A volte ritornano, ma con calma

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Luca Pacilio dice che Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Era atteso per il 2021 il remake live action di Akira , ma la produzione è stata fermata dal momento che il regista Taika Waikiki ha invece firmato per dirigere il quarto Thor . Il cult di Katsuhiro Otomo era del 1988, ma era ambientato nel 2019. E non è la prima volta che se ne annunciava un remake.

Film Tv di questa settimana è un numero speciale che raccoglie le classifiche dei migliori film del decennio 2010-2019. Quello che vi proponiamo è uno dei tanti film citati: Tsai Ming-liang è decisamente uno dei massimi registi contemporanei. Buona lettura.

Il 14 luglio 1969 usciva Easy Rider , cult generazionale e pietra miliare del cinema.

Possiamo riciclare i buoni propositi che Roy Menarini aveva fatto per il cinema del 2017 ancora oggi? Probabilmente sì.

La 14esima stagione è annunciata a settembre negli Usa, mentre la 13esima parte il 19 luglio su Fox in prima visione assoluta. Particolarmente longeva e molto politicamente scorretta, ritorniamo sulla 12esima stagione di C'è sempre il sole a Philadelphia , nell'attesa.

La citazione

«We want our film to be beautiful, not realistic.»

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News


11 Luglio 2019

A volte ritornano, ma con calma

Addio e grazie per tutte le news #154

Certe volte il cinema bello ti fa sentire come un bimbo egoista e capriccioso che vorrebbe festeggiare il Natale ogni settimana; e oltretutto di giovedì, per motivi non meglio specificati ma che il giovane discuterà più avanti con il suo terapista. Vorremmo avere un film di Scorsese almeno una volta all'anno, che è invece (a malapena) il tempo che ci si mette per montare un film di Scorsese; ogni tanto malediciamo Tarantino e il suo bisogno, così poco italiano, di fare le cose per bene e lavorare quattro anni su una sceneggiatura. Per non parlare dei grandi divi che ancora ci rimangono, e che insistono anche quando sono più vicini ai novanta che agli ottanta con questo concetto bizzarro della pensione e del giusto riposo. Sophia Loren, ad esempio, il prossimo settembre sarà una splendida 85enne e negli ultimi vent'anni, al cinema, l'abbiamo goduta la pochezza di tre volte. Senza nemmeno stare a contare che l'ultima volta, era il 2009, per ammirarla ci si è dovuto sorbire Nine, il musical polpettone di Rob Marshall che voleva essere un omaggio a Fellini. La notizia è che dopo dieci anni, Loren torna a lavorare in una produzione cinematografica. Sarà agli ordini del figlio Edoardo Ponti (con cui aveva già collaborato nel 2002 per Cuori estranei) per il secondo, omonimo adattamento su grande schermo del romanzo La vita davanti a sé, pubblicato nel 1975 da Romain Gary (sotto lo pseudonimo Émile Ajar). La prima trasposizione, scritta e diretta nel 1977 dall'israeliano Moshé Mizrahi, ottenne l'Oscar come miglior film straniero anche grazie alla sublime interpretazione di Simone Signoret nel ruolo di Madame Rosa, ebrea e con un passato da prostituta che abita in una zona multietnica di Belleville e si incarica di crescere i figli delle colleghe, aggirando la legge francese che impedisce alle prostitute di tenere con sé i propri bambini. Nella versione di Ponti, le cui riprese sono già iniziate in Puglia, sarà proprio Sophia Loren a indossare i panni della protagonista. Dall'altra parte dell'oceano, con trent'anni in meno sulla carta d'identità e una nuova passione per il racconto seriale che toglie tempo al cinema, arriva l'annuncio del ritorno su grande schermo (e questa volta pare sia certo) di David Fincher, che mancava dal 2014 e dall'impeccabile regia di L'amore bugiardo - Gone Girl. Fincher ha accettato di buon grado i soldi che Netflix gli ha lanciato addosso per realizzare, finalmente, un progetto pensato per la prima volta vent'anni fa: un biopic incentrato su Herman J. Mankiewicz, ragguardevole penna e sceneggiatore di Gli uomini preferiscono le bionde, Il mago di Oz (non accreditato) e, specialmente, di Quarto potere, copione che gli è valso il suo unico Oscar. Per raccontare al meglio la vita della persona che scrisse la sceneggiatura del miglior film di sempre allettato da una frattura alla gamba, Fincher ha scritturato i talenti di Gary Oldman. Nonostante le solide fondamenta Netflix si tratta pur sempre di un progetto di Fincher, quindi non c'è ancora nulla di stabilito, men che meno titolo e data di distribuzione. 

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