viene fuori che non solo i Duffer hanno cominciato a discutere del progetto Stranger Things nel 2010 – e, dopo aver presentato le prove in fase pre-processuale, le accuse sono immediatamente cadute – ma anche che, a verbale, rimarrà per sempre la dichiarazione dei due fratelli: “Non ricordiamo nemmeno di averlo incontrato alla festa”. Ouch.

Prima di tutto, ci si segni il programma per stasera, buono per svagarsi dopo il video. Su Paramount Channel alle 21.10 danno Omicidio in diretta, Nic Cage d'annata, su Italia 1 alle 21.25 c'è Il ritorno dello jedi, grande classico, e su TV8 alle 21.25 passa Rocky Balboa, nonno pugile alla riscossa. Mentre invece il contributo video dell'oggi fa piangere. Fa piangere talmente tanto, che fa piangere anche chi non sa cosa sta succedendo. Nel video c'è Adam Sandler, quello che ha fatto i soldi con le commedie fra il brutto e il così così in cui fa il tonto goffo che conquista la donna perfetta, che è tornato al Saturday Night Live, dove la sua carriera era stata lanciata 24 anni fa. All'epoca, nel cast dello show c'era anche un comico geniale di nome Chris Farley, molto amico del Sandler e autodistruttosi nel 1997 a 33 anni, morto per un'overdose di cocaina e morfina. È una canzone dedicata a lui ed è un momento molto tenero, ma altrettanto triste. 

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