Il figlio del re dell'horror

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Giulio Sangiorgio dice che L'uomo senza ombra è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 21:00.

Dal 1° aprile sbarca su Netflix una delle comedy più stratificate e divertenti degli anni dieci: dal Dan Harmon che poi creerà Rick & Morty, la vicenda di sette outsider diversissimi che stringono amicizia formando un gruppo di studio nella scalcagnata università pubblica di Greendale. Qui vi riproponiamo la recensione della quinta stagione, che ne ripercorre la faticosa e altalenante vicenda produttiva.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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News


7 Febbraio 2020

Il figlio del re dell'horror

Fuori(le)Serie #032

In una settimana di pochi ma, se non buoni, quantomeno interessanti o comunque buffi (anche se involontariamente) il palinsesto dello streaming accoglie trionfalmente Locke & Key, la serie creata dal figlio di Stephen King, nome in codice Joe Hill; ma c'è spazio anche per il recupero fondamentale di Goop Lab, la serie che racconta la brutta fine fatta da Wanna Marchi Gwyneth Paltrow.

 

NETFLIX

Goop Lab con Gwyneth Paltrow (Usa, 2020) - dal 28/01/2020
Produrre contenuti per l'internet è il nuovo cavare sangue da una rapa. Dovreste vederle, le redazioni delle riviste online di cinema e spettacolo: un brulicare di brainstorming alla ricerca di 12 pezzi e 4 photogallery da pubblicare entro la mattinata. A salvarle ci sono Google Calendar e gli anniversari dei vecchi film, il pretesto più facile del mondo. Sapete di quale film non verrà mai ricordato l'anniversario di uscita, nonostante i 7 Oscar vinti nel 1998? Shakespeare in Love, e siano lodate svariate divinità. In un mondo perfetto, la vera motivazione sarebbe che un film che ha fatto credere a Joseph Fiennes di essere davvero un attore andrebbe proibito per legge. Nel mondo reale, c'è di mezzo soprattutto l'elefante di tutte le stanze in cui è mai stato, Monsieur Harvey Weinstein; ma anche la piega eccentrica che ha preso la carriera (e con essa la vita) di Gwyneth Paltrow. L'attrice, a suo stesso dire, a una certa si è stancata di sprecare la sua unica, preziosa esistenza a guadagnare tsunami di dollari per limonare senza lingua il manzo di turno nella commedia romantica del momento. Nel 2008 ha festeggiato, unica al mondo, i 10 anni di Shakespeare in Love e del suo Oscar fondando Goop. Il modo più sintetico di descrivere Goop è: organo di propaganda con cui Paltrow insegna l'arte della vita come si deve, quella in cui si devono evitare a tutti i costi i cibi bianchi e in cui si curano gli attacchi di panico con lo snoga, lo yoga nella neve. Goop Lab è una serie che, esattamente come Chiara Ferragni Unposted, fa scempio della parola “documentario” e funziona come costoso portavoce di un brand basato sul culto di una personalità, prima ancora che sui prodotti venduti. 

Cagaster of an Insect Cage (Giappone, 2020) - dal 28/01/2020
Basato sul manga indipendente di Kachō Hashimoto – che se l'è autopubblicato sull'internet fra il 2005 e il 2013, sotto il maestoso pseudonimo di Hashimoto Chicken – Cagaster of an Insect Cage è una serie animata post-apocalittica ambientata dopo l'avvento della misteriosa piaga Cagaster. La malattia si è diffusa rapidamente in tutto il mondo e ha contagiato la stragrande maggioranza dell'umanità, mutando gli infetti in insetti (ahah) mostruosi. 30 anni dopo l'apocalisse virale, siamo nel 2125, seguiamo le vicende dell'avventuriero barra mercenario Kidou, che gira pacifico il mondo sterminando mostri e accettando lavoretti tra un'ammazzatina e l'altra. Al momento gli tocca trovare la madre di una giovane ragazza, dopo che il padre morente di quest'ultima gli ha fatto promettere che si sarebbe preso cura della figlia. Nel frattempo prosegue la lotta tra gli insettoni mutati e gli umani sopravvissuti, con i colleghi sapiens che sembrano aver trovato la soluzione alla malattia che ha quasi sterminato la specie. In buona sostanza, se andate matti per le atmosfere di L'attacco dei giganti e avete mantenuto una certa compostezza dopo aver letto tutte queste volte CAGASTER, questa miniserie animata fa per voi: rapida, indolore e CAGASTER.  

Il farmacista (Usa, 2020) - dal 05/02/2020
Tanto tempo fa, un uomo con un sacco di barba ebbe a dire che “La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli”. Salta fuori che il signore irsuto di nome Carlo non aveva tutta questa ragione – ha sbagliato anche con la storia dello spettro che si aggira per l'Europa: non era il comunismo, era uno del Ku Klux Klan che si era perso e visto che c'era ha proseguito il lavoro da noi – e che, in un colpo di scena tutt'altro che sorprendente, il vero oppio dei popoli non è per niente metaforico e sono proprio gli oppioidi. Attenzione però, non si parla di quella cosa che è legale in mezzo mondo ma che secondo Giovanardi spalanca le porte dell'inferno delle droghe pesanti, dell'omosessualità, della coprofagia e del sesso interspecie. Si parla di tutti quegli antidolorifici e analgesici con cui le corporazioni farmaceutiche americane, previo il prezioso aiuto delle loro potenti lobby e la connivenza di una manciata di medici felici di diventare oscenamente ricchi, hanno inondato il mercato statunitense, spacciando sedativi per cavalli che hanno un tasso di dipendenza appena più basso di quello dell'eroina con la stessa spensieratezza di una nonnina che regala caramelle ad Halloween. Il risultato sono 70mila morti per overdose negli ultimi 20 anni. Coronavirus come? Fra questi anche il giovane Danny Schneider. Danny si distingue da tutte le altre vittime della crisi degli oppioidi in America perché ha un babbo, il farmacista del titolo Dan, che si impegna per battere a tappeto la Louisiana e scovare il proprietario della pill mill – letteralmente “fabbrica di pillole”, cliniche che prescrivono narcotici ai pazienti senza che ce ne sia davvero bisogno, sostanzialmente spacciatori legalizzati e (soprattutto) incontrollati – che riforniva il figlio. La sua incredibile storia è raccontata in questa miniserie doc in 4 puntate, realizzata dagli espertoni del genere (Fyre Fraud, Rest in Power: The Trayvon Martin Story) Julia Willoughby Nason e Jenner Furst.  

Locke & Key (Usa, 2020) - dal 07/02/2020
Esiste una specifica categoria di esseri umani, “quelli nati sfortunati ma con una sfiga di cui non si possono proprio lamentare altrimenti parte il corretto linciaggio”. Di solito sono i figli di. Come i figli di Bill Gates, che hanno goduto di una frazione dei fantastiliardi di paperdollari guadagnati dal babbo perché – lezione giusta, ma l'orticaria degli eredi non sarà mai curata dalla giustezza di un bel niente – i soldi te li devi guadagnare, bello mio. Il califfo supremo di questa specifica categoria è senza dubbio il buon Joseph Hillstrom King, un tenerone che nella vita non voleva far altro che scrivere ma non solo è il figlio del romanziere di maggior successo di sempre dopo gli evangelisti e Mao Tse-tung, Stephen King, ma è pure uguale spiccicato al padre. Quindi hai voglia a inventarti uno pseudonimo per firmare i tuoi libri se poi vai a presentarli e ogni singola persona ti fa: “ma lo sai che sei il sosia di Stephen King? Siete parenti?”. In ogni caso, aver assunto il nom de plume Joe Hill ha quantomeno permesso a King figlio di debuttare senza pressioni e rotture di scatole, arrivate solo a sopraggiunto successo. Ma almeno è stato un successo ottenuto con le proprie forze e senza salire sulle spalle del padre, arrivato grazie alla sceneggiatura della serie a fumetti Locke & Key, illustrata da Gabriel Rodriguez, che gli è valsa un gran numero di consensi, fra cui il prestigioso Eisner Award come miglior autore. La serie ha avuto abbastanza successo da ottenere un adattamento televisivo prodotto da Netflix e curato dallo stesso Hill. La storia è quella, abbastanza intricata e risalente ai tempi della Rivoluzione americana, di una vecchia casa coloniale del Massachusetts, in un paesino di nome Lovecraft (occhiolino occhiolino), da secoli proprietà della famiglia Locke; al suo interno si nascondono diversi portali, ognuno sigillato da una chiave diversa, collegati alla dimensione parallela della Terra dei Sogni, proprio quella che in La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath di Lovecraft (occhiolino occhiolino) ospita un sacco di mostri strani. I protagonisti sono i tre giovani fratelli Locke, che dopo il brutale omicidio del padre (collegato all'intrigo demoniaco che sta per svilupparsi) si trasferiscono con mamma nella vecchia casa di famiglia. Divertimento e demoni assicurati.

 

AMAZON PRIME VIDEO

The Bold Type (Usa, 2017) - dal 03/02/2020
Siamo d'accordo che, come sosteneva il saggio, non c'è peggior tracotante del finto umile. L'ha detto uno fra Dante Alighieri e Tina Cipollari, fate voi. Insomma, è corretto celebrare i propri successi e condividerli con il mondo. Ma non è ancora stata data spiegazione abbastanza valida alle autobiografie di gente che, statisticamente, è ancora nel mezzo del cammin della sua vita, che forse è ancora presto per alzare le mani dal manubrio e cominciare a darsi le pacche sulle spalle urlando al mondo il proprio CV. A maggior ragione, e dico forse, se i tuoi indiscutibili e incredibili successi attengono al lato un po' più frivolo dello scibile umano. Se inventi la cura per il cancro E riesci a definire la materia oscura E hai 27 anni, ho sicuramente bisogno di sapere per filo e per segno come, cosa, quando, perché e sposami. Se ti chiami Joanna Coles, sei una dragonessa dell'editoria, direttrice geniale di Cosmopolitan, la prima donna nominata Chief Content Officer per il settore periodici dello storico gruppo Hearst e hai meno di 60 anni, sei davvero bravissima e dovresti avere tutta la stima di tutto il mondo. Ma forse non hai bisogno di essere la produttrice di una serie che è la versione romanzata della tua vita e della tua carriera. Eppure c'è un'offerta laddove giace una domanda, e The Bold Type, che ormai è arrivata alla quarta stagione, è una commedia con tratti da soap opera, furba, spensierata e al passo con i tempi. E la domanda per prodotti del genere non mancherà mai.

 

APPLE TV+

Mythic Quest: Raven's Banquet (Usa, 2020) - dal 07/02/2020
Rob McElhenney e Charlie Day sono due dei tre giovanotti che scrivono e interpretano quella sitcom che, proprio come E alla fine arriva mamma, avrebbe anche un titolo italiano (C'è sempre il sole a Philadelphia) ma nessuno se l'è mai calcolato neanche per sbaglio. Ma al contrario di How I Met Your Mother, Danny DeVito e It's Always Sunny in Philadelphia non hanno avuto, in Italia, lo stesso successo che in patria li ha portati a raggiungere le 14 stagioni di programmazione. Rendendola ufficialmente la migliore sitcom che non recupererai mai perché ci sono davvero troppi episodi e, anche se non sembra, una vita ce l'hai e guai a chi dice il contrario. Dopo 15 anni a raccontare di un gruppo di buzzurri narcisisti infantili che gestiscono (male) un pub irlandese, McElhenney e Day (con la partecipazione di Megan Ganz, sceneggiatrice di It's Always Sunny) sono stati accolti sotto l'egida Apple Tv+, per la quale hanno creato una sitcom sul posto di lavoro per raccontare di un gruppo di buzzurri narcisisti infantili che gestiscono (male) uno studio che sviluppa videogiochi. C'è un sacco di bella gente in Mythic Quest. A partire da McElhenney, che si è ritagliato il ruolo dell'egoriferito Ian, direttore creativo dello studio e capo dei disagiati; e arrivando fino a F. Murray Abraham, scrittore di fantascienza fallito che scrive le sceneggiature per videogiochi su cui non ha mai posato occhio, figuriamoci averci giocato. 

 

TIMVISION

T@gged (Usa, 2017) - dal 01/01/2020
Arriva per la prima volta in Italia T@gged, thriller psicologico a target adolescenziale che ha l'immediato difetto di costringere chi ne scrive il titolo ad andare a cercarsi il tasto AltGr sulla tastiera. Ci arriva con un ritardo – bizzarro per un mercato in cui prodotti tv di ogni genere fanno il giro del mondo in tempo reale – di tre anni, dovuto soprattutto al fatto di essere stato trasmesso, in patria, da una web Tv poco memorabile per programmazione (contenuti standard per ragazzi e adolescenti a cui non far guardare Disney Channel) ma senza problemi per quanto riguarda il nome: AwesomenessTV, praticamente “GrandiositàTV”. Sobri. Siccome i programmi per bambini e ragazzi non avanzano mai, AwesomenessTV se l'è comprata Viacom, che ha pubblicato T@gged su Hulu e ne ha prodotto la terza stagione. La storia è quella di tre liceali, Hailey, Rowan ed Elisia, che vengono prese contemporaneamente di mira sui social network da un utente che usa come nickname il poco raccomandabile Monkeyman, l'uomo scimmia. Sembra proprio che il primate stia attentando alla vita delle ragazze, che si trovano costrette a risolvere il mistero dell'identità di Monkeyman prima che le loro vite vengano rovinate o, peggio ancora, terminate. Non solo il matto divertimento di uno stalker anonimo che prende di mira tre ragazze minorenni, ma anche il fondamentale messaggio per tutti i giovani all'ascolto: attenti a cosa pubblicate sull'internet, c'è sempre un uomo di mezza età pronto a farne cattivo uso. 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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