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Pier Maria Bocchi dice che Lo scapolo è il film da salvare oggi in TV.
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Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

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Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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News


17 Gennaio 2020

Il re dell'horror è anche in streaming

Fuori(le)Serie #029

Il 2020 ci ha messo poco a regalare a Stephen King il primo adattamento da un suo romanzo dell'anno solare, statisticamente solo il primo di molti: arriva, via HBO, la miniserie The Outsider, che monopolizza la settimana dello streaming insieme ad altri debutti, come Little America e Kipo e l'era delle creature straordinarie, e graditi ritorni come la sesta stagione di Grace and Frankie e la seconda stagione di Sex Education.

 

NETFLIX

The Healing Powers of Dude (Usa, 2020) - dal 13/01/2020
Ciclicamente ritorna sempre, quel momento lì in cui si affaccia sulle scene la “Serie di cui per ovvie ragioni non si può dir male”. The Healing Powers of Dude, per esempio, è una nuova sitcom che mette in fila, nell'ordine: un protagonista, Noah, che non solo è tutto tenero e pensieroso (bonus per il bambino introspettivo), ma sta anche per inaugurare la sua esperienza scolastica dopo aver passato le elementari a studiare in casa a causa di un forte disturbo da ansia sociale (bonus per il bambino con le malattie mentali, ma prese sul serio e rispettate senza imbrogli spettacolari). Un cast di comprimari, che a partire dalla famiglia (bonus al babbo un po' sfigato ma supportivo, alla mamma un po' ansiosa ma supportiva e alla sorella minore sarcastica ma supportiva), passa per i nuovi amici (bonus per la bambina asiatica con la distrofia muscolare che è l'unica a provare empatia per Noah) e, specialmente, per il cane Dude, un bastardino che ha fallito come cane guida ed è stato riciclato come animale da supporto emotivo (bonus triplo per il canetto carino e parlante che ogni tre per due si lecca i genitali). Detto questo, il karma è sempre felice quando una di queste “Serie di cui per ovvie ragioni non si può dir male” è anche fatta discretamente bene come The Healing Powers of Dude.

Kipo e l'era delle creature straordinarie (Usa, 2020) - dal 14/01/2020
Forse Kipo verrà ricordato come quel bel cartone cui i titolisti italiani hanno deciso di affibbiare un nome italiano troppo simile a quello di un celebre spinoff di Harry Potter per riuscire ad attirare l'attenzione degli spettatore in mezzo al mare magnum di Netflix. Forse Kipo verrà ricordato come quel bel cartone – spoiler? Non spoiler? Francamente, non importa – in cui uno dei compagni di viaggio dell'eponima protagonista, una ragazza che come la maggior parte degli umani in questa terra post-apocalittica vive sotto terra, alla timida dichiarazione d'amore di quest'ultima risponde con una semplicità da utopia che dobbiamo raggiungere “Mi piaci come amica perché sono gay” e la storia finisce lì. In realtà Kipo e l'era delle creature straordinarie – ideato da Richard Sechrist, già animatore per Dragon Trainer 2 e I pinguini di Madagascar, a partire da un suo fumetto pubblicato sul web nel 2015 – andrebbe ricordato (e prima di tutto guardato) perché è un bel racconto e basta. Parla di Kipo Oak, adolescente che per la prima volta nella sua vita si ritrova sulla superficie e, nel suo avventuroso viaggio di ritorno verso casa, deve fare i conti con la nuova razza che comanda la faccia della Terra, i mutes: animali mutati e senzienti che hanno costretto i pochi umani non rifugiatisi sottoterra a nascondersi e lottare per la propria sopravvivenza.

Grace and Frankie (Usa, 2015) - Sesta stagione dal 15/01/2020
Le serie semplici e belle hanno la gradevolezza del linguaggio televisivo quando fa la cosa che, seguendo la natura intrinseca del medium, gli riesce meglio: parlare con leggerezza e immediatezza, senza rinunciare al filtro della narrazione e senza ridursi a insegnare né propagandare, di quello che succede nel mondo. Grace and Frankie è così gradevole. Perché da una parte è un'esilarante commedia dalla struttura classica tanto quanto il succo della premessa: due signore attempate, caratterialmente agli antipodi e recentemente divorziate (le splendide Jane Fonda e Lily Tomlin) scoprono (tra mille frizioni) la più improbabile delle amicizie. Dall'altra è una finestra socchiusa sulla realtà della generazione appena entrata nella terza età, diversa dalla precedente e in grado di assimilare meglio i fondamentali aggiornamenti sociali occorsi negli ultimi decenni. Jane Fonda e Lily Tomlin sono “costrette” a diventare amiche e cercare supporto l'una nell'altra nel momento in cui i loro mariti confessano che non solo sono colleghi (avvocati divorzisti) e amici di lunga data, ma anche amanti clandestini da altrettanto tempo e sono stufi di nasconderlo. Ecco che Grace e Frankie devono affrontare argomenti, per prima cosa il sesso (etero e gay) dopo i 60 anni, di cui c'è scarsa traccia nei racconti della generazione di cariatidi precedente, ma che oggi val la pena non sottovalutare facendo finta non esistano. 

Sex Education (Gb, 2019) - Seconda stagione dal 17/01/2020
Già di per sé non è che l'adolescenza sia tutto questo fiore profumato; che non solo è l'età in cui si scopre troppo lentamente l'importanza dell'igiene personale, ma è anche quel momento nella vita in cui appaiono i primi concetti elaborati nel cervello e l'adolescente medio allo stato brado, confuso da queste strane immagini che appaiono di dentro al cranio, si perde a rimirare il proprio ombelico, quello del genio che ha inventato le idee, e si ritira nel suo mondo personale. Già è complicato, si diceva. Se in più hai una mamma che ti battezza Otis e di mestiere fa la sessuologa ed è completamente franca e trasparente sull'argomento, saranno anni movimentati. Se ci aggiungi pure che tua mamma è Gillian Anderson, hai anche materiale per una serie. Il succo del discorso è che Otis (Asa Butterfield) è arrivato in quel momento brutto brutto dell'adolescenza, verso i 16/17 anni, e ha ancora un rapporto pessimo con il sesso. Forse perché è un ragazzo sensibile e riflessivo, forse perché sua mamma non ha mai trattato con le pinze l'argomento, forse per un qualche trauma passato, più probabilmente per un vorticoso insieme di tutte le precedenti: fatto sta che Otis non riesce nemmeno a masturbarsi, figuriamoci ad avere un rapporto sessuale. Si confida con il migliore amico d'infanzia, Eric, che non è troppo d'aiuto e comunque ha i suoi bei problemi, essendo apertamente gay e provenendo da una famiglia molto religiosa. Potrebbe andar meglio con Maeve, ragazza ribelle considerata facile dal resto del liceo, con cui stringe amicizia a scopi imprenditoriali: i due ragazzi mettono in piedi un servizio clandestino di consulenza sessuale per i loro compagni di scuola, ognuno con il proprio problema da adolescente che sta difficoltosamente facendo la sua conoscenza con il sesso. 

Ares (Olanda, 2020) - dal 17/01/2020 
La lezione, che da qualche parte deve pur esserci, potrebbe essere riassunta e banalizzata con qualcosa come “la storia la scrivono i vincitori” oppure “per fare una frittata bisogna rompere le uova”. È la stessa lezione che Orson Welles ha raccolto nella celebre battuta de Il terzo uomo che inizia così: “In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento”. Che nella versione per i Paesi Bassi sarebbe: “Nel 1600, con l'ascesa di Amsterdam (rimpolpata dai rifugiati di Anversa), l'Olanda ha avuto guerre, finanzieri malvagi, la prima multinazionale della storia pagata con il commercio degli schiavi e ha prodotto il Secolo d'oro”. Niente di meglio della prima serie tv olandese di Netflix per condividere con il mondo le colpe di cinque secoli fa. Ares segue due amici di Amsterdam, Rosa e Jacob, giovani e ambiziosi, che nella vita sognano di ottenere soldi e potere seguendo l'esempio degli stimabili padri fondatori della Compagnia olandese delle Indie Orientali. Per non sapere né leggere né scrivere, i due amici accettano di entrare in una società segreta (Ares) che appare fin da subito loschissima, ma che raccoglie anche la giovane élite della città. Una manica di figli di Mazinga con il superpotere del buon tempo e un gusto per gli addobbi e i vestiti che ricorda sinistramente Eyes Wide Shut. Ci mettono un po', Rosa e Jacob, ma pian piano capiscono che gli appartenenti ad Ares godono dei privilegi che ostentano grazie a un patto demoniaco, legato a doppio filo con il passato di brutture che si nasconde sotto la superficie splendente del Secolo d'oro.

 

AMAZON PRIME VIDEO

Pequeñas coincidencias (Spagna, 2020) – Seconda stagione dal 15/01/2020
Visioni dantesche a parte ed escludendo le iconografie inculcate dal catechismo, e mettendoci dentro anche tutti quelli che non per forza credono davvero nella dannazione eterna, ognuno si immagina l'inferno che preferisce. Tra virgolette. Negli anni '90, l'inferno di una metà scarsa della popolazione mondiale erano le commedie romantiche che infestavano il cinema, prima che la rivincita dei nerd decretasse ascesa dei supereroi in tutina. La punizione diabolica di dover vedere per tutta l'eternità Hugh Grant che fa le facce da adorabile pesce palla mentre una canzone di Ronan Keating accompagna l'incontro casuale con la futura, inaspettata, conquistata contro ogni pronostico anima gemella è una prospettiva che ha terrorizzato molti per tanti anni. Poi è passata eh. Ma come tutti gli incubi che si rispettino, anche quello della rom-com non è così facile da debellare. Anzi, c'è un modo diabolico per rendere la vicenda ancora più dolorosa: serie tv che prendono le dinamiche trite e ritrite delle commedie romantiche e le gonfiano fino a farle durare dieci ore. Dieci ore di Marta, 37enne in carriera che ogni 5 anni rottama un fidanzato, e Javier, 40enne critico culinario di successo che sbandiera con orgoglio il suo status di scapolo impenitente. Due tizi che si trovano a fare i conti, parallelamente e contemporaneamente, con la rumorosa sveglia dell'orologio biologico e con la necessità di trovare al più presto un partner passabile con cui figliare. Seguono estenuanti vicende buffe varie ed eventuali in cui Marta e Javier si incrociano, ma non si scontrano. Bla bla bla, e vissero per sempre felici e contenti? Chissà, magari questa volta non è così. Sintonizzatevi! 

 

SKY GO

Emergence (Usa, 2019) - dal 13/01/2020
Sono passati ormai 16 anni da quella volta in cui ABC (leggi Disney) fece un botto insensato e in gran parte inaspettato grazie alla Wanna Marchi delle serie tv, Lost. La follia di massa generata dalla creatura (fuori controllo) di J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber non aveva precedenti (merito dei primi passi di un internet più accessibile e più veloce) e difficilmente li avrà in futuro – persino Il trono di spade non ha raggiunto certi livelli di fanatismo religioso. Per quanto sia improbabile riuscire a scatenare un nuovo effetto Lost, Disney e ABC hanno abbastanza fondi per continuare a provarci nei secoli dei secoli. Negli ultimi tre lustri, innumerevoli figli maledetti di Lost – delle sue atmosfere enigmatiche e tese, della sua abilità mitopoietica – si sono avvicendati sugli schermi ABC cercando di riempire il vuoto lasciato dal padre putativo. Un brevissimo elenco di tutti i fallimenti: FlashForward, Invasion, Resurrection, The River, The Whispers, The Crossing. Pure Emergence si incunea nello stesso soldo, ma sembra che stavolta ABC si sia fatta ingannare e abbia prodotto una serie bella, ma che ha anche una propria identità, distinta da quella di Lost nonostante le innegabili influenze. La storia è quella di Jo Evans (la sempre ottima Allison Tolman), capo della polizia di Peconic Bay, Long Island e mamma single, recentemente divorziata, dell'adolescente Mia. Investigando nelle vicinanze del luogo in cui è avvenuto un misterioso disastro aereo, Jo rinviene una ragazzina, unica sopravvissuta all'incidente e apparentemente vittima di un'amnesia totale che le impedisce di ricordare non solo i dettagli dello schianto, ma anche la propria identità. Quando una coppia si presenta in centrale e prima finge che la giovane sia Olivia, la loro figlia scomparsa, e quindi prova a rapirla con la forza, Jo decide di adottare la ragazza e proteggerla dal misterioso mistero che misteriosamente la minaccia. 

The Outsider (Usa, 2020) - dal 17/01/2020
Se fossimo in un romanzo di Stephen King, rappresenterebbe qualcosa di apocalittico tipo il conto alla rovescia per la fine del mondo: meno tempo passa dall'uscita di un nuovo romanzo di King al suo adattamento cinematografico o televisivo, più si avvicina l'armageddon. Beh, a quanto pare non manca molto. The Outsider – che potrebbe come non potrebbe essere ritenuto il quarto romanzo del ciclo aperto da Mr. Mercedes (con cui condivide il personaggio di Holly Gibney) e proseguito con Chi perde paga e Fine turno – è uscito in America alla fine di maggio 2018, e all'inizio di gennaio 2020 è già una miniserie prodotta da HBO. E, sulla carta, che miniserie, con un adattamento per il piccolo schermo curato dal romanziere e sceneggiatore – al cinema Il colore dei soldi e Clockers, in tv The Wire e la versione americana di The Night Of – Richard Price, con protagonisti del calibro di Ben Mendelsohn, Paddy Considine e Jason Bateman. La storia è quella di una cittadina della Georgia, Cherokee City, devastata dalla scoperta del cadavere martoriato e ricoperto di morsi di Frank Peterson, un ragazzo del posto. Tutte le prove fisiche e le testimonianze oculari puntano contro Terry Maitland, rispettato allenatore della squadra giovanile locale di baseball. Dopo il tempestivo arresto, però, spuntano altrettante prove irrefutabili della presenza di Terry, al momento del delitto, a una conferenza che si è tenuta a decine di chilometri di distanza dal luogo dell'omicidio. Suspense. 

 

NOW TV

Power (Usa, 2014) - Sesta stagione dal 15/01/2020
È difficile avere una posizione su questa serie, ovvero l'opera di intelletto che ha dato definitiva credibilità come produttore e interprete a Curtis James Jackson III, l'artista precedentemente noto come 50 cent, assurto agli onori della cronaca culturale per versi del calibro di “Ti porto al negozio di caramelle/Ti faccio mangiare il mio lecca-lecca” e per l'orgoglio con cui raccontava che una volta era stato sparato ben nove volte. Ma anche mettendo da parte per un secondo Curtis, su Power rimangono comunque discreti dubbi. La storia è quella di Ghost, all'anagrafe James St. Patrick, spietato imprenditore di successo nel remunerativo mercato della droga che vorrebbe approfittare del nightclub, aperto giusto per lavanderia per i soldi sporchi, e sfruttarlo per la transizione a una vita di legalità e donnine nude. Attorno a lui, nei 48 episodi che compongono le prime cinque stagioni e che portano a questa sesta e ultima (fatta di 15 puntate), si alternano letteralmente uno sproposito di personaggi secondari impossibili da approfondire, fra cui spiccano l'amico di infanzia e socio in affari Tommy, che spinge per non rinunciare ai bei soldi facili della droga, la moglie (poi ex) Tasha, che si porta dietro tutta l'ignoranza del suo nome, e l'amica d'infanzia barra amante barra procuratore federale incaricata delle indagini su Ghost Angela. Il fatto è che Power vorrebbe tanto essere un'epica gangster profonda e adulta, che ragiona sul potere e su quanto averlo o non averlo influisca sui comportamenti umani. Ma per ora, salvo stravolgimenti dell'ultima stagione, è un'altra versione superficiale di alcuni dei cliché più abusati nel genere gangster, ben conciati in una confezione di pregevole fattura.

 

APPLE TV+

Little America (Usa, 2020) - dal 17/01/2020
È un po' che se ne parla, ma un ripasso non fa mai male. Meglio ribadire che è arrivato veramente quel momento lì, in cui le logiche commerciali della tv americana hanno imparato a rispettare e promuovere le storie di immigrati (con un colore della pelle diverso dal bianco) raccontate da altri immigrati (sempre con un colore della pelle diverso dal bianco). La realtà è che sono sempre esistite storie come quella di un 12enne desi (così si auto-battezzano le seconde generazioni degli immigrati provenienti dal subcontinente indiano) costretto a mandare avanti il motel di famiglia dopo che i genitori sono stati deportati, o come quella di uno studente universitario nigeriano che abita in Oklahoma e ha il sogno proibito di diventare cowboy o, ancora, quella di un ragazzo gay siriano rifugiato in America all'epoca di Trump; sono sempre esistite, ma erano “materiale” buono per il reportage letterario di un mensile di viaggi e cultura, non per la televisione. Ma il piccolo schermo è cambiato negli ultimi anni, anche grazie al circolo virtuoso che ha visto entrare nel mondo dello spettacolo un numero sempre maggiore e diverso di persone appartenenti a minoranze che da dentro l'industria hanno spinto per fare uscire quelle storie, le loro storie. È il caso di Kumail Nanjiani e di Alan Yang, già produttore esecutivo di Master of None, che con la collaborazione di Emily Gordon – lei e il marito Nanjiani hanno sulla cintura la tacca di una nomination all'Oscar per la sceneggiatura dell'autobiografico The Big Sick – hanno ideato e scritto questa serie antologica che fa fare un giro del mondo senza mai staccare i piedi dal suolo degli Stati Uniti d'America.

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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