I due (nuovi) papi

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Pier Maria Bocchi dice che Lo scapolo è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 04:45.

Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Certainly it constitutes bad news when the people who agree with you are buggier than batshit.»

scelta da
Lorenza Negri

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News


10 Gennaio 2020

I due (nuovi) papi

Fuori(le)Serie #028

Il 2020 delle serie in streaming, dopo una prima settimana di assestamento, mette in tavola il primo asso, con il ritorno di Paolo Sorrentino e Jude Law in Vaticano, raggiunti dal New Pope John Malkovich. Per controbattere a tutta questa spiritualità, il palinsesto propone anche le drag queen di AJ and the Queen, gli assassini imbranati di Scissor Seven, i supersoldati di Treadstone e la yakuza in trasferta londinese di Giri / Haji.

 

NETFLIX

AJ and the Queen (Usa, 2020) - dal 10/01/2020
Tutti – e con tutti si intende proprio tutti, tutte e tutt* – si sono confrontati, nella propria vita, prima o poi, con il desiderio e il bisogno di sentirsi, per una volta, divine. Non c'è bisogno di mentire a se stessi. Il mondo si divide fra chi soffoca questa necessità nella seriosità, nel timore del giudizio altrui, nel perbenismo e in una morale condiscendente, passando la vita con addosso una maschera di ipocrisia perfetta per ergersi sul pulpito e giudicare; e chi invece se ne sbatte i cabasisi e fa quello che è necessario fare per ottenere la libertà definitiva: essere quello che si vuole essere, e basta. A partecipare a questa marcia sempre più trionfale ci sono, tra gli altri, le drag queen, guidate con fierezza dalla loro regina RuPaul. Artista eclettico – a inizio carriera con gli spettacoli nei nightclub, quindi come cantante, presentatore radiofonico e televisivo, attore e testimonial pubblicitario – RuPaul è celebre in tutto il mondo per la sua Drag Race, reality che mette in competizione le migliori drag d'America per incoronare ogni anno la più divina fra le divine; ma anche emissione che ha contribuito non poco a instradare fuori dal ghetto una visione non binaria e più sfumata (più reale) del gender. Con l'inizio del 2020, RuPaul rincara la dose, creando – insieme a mister Sex and the City Michael Patrick King – e interpretando questa serie fiction che racconta le avventure di Ruby Red, ambiziosa drag queen che dopo aver risparmiato una vita intera per poter aprire il suo locale, viene derubata e si ritrova con il proverbiale culo per terra. Dopo aver fatto la conoscenza di uno sgangherato camper e di un decenne reso fin troppo sveglio da una situazione famigliare complicata, Ruby Red parte per un viaggio attraverso gli Stati Uniti alla ricerca di nuova fortuna. 

Giri / Haji (GB, 2019) - dal 10/01/2020
Non capita troppo spesso di vedere yakuza in occidente. Né per strada, nella vita reale (e meno male), né tanto meno su piccoli o grandi schermi. L'aveva fatto Takeshi Kitano, nel sottovalutato Brother, mandando in trasferta/esilio a Los Angeles il suo protagonista Yamamoto ed esportando quello strano e affascinante miscuglio tra violenza brutale e attività illecite, cotte a fuoco lento – ultracentenario, in effetti: la nascita della yakuza è fatta risalire ai primi del 1600, anche se probabilmente è ancora più datata – con un incrollabile senso dell'onore in generale, di lealtà e appartenenza alla famiglia criminale nello specifico. Giri / Haji, un titolo che rimanda a due concetti preponderanti nella cultura giapponese: dovere e vergogna, trasporta l'azione yakuza a Londra, seguendo le vicissitudini di Kenzo Mori, detective della polizia di Tokyo che un giorno, improvvisamente, riceve una notizia inaspettata: suo fratello più giovane – Yuto, affiliato alla yakuza e creduto scomparso da tempo – non solo sarebbe ancora vivo e nascosto da qualche parte nella capitale inglese, ma si sarebbe pure premurato di ammazzare il nipote di un mafioso rivale, rischiando di scatenare una sanguinosa guerra tra gang. Kenzo vola a Londra per appurare la bontà delle accuse rivolte al fratello, ma soprattutto per fare quello che ogni buon uomo di famiglia giapponese ha il sacrosanto dovere morale di fare: sistemare i casini combinati dai propri parenti e restaurare l'onore della famiglia. 

Medical Police (Usa, 2019) - dal 10/01/2020
Se la vostra vita dovesse dipendere da una singola domanda a risposta completamente arbitraria, incrociate le dita e sperate vi chiedano: “Qual è il genere televisivo per eccellenza del nuovo millennio?”. La risposta, ahinoi, è il dramma medicale. La mania rischiava di prendere piede già negli anni '60, con un caposaldo del piccolo schermo americano come General Hospital (che va ancora forte dopo CINQUANTAQUATTRO stagioni). Ma sono stati Chicago Hope e E.R. – Medici in prima linea, che hanno debuttato entrambi nel '94, a spalancare le cataratte dell'inferno e a ispirare un'infinita pletora di show ambientati fra le corsie d'ospedale, tutti più o meno uguali a se stessi. Ne sono arrivati talmente tanti, di drammi medicali, che a un certo punto si è sentito il bisogno di parodiarli. Dapprima con una certa dose di contegno, vedi Scrubs, poi sbracando all'inverosimile con una delle serie – o meglio: microserie, con episodi da 4 o 5 minuti l'uno – più surreali, grottesche e nonsense degli ultimi anni, Children Hospital. E dal momento che di serie surreali, grottesche e nonsense se ne sente sempre il bisogno, gli amici di Children Hospital, ben rappresentati dall'ideatore Rob Corddry, hanno deciso di tornare con uno spinoff che, come suggerisce il titolo, alla parodia ospedaliera aggiunge quella dei procedurali polizieschi, trasformando i due medici protagonisti di Children Hospital in due sbirri medicali che viaggiano per il mondo cercando di evitare il diffondersi di un virus letale.

Scissor Seven (Cina, 2018) - dal 10/01/2020
Dal momento che i cinesi non intendono darne vinta nemmeno una agli odiati vicini giapponesi, dopo aver conquistato il mercato del sushi all you can eat, l'ex impero celeste comincia a ridurre le distanze anche nell'ambito dell'intrattenimento più giapponese che ci sia: gli anime. Solo che i cinesi li chiamano donghua. Scissor Seven, ad esempio, è il primo cartone cinese a ricevere un riconoscimento in una manifestazione ufficiale, nello specifico il Festival internazionale di cinema d'animazione di Annecy. Seven è un parrucchiere con problemi di memoria che si sdoppia come assassino prezzolato di scarso talento: nella sua poco memorabile carriera è riuscito nell'impresa di non ammazzare nessuno, nonostante sia in grado di controllare le sue forbici da barbiere grazie al chi. Le altre sue caratteristiche peculiari sono l'essere il killer a pagamento più economico in circolazione – e quindi, nonostante gli scarsi risultati, anche il più richiesto – e la totale incapacità di azzeccare un taglio di capelli. Alla fin della fiera, però, Seven ha la fortuna di essere il protagonista di un cartone. Quindi, nonostante le sue mancanze, riesce sempre a portare a termine le missioni che gli vengono assegnate grazie a un misto di umanità e di fortuna sfacciata. A Scissor Seven dovrebbe essere data un'occasione per tre buoni motivi: per primo, è un trionfo di comicità action che si ispira chiaramente al lavoro di Stephen Chow, e tutto ciò che si ispira chiaramente al lavoro di Stephen Chow va bene; per secondo, ha un approccio tecnico completamente diverso rispetto all'animazione contemporanea, indipendente e originale; per ultimo, infine, è strapieno di animali buffi che parlano, cantano e si picchiano forte. O meglio, picchiano forte il povero Seven. 

Titans (Usa, 2018) - Seconda stagione dal 10/01/2020
C'era una volta Adam West, con la sua versione fine anni '60 e super camp di Batman: colori accesi, coreografie, cattivi non tanto sopra quanto oltre le righe, e tutta la serie di PUM! PIFF! e SPATATRACK! che oggi amiamo ricordare con affetto. Poi è arrivato Tim Burton, che ha conservato un po' di quel kitsch cartoonesco, scurendolo con una buona quantità di gotico. Infine, ecco la rinascita dei supereroi al cinema con l'ingresso trionfale di Christopher Nolan, che ha portato gli uomini in calzamaglia nell'età adulta dei thriller che si prendono il più possibile sul serio. Titans è il figlioletto un sacco entusiasta di Nolan, quello che prende fin troppo alla lettera le cose che papà gli ha insegnato. È vero, i membri della squadra di vigilanti capeggiata da un riluttante Dick Grayson (un passato da Robin prima di mettersi in proprio come Nightwing) non sono più adolescenti, come quando avevano iniziato la loro esperienza di combattenti per la giustizia ribattezzandosi Teen Titans. Sono cresciuti e adesso, se vogliono, possono evirare i cattivi a colpi di cesoie (succede davvero). Ma resta il dubbio che i toni forzatamente adulti, tenebrosi e drammatici siano una ripetizione a pappagallo e poco originale delle atmosfere rese celebri da Nolan.

 

AMAZON PRIME VIDEO

Treadstone (Usa, 2019) - dal 10/01/2020
Dalla mente del guercio Tim Kring – un eroe che ha debuttato come sceneggiatore di Supercar ed è finito a ingannare il mondo intero con Heroes, facendoci credere che fosse la cosa migliore del mondo prima di schiantarsi a velocità massima contro il muro della mediocrità – e con il prezioso aiuto di un regista troppo sottovalutato come Ramin Bahrani (Chop Shop, Goodbye Solo), arriva una di quelle idee che chi è un fan della saga di Jason Bourne ha passato l'ultimo anno solare a salivare in maniera incontrollata. Perché non facciamo, dice Tim Kring, una bella serie che racconti le origini e le motivazioni dell'operazione Treadstone, quel programma top secret implementato dalla CIA che attraverso protocolli di modificazione comportamentale è in grado di trasformare una persona in una macchina da guerra infallibile e dalle caratteristiche sovrumane. Insomma, quel campo scuola di lavaggio del cervello per agenti segreti che ha creato Jason Bourne e ha fatto credere a tutti che quella tenera orata di Matt Damon potesse essere un eroe action credibile. Treadstone inizia nel 1973 a Berlino, quando l'agente CIA John Randolph Bentley riesce a sfuggire ai sovietici che avrebbero voluto bournizzarlo al contrario grazie al loro personale metodo di riprogrammazione, chiamato Cicada. Nel frattempo, ai giorni nostri, una serie di agenti ricondizionati vengono risvegliati e creano scompiglio in tutto il mondo. 

 

SKY GO

The New Pope (Italia/Francia/Spagna/Usa, 2020) - dal 10/01/2020 
Al mondo, collettivamente, ora come ora si sente la mancanza di un sacco di cose – risorse meglio distribuite, buon senso, pace, onestà, i dodo – ma di certo non si soffre per la carenza di papi. Dal 2013 abbiamo un doppio pontefice che, con la finzione che rincorre costantemente la realtà, a sua svolta si è ulteriormente sdoppiato in un resoconto più o meno realistico (il bel I due papi di Fernando Meirelles) e in uno più surreale e fantasioso. The New Pope è l'atteso seguito di The Young Pope, la serie che nel 2016 ha segnato l'ingresso in pompa magna di Paolo Sorrentino nel magico mondo del piccolo schermo. Una prova di forza per un autore che ha sempre imposto la propria personalità sul racconto e sulla messa in scena cinematografica, e non ha di certo avuto paura a fare la stessa cosa al suo esordio con una serie tv, descritta dallo stesso regista e sceneggiatore come un film lungo dieci ore. The Young Pope, sospeso tra lampi geniali ed evoluzioni compiaciute e fini a se stesse in cui Sorrentino urla al mondo “Guarda mamma, senza mani!”, è riuscito quasi sempre nel suo intento di rimasticare la grammatica seriale moderna, portando in tv qualcosa di innovativo. Anche per questo sarebbe stato ingiusto e poco sensato realizzare semplicemente una seconda stagione della storia di Lenny Belardo (Jude Law), il papa giovane del titolo che, eletto a sorpresa e nonostante i suoi soli 40 anni, getta scompiglio in Vaticano con un nuovo approccio al papato, tra modernità (nei metodi) e reazionarismo (nei contenuti). L'unico modo possibile per proseguire era un sequel con un nuovo titolo, The New Pope, che ritrova papa Belardo dove l'avevamo lasciato al termine del primo capitolo: in coma. Gli alti papaveri vaticani scelgono di rimpiazzarlo con sir John Brannox (John Malkovich), inglese dalle origini nobili, dai comportamenti sopra le righe e soprattutto dalle posizioni politiche e religiose più moderate rispetto al giovane collega.

 

NOW TV

Ghosted (Usa, 2017) - dal 08/01/2020
Non solo Max Jennifer (Adam Scott) ha un nome sontuoso, ma è anche un accademico geniale che un tempo, prima di essere costretto a sbarcare il lunario come dipendente di una libreria, insegnava a Stanford; almeno finché la moglie non è stata rapita dagli alieni e Max è stato cacciato dalla facoltà perché fa brutto avere un professore che crede di essere stato in contatto con gli extraterrestri. Leroy Wright, dal canto suo, è un ex detective della polizia di Los Angeles, licenziato in seguito alla morte in servizio del suo partner: un uomo della strada, scarpe grosse e cervello fino, che sa come si sta al mondo e che non ha tempo per tutte le belinate spaziotemporali aliene extrasensoriali del prof. Jennifer. Ma anche Leroy è incastrato in un lavoro, addetto alla sicurezza in un centro commerciale, che lo fa fumare di frustrazione. Dunque, quando alle rispettive porte dei due protagonisti bussano gli emissari del misterioso Bureau Underground con la proposta di indagare su una serie di eventi inspiegabili, che a loro volta dovrebbero tutti collegarsi a una misteriosa entità che starebbe minacciando l'esistenza del genere umano, sia Max sia Leroy accettano di diventare agenti del paranormale e cominciano a investigare. Tutto molto bello, peccato che Fox abbia preso a colpi di accetta la serie prima ancora che finisse la prima stagione, nel momento esatto in cui Ghosted stava cominciando a macinare in maniera sensata, e oltretutto trasmettendo gli episodi nell'ordine sbagliato. Li pigliasse un ectoplasma.

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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