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Dario Stefanoni dice che La scimitarra del saraceno è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 06:30.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

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Alice Cucchetti

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News


15 Novembre 2019

Disney minus

Fuori(le)Serie #020

Nella settimana in cui Disney+ debutta – ma solo negli Stati Uniti, in Canada e in Olanda: noi dovremo aspettare il 31 marzo 2020 (duemilaventi) – il palinsesto dello streaming italiano guarda da distante le meraviglie illegali di The Mandalorian e si concentra sulle bellezze accessibili, tra cui la terza stagione di The Crown, la quarta di The Man in the High Castle e una serie di novità provenienti da tutto il mondo.

 

NETFLIX

The Stranded (Thailandia, 2019) - dal 14/11/2019
Se ne è già parlato, ma non sarà mai abbastanza per sovrastare il volume di cose molto più fracassone: Netflix, al netto di tutti i difetti del suo approccio quantitativo prima che qualitativo (nello specifico: essere enormemente dispersiva), sta rappresentando un'occasione abbastanza rara di potersi mettere in mostra pur partendo da zero o, peccato ancora più grave nel mondo dell'intrattenimento hollywood-centrico, da un qualche angolo sperduto (o semplicemente inesplorato) dell'industria audiovisiva. Esattamente quello che è stato YouTube con le webserie, ma partendo da uno standard di professionalità ben più alto. La piattaforma di streaming ospita, e molto spesso contribuisce a produrre, serie e film provenienti da ogni parte del mondo. Europa (Francia, Spagna e Germania su tutte), Sud America (con Brasile, Argentina e Colombia in testa), Medio Oriente, Africa e soprattutto Asia. Netflix ha pubblicato serie indiane, sudcoreane, giapponesi, taiwanesi e, da questa settimana, anche thailandesi. The Stranded è il primo prodotto Netflix proveniente dall'ex Siam, una serie horror in sette episodi che racconta le vicende di un gruppo di ragazzi naufragati su un'isola solo apparentemente deserta. 

The Lies Within (Corea del Sud, 2019) - dal 14/11/2019
Se la Thailandia è il regno asiatico dell'horror immerso nel folklore e nel mito popolare, in Corea del Sud non riescono a fare a meno del thriller, meglio se a sfondo politico. Oltre all'istantanea seconda stagione di Chief of Staff – già pronta e disponibile allo streaming, nonostante la prima sia andata in onda solo pochi mesi fa, all'inizio dell'estate – Netflix propone anche la novità The Lies Within, che promette talmente tanta tensione da convincere gli adattatori inglesi ad addolcire il titolo originale, che letteralmente può essere tradotto con l'apodittica sentenza “Tutti mentono”. La storia è quella di un detective da trincea che decide di darci un taglio con la vita da sbirro in prima linea e si fa trasferire in una piccola e tranquilla stazione di polizia di un remoto villaggio rurale. Come da tradizione per i migliori investigatori da Jessica Fletcher in giù, anche Tae-sik si porta appresso la giusta quantità di sfiga e appena arrivato in campagna deve indagare la misteriosa morte di un legislatore locale, forse legata all'altrettanto inspiegabile scomparsa del marito di Seo-hui, anch'ella legislatrice e, fatalità, figlia del morto di cui sopra. 

El Club (Messico, 2019) - dal 15/11/2019
Per la rubrica “In Italia, per molto meno, hanno convocato interrogazioni parlamentari, almeno tre membri del Codacons si sono strappati le vesti urlando 'Chi pensa ai bambini?' e non si è parlato d'altro per una settimana” Netflix Messico presenta: El Club. La serie per tutte le persone che amano le soap opera, ma anche Narcos, Beverly Hills 90210 e Breaking Bad. La storia è quella di un terzetto di ragazzi ricchi, studiati e viziati che decidono di darsi allo spaccio di MDMB, un cannabinoide sintetico di ultima generazione e nuova droga alla moda. Coinvolgono la donna delle pulizie come ragioniera della banda, creano e utilizzano una app per gestire gli ordini, curano il packaging e la comunicazione del loro servizio, il tutto da bravi figli di papà con spirito imprenditoriale e la camicia ben stirata, con le iniziali ricamate sul taschino, indosso sin dalla nascita. Insomma: quanto è figo spacciare la droga. Almeno finché il boss più potente della zona non si accorge di te e non ti fa chiamare per mettere in chiaro le cose. 

The Crown (Gb, 2017) - Terza stagione dal 17/11/2019
Elisabetta Alessandra Maria detta Seconda, regina d'Inghilterra e di svariati altri posti che non hanno mai avuto voce in capitolo al riguardo, si sveglia ogni mattina, schiva i dodici Corgi che sgambettano ai piedi del suo letto e si chiede: “Ma davvero? Che va bene essere sulle banconote nonostante sia ancora viva; van bene tutti i cappellini bizzarri che sono costretta a indossare; e va bene che ci sono abituata, visti i film che hanno realizzato sulla sottoscritta: ma è proprio necessario fare una serie che dedica sei stagioni, 60 episodi (e altrettante ore) e tre attrici per raccontare la mia biografia dal 1947, anno in cui mi sono sposata quel manzo doppio carpiato di Filippo, a oggi. Ci tengo a ricordare un'altra volta che sono viva e sto piuttosto bene. Col cavolo che lascio il trono a quello sgombro di Carlo”. Dopo i fasti di gioventù interpretati dalla pluri-premiata Claire Foy, il testimone dei regali panni di Elisabetta in The Crown passa al premio Oscar Olivia Colman. La terza stagione coprirà gli anni che fanno dal 1964 al 1977, dall'elezione a primo ministro inglese di Harold Wilson fino ai festeggiamenti per il Giubileo d'argento della regina, l'anniversario dei suoi primi 25 anni di regno. In queste dieci puntate ci sarà spazio anche per la celebre vicenda di sir Anthony Blunt, collaboratore di fiducia di Elisabetta II che dopo essere stato smascherato come spia sovietica ha fatto scoprire al mondo l'esistenza del ragguardevole ruolo di Supervisore dei quadri della regina. Infine, un annuncio di servizio: Netflix mette a disposizione anche ai non abbonati e per 28 giorni la prima puntata di questa nuova terza stagione. 

Ray Donovan (Usa, 2013) - Settima stagione dal 17/11/2019
Ray Donovan è una di quelle serie fuori tempo massimo. Anzi, non è nemmeno una serie. Arriva direttamente dal linguaggio televisivo di quando si facevano telefilm e sceneggiati, da un mondo che non è ancora stato rivoluzionato da I Soprano. Ray Donovan, interpretato massicciamente da Liev Schreiber, è un faccendiere di Hollywood che aggiusta, con molto senso pratico, i peggiori disastri combinati dalla viziata e viziosa nobiltà locale; è un protagonista volutamente stereotipato nell'epoca dei Walter White e dei Don Draper, un personaggio uscito da un romanzo hardboiled a puntate pubblicato su una rivista pulp. Ray Donovan è maniera all'epoca della drammaturgia seriale, ed è questo (la possibilità di ripetersi all'infinito) il primo motivo della sua longevità. Il secondo è la capacità che ha avuto la creatrice Ann Biderman di adeguare il suo soggetto da procedurale al sentire moderno, accerchiando Schreiber di storie e personaggi in evoluzione, interpretati da signori attori del calibro di Jon Voight, Eddie Marsan e, nelle ultime stagioni, Susan Sarandon.

 

AMAZON PRIME VIDEO

The Man in the High Castle (Usa, 2015) - Quarta stagione dal 15/11/2019
È una regola sempre valida: se il dottore prescrive di leggere un romanzo ucronico apocalittico, con tutto il carico di pesantezza che si porta dietro, che almeno sia scritto dal migliore di tutti. La svastica sul sole, pubblicato nel 1962 da Philip K. Dick, è là nel pantheon del sottogenere di fantascienza più inquietante, ma anche più educativo. Dal romanzo, Amazon e Ridley Scott hanno prodotto questa serie ideata da Frank Spotnitz, che è fedele al romanzo nelle sue premesse, ma aggiunge nuovi personaggi e modifica un dettaglio fondamentale allo scopo di aggiungere mistero alla narrazione. La storia è sempre quella di un'America uscita sonoramente sconfitta dalla Seconda guerra mondiale. I nazisti hanno sganciato l'atomica su Washington e hanno occupato la costa Est del paese, mentre i giapponesi sono sbarcati a Ovest e hanno colonizzato la costa pacifica. In mezzo, come cuscinetto in questa versione ucronica della Guerra fredda, gli indipendenti e ininfluenti Stati delle Montagne Rocciose, che ospitano l'ormai debole resistenza americana. Ma se in La svastica sul sole sia i nazisti sia il capo della resistenza, il misterioso Uomo dell'alto castello, sono alla ricerca di un romanzo (La cavalletta non si alzerà più) che racconta una Storia alternativa in cui gli Stati Uniti hanno vinto la guerra, in The Man in the High Castle l'oggetto del contendere ha lo stesso titolo, ma è un documentario che apre le porte a possibili realtà parallele in cui nazisti e giapponesi non hanno conquistato il mondo occidentale.

 

NOW TV

Divorce (Usa, 2016) - Terza stagione dal 13/11/2019
Per anni, dopo la fine di Sex and the City, il ruolo televisivo più importante per Sarah Jessica Parker è stato quello, muto e non concordato, di se stessa in tre puntate della quattordicesima stagione di South Park, dove i due delicatissimi autori la usano come standard assoluto di bruttezza e lasciano che venga apostrofata con un mirabolante “asino-transex-strega”. Meglio 13 anni di silenzio (e di parodie) dunque, piuttosto che passare immediatamente e senza criterio da un cult generazionale come Sex and the City a una nuova serie che avrebbe rischiato di soccombere al paragone. Dopo una dozzina d'anni e spicci di silenzio televisivo, Parker è tornata protagonista di una serie e ha scelto Divorce sicuramente per l'egida HBO, che produce supervisiona e distribuisce esattamente come per Sex and the City, ma anche per un ruolo, quello della fedifraga e presto divorziata Frances Dufresne, che le ha permesso di esplorare sia la commedia, sia il dramma. La spina di Divorce è stata staccata dopo sole tre stagioni, con l'ultima che arriva finalmente anche in Italia, e non ha avuto nemmeno lontanamente il successo o la rilevanza di Sex and the City. Ma almeno Parker ha atteso il progetto giusto per tornare in televisione, senza svendersi. Quello l'ha fatto al cinema e con la malvagia pubblicità di una birra che ha coinvolto anche il Drugo Lebowski.

Insecure (Usa, 2016) - dal 14/11/2019
Sapete a chi è che vale davvero la pena di volere bene? È la stessa persona che ha preso la lezione di commedia esistenziale e psicanalitica da Woody Allen, se l'è cucita addosso adattandola ai tempi e risparmiandosi tutte le complicanze di sposare la figlia adottiva dell'ex moglie, e ne ha fatto prima una webserie distribuita su YouTube, Awkward Black Girl e quindi una serie per HBO ripulita, raffinata e ribattezzata Insecure. Lei è Issa Rae e da tre stagioni scrive, produce e interpreta la sua omonima protagonista in un racconto esilarante (e allegoricamente autobiografico) su quali siano le idiosincrasie, le ansie e (come da titolo) le insicurezze che deve affrontare una donna di colore trentenne a Los Angeles. Insecure è scritta con una brillantezza appuntita e urticante, un flusso di coscienza organizzato ed esuberante, che mette alla berlina in maniera esilarante eppure veritiera le sorti di una generazione in bilico tra inutilità e disperazione.

 

LE INVISIBILI - OVVERO: COSA ASPETTANO A PORTARCELE?

Che poi in realtà, alla fin della fiera, sotto sotto, la maggior parte delle volte che i signori al comando non ci danno soddisfazione e non portano in Italia serie che andrebbero assolutamente coccolate, non lo fanno per cattiveria o particolare sadismo. Succede, semplicemente, che esistono troppi stimoli. L'era del completismo a tutti i costi è finita per manifesta mancanza di tempo e risorse cognitive, anche da parte di chi lo fa di mestiere di dover conoscere e valutare tutte le serie e tutti i film. Non è più possibile. Prendi, ad esempio, Back to Life. Che, è vero, è iniziata da poco. Ma su BBC ha preso il posto che fu di Fleabag, uno dei successi più clamorosi dell'ultimo anno. Eppure, la storia di Miri, donna appena uscita di carcere dopo aver scontato 18 anni di sentenza, sin dal suo esordio si è trovata costretta a essere trasportata dal clamore vecchia scuola del passaparola, senza troppo appoggio dalla stampa di settore o dalla distribuzione internazionale. Altra storia è quella dell'altrettanto britannica Motherland, sitcom che deve farsi largo fra una concorrenza spietata. E il quid delle sitcom è che più sono intelligenti (vedi Community) più fanno fatica a fare breccia fra il grande pubblico. Qui la teoria trova conferma, con una serie brillante – non a caso ideata (fra gli altri) da Graham Linehan, già creatore di The IT Crowd – che racconta le peripezie di tre genitori (diciamo) single, due mamme e un papà, e che dopo la prima stagione (prodotta e messa in onda nel 2016) ha dovuto aspettare ben due anni per poter proseguire con una seconda stagione. Infine proponiamo Pure. Che, per tornare a un punto di riferimento ormai noto, è una versione meno posh e più da battaglia di Fleabag. La storia, ispirata al romanzo autobiografico pubblicato da Kirstie Swain, è quella di Marnie e della sua particolare (e rara) tipologia di disturbo ossessivo compulsivo, conosciuta come Puramente ossessiva, abbreviata in inglese come Pure O; chi è affetto da questo disturbo esperisce di continuo pensieri intrusivi e non voluti. Che, nel caso di Marnie, sono di natura squisitamente sessuale.

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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