Film Tv Rewind

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Pier Maria Bocchi dice che La legione dei dannati è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 12:35.

Senza indizio di Thom Eberhardt è in streaming su Prime Video

Arriva il primo novembre su Netflix la terza stagione della serie incentrata su un adolescente affetto dalla sindrome di Asperger. A che punto sarà il suo percorso di emancipazione verso una vita normale e indipendente? Intanto vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Arriva in sala Miserere , opera seconda di Babis Makridis. Su FilmTv n° 43/2019 abbiamo intervistato il regista, qui vi proponiamo un altro esempio della cosiddetta "new wave" greca.

Il genere supereroico e tutte le sue sfumature. Una riflessione di Mauro Gervasini.

Una coppia, Manhattan. È nel prossimo film di Woody Allen, atteso a fine novembre nelle sale italiane. Ma anche in questo film di culto, di cui recuperiamo la locandina scritta da Emanuela Martini.

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

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News


16 Luglio 2019

Film Tv Rewind

Film Tv Rewind è in edicola.
E costa 5,50 euro (Film Tv 29 incluso).

(Non) breve storia di cosa significhi oggi stampare le parole su carta. Nonché del perché (e del percome) il prezzo di Film Tv Rewind (insieme a Film Tv 29) sia cinque euro e cinquanta.

Cari lettori, amici di lettori, amici di amici di cugini di lettori, semplici curiosi. Questa storia è per voi.

Per voi che comprate Film Tv tutte le settimane - e quindi presumiamo siate molto interessati alla sua funzione di guida televisiva - e vi trovate un prodotto che non avete chiesto insieme alla vostra guida preferita.

Per voi che ci comprate ogni tanto perché, magari, la televisione lineare la guardate sempre meno e comprate Film Tv perché vi interessano gli sguardi su cinema, sulla musica e sullo spettacolo dei nostri critici e collaboratori, e che se dovete scegliere un numero da acquistare nelle prossime settimane volete sapere perché questo dovrebbe essere quello giusto, anche se costa di più.

E infine anche per voi che, forse, osservate, commentate, prendete nota e nutrite la vostra passione anche solo frequentando la nostra pagina su Facebook, il nostro o gli altri numerosi, ricchissimi, debordanti siti di informazione.

Quando siamo andati a presentare il concept di questo libro/giornale Film Tv Rewind al nostro distributore nazionale - il soggetto che si occupa di portare in giro per l'Italia ogni settimana le 50.000 copie di Film Tv - ci ha detto: "Bellissimo prodotto, rischioso ma bravi."

Rischioso. Focalizzate la vostra attenzione su questa parola e provate ad immaginare quale possa essere precisamente la propensione al rischio di una qualsiasi impresa editoriale alla quale giungono puntualmente questo genere di dispacci: "Chiudono venti edicole al mese", "La gente non legge più", "E comunque anche se legge preferisce leggere gratis su internet".
Vi anticipiamo in forma rotondamente grafica questo indice di propensione al rischio: 0.

Zero propensione al rischio. È normale. Sarebbe persino sano.
Se non fosse che.

Stampare parole su carta significa credere in un sistema distributivo che ha bisogno di sostegno e di rinnovamento. Ma intanto, prima che l'innovazione arrivi, significa credere nel camion che parte all'alba di ogni lunedì da Milano con le copie di Film Tv destinate alla Sicilia e significa credere nelle edicole di Trapani che saranno raggiunte e fornite grazie ai trasporti più precisi e capillari dei distributori locali, fondamentali anelli della catena, ulteriore elemento in cui bisogna credere.

Significa credere nelle persone. In chi un giornale lo pensa, in chi lo dirige, in chi lo scrive, in chi lo illustra, in chi lo impagina, in chi lo corregge dai refusi. In chi lo compatta in informazione digitale e lo spedisce via rete. In chi lo riceve e ne fa lastre per la stampa, il primo fondamentale passaggio di liberazione delle informazioni dal giogo dei monitor e degli schermi sui quali transita l'ampia maggioranza delle informazioni di cui ci nutriamo.

Significa credere in chi prende i fogli che escono dalle rotative, li controlla, li piega, li monta, li verifica, li assembla, li taglia per fargli prendere la forma finale.

Questa catena marchiata dal credere non avrebbe senso se non fosse sostenuta da una fiducia superiore, sovrastante, primitiva.
Quella del lettore, la vostra.

Ed ecco perché questa storia è raccontata principalmente a voi.
Perché se voi non ci dimostraste questa fiducia tutte le settimane, o anche solo alcune settimane nell'arco di un anno, se voi non ci commentaste, criticaste, scriveste via mail per farci sapere cosa pensate dei prodotti che realizziamo, noi potremmo solo far valere la regola dello 0.

Certo, potremmo avere sbagliato ad interpretare i vostri segnali, potremmo avere preferito ascoltarne alcuni e ignorarne altri, ma ehi, per quanto ci si metta d'impegno, nessuno è al riparo dagli errori. Quel che è certo è che l'acquisto di un giornale si fonda, oltre che sulla fiducia, anche su un prezzo. E per trovare un prezzo a questo prodotto abbiamo dovuto prendere in esame e scartare diverse formule. Alla fine la scelta si è ristretta tra un prodotto con un prezzo elevato e una distribuzione molto ridotta oppure una tiratura parallela al settimanale, quindi decisamente alta, perché lo stesso prodotto potesse essere disponibile a tutti coloro che ci comprano normalmente e con un prezzo popolare calibrato per tutte le tasche. Per distribuire nelle edicole un prodotto nuovo costruito da zero era necessario però essere sostenuti da una spalla: l'obbligatorietà di acquisto insieme al settimanale Film Tv per una settimana. Senza questa spalla di sostegno, senza questa stampella di garanzia, Rewind numero 1 non sarebbe quasi neanche potuto arrivare nelle edicole, non con i nostri numeri, non con la nostra capacità di fuoco promozionale: non siamo Sorrisi & Canzoni.

E quindi abbiamo scelto: Film Tv Rewind numero 1 (3,50 euro) + Film Tv numero 29 (2 euro) = 5,50 euro. Anche sapendo che questa opzione ci espone al rischio che qualcuno di voi possa dire "No grazie, per questo numero passo e mi compro una normale guida tv". Il rischio è qui, nel differenziale tra chi di voi dirà legittimamente "Bello, ma no grazie" e tutti quelli che diranno "Sì, okay, ci sto." Più quelli che diranno "Va bene, se acquisto un numero di Film Tv al mese allora posso comprare questo."

E adesso, adesso che abbiamo Rewind numero 1 stampato in mano, adesso che lo vediamo e lo soppesiamo e lo sfogliamo, con questa carta corposa ma al tempo stesso leggera, in questo formato grande e spettacolare che valorizza le fotografie e quindi il lato visivo del cinema, ora che finalmente possiamo leggere i testi stampati con l'inchiostro e non più su uno schermo, ora anche noi pensiamo "Bello, operazione rischiosa, ma bello".

Bravi ancora no.
Se siamo stati bravi, se abbiamo azzeccato la formula, se abbiamo indovinato il prezzo, ce lo direte voi. Lo scopriremo dai vostri commenti, lo scopriremo dai dati di vendita.

Per passare dall'idea di Rewind all'oggetto stampato sono stati necessari tantissimi passaggi, umani. Ci piacerebbe ringraziare tutti ma non è possibile salvo far diventare questo testo un elenco interminabile di nomi (per dire, sono 24 solo i collaboratori che le hanno scritte, le parole stampate di Film Tv Rewind). Allora abbiamo pensato di affiancare a questo testo una galleria di immagini fotografiche (molte). Con le quali cerchiamo di trasmettere l'essenza di Film Tv Rewind e in cui troverete anche i ringraziamenti specifici.

Sicuramente dobbiamo ringraziare Il Fatto Quotidiano e il suo mensile Millennium perché hanno ispirato il formato di Film Tv Rewind e ci hanno messo sulle tracce della meravigliosa carta ecologica su cui è stampato.

Vogliamo ringraziare il distributore So.Di.P che per primo ci ha detto "Rischioso ma bello". E i distributori locali che stanno portando il nostro giornale in tutti i punti vendita regolarmente serviti dal settimanale Film Tv.

Un saluto e un augurio speciale va alle edicole. A quelle che stanno lottando contro un mercato editoriale in sofferenza cronica, a quelle che soffrono quotidianamente per tenere la serranda alzata, a quelle che si sono riunite qui su Facebook per cercare di fare rete, come Edicola Amica o nei sindacati come Sinagi e SNAG e tante altre realtà che ancora credono nel valore delle parole su carta.

A proposito della carta. Perché la carta di Film Tv Rewind è bella e quella di Film Tv settimanale invece no?

Sono due prodotti con tempi di produzione molto diversi e hanno, ovviamente, due prezzi molto diversi. Anche volendo, anche se voi lettori foste disposti a pagare qualcosa in più per il nostro settimanale non riusciremmo a stamparlo su una carta di questo tipo che ha bisogno di un processo di stampa più lungo: i tempi del settimanale sono tiranni e con la contrazione del mercato editoriale è sempre più necessario essere in edicola il più rapidamente possibile. Film Tv chiude il venerdì notte e viene stampato in turni speciali per essere in edicola già a partire dal lunedì mattina. Detto questo se scopriremo dai dati e - più velocemente ancora - dai vostri commenti a questo post, che avete apprezzato Rewind, valuteremo se rimettere mano a Film Tv settimanale per renderlo ancora più unico e per dargli il miglior supporto cartaceo compatibile con i tempi di produzione e con la nostra dimensione editoriale, sempre nel rispetto degli standard ecologici ai quali abbiamo deciso di aderire.

Alla fine di questa catena produttiva e di ringraziamenti, vogliamo citare anche il manifesto per un motivo molto particolare.

La comunicazione qui su Facebook diventa ogni giorno più difficile. La concorrenza è spietata, i muri degli utenti scoppiano, le notizie passano in un baleno, l'attualità mangia se stessa e ormai per accalappiare la nostra attenzione chi vuole dire una cosa deve farlo in tre parole, acute, intelligenti, furbe.
Ma il manifesto no: rilancia i suoi pezzi semplicemente con le prime righe dell'articolo senza offrire il fianco alla furbata, alla battuta veloce. Anche quella del Manifesto è una forma di credere. O di non credere fino in fondo che su Facebook non si leggano più di dieci parole in fila.

L'idea di questo lungo testo da leggere (o da ignorare) è nato grazie a loro. Se no forse ce la saremmo cavata con un buon titolo e una battuta.
E anche voi.

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