Impressioni dalle serie di settembre

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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4 Settembre 2020

Impressioni dalle serie di settembre

Fuori(le)Serie #060

L'estate sta finendo, le serie no: Prime Video ricomincia a macinare serialità con la seconda stagione di The Boys, mentre su Netflix spuntano Il giovane Wallander e il terzo giro di giostra per Baby e su StarzPlay il sequel di Power.

 

NETFLIX

 

Baby (Italia, 2018) - Terza stagione dal 01/09/2020
Non ci si faccia ingannare dai mesi e mesi di coronavirus: il motivo per cui nessuno parla più di Baby - al debutto su Netflix, un paio di anni fa, aveva colonizzato il dibattito sulle pagine dello spettacolo di molte pubblicazioni italiane - è che da un certo punto in poi ci si è accorti che semplicemente non c'era niente di cui parlare. La serie, diretta da Andrea De Sica e Anna Negri, scritta dal collettivo di giovani sceneggiatori GRAMS* coordinato da Isabella Aguilar e Giacomo Durzi, prendeva ispirazione da un torbido fatto di cronaca che aveva risvegliato il grido di battaglia della coscienza collettiva - la scoperta di un giro di prostituzione che coinvolge ragazze minorenni provenienti dagli ambienti della Roma bene - e prometteva di essere una mini Suburra, o lo Skins italiano. Al limite anche solo il Tredici italiano. Le prime sei puntate avevano giusto dimostrato tanto stile e tanta voglia di parlare il linguaggio degli adolescenti per raccontare il percorso personale, famigliare e sociale che ha portato le protagoniste alla prostituzione. Ma anche altrettanto coraggio sdentato nell'affrontare con toni edulcorati e finta cattiveria la strada verso la perdizione e la perversione. La seconda stagione ha aggiunto molta carne al fuoco (omofobia, stalking, bullismo, gravidanze simulate) per il solo gusto di aggiungere carne al fuoco, senza alcuna velleità di andare a esplorare la sostanza, solo con la vacua gioia di poter azzannare tematiche scabrose e trattarle come fossero il soggetto di una soap opera. Robe che, volendo, potrebbero anche far giustamente incazzare. 

Borgen - Il potere (Danimarca, 2010) - dal 01/09/2020
Arriva anche su Netflix una serie che, di riffa o di raffa, è stata programmata spesso sui nostri schermi, ma che fa sempre bene ripassare. Si tratta di Borgen - Il potere, il manuale di scrittura creativa compilato dal drammaturgo e sceneggiatore danese Adam Price, uno che è riuscito miracolosamente a rendere interessante la vita parlamentare danese - nel frattempo infilando una serie quasi sciamanica di previsioni politiche azzeccate. Fin qui però, a meno di non considerare la politica danese particolarmente più noiosa rispetto a quelle che si svolgono altrove, niente di male: c'erano già riusciti tanti altri colleghi, da Aaron Sorkin con The West Wing a Beau Willimon con House of Cards e, perché no, anche Sorrentino con Il divo. Il grande risultato di Price è quello di aver reso avvincente il racconto del dietro le quinte politico senza il supporto di artifici retorici, esagerazioni o stratagemmi formali. Le trenta puntate di Borgen raccontano con minuzia di dettagli il dietro le quinte del governo danese guidato da Birgitte Nyborg, la prima primo ministro donna nella storia del paese (che ha anticipato di un anno la vera prima primo ministro donna della Danimarca Helle Thorning-Schmidt). C'è tutto il pacchetto: ci sono gli intrighi, ci sono gli scandali, la gestione del governo, il complicato e controverso rapporto con la stampa. Ma c'è soprattutto l'umanità, senza orpelli e ordinaria, dell'essere umano che sta dietro al capo politico, della famiglia che la circonda e delle (poche) persone che lavorano intorno a lei. 

Sister, Sister (Usa, 1994) - dal 01/09/2020
La volete sapere una cosa buffa e triste? L'argomento è quello della rappresentanza sugli schermi per le minoranze, un tema abbastanza cogente e scivoloso nell'industria dell'intrattenimento degli ultimi anni. E la faccenda buffa e triste è che, negli anni '90, a guidare la carica di una narrazione da punti di vista differenti rispetto a quelli cui eravamo abituati (bianchi bianchissimi) non erano né il cinema, né la tv che conta davvero (a livello di qualità e di posizionamento nei palinsesti), bensì le sitcom. In prima linea, in questa strana trincea di (all'epoca) sovversivi, c'era l'autore e produttore Kim Bass, creatore di serie pomeridiane raccontate dalla prospettiva di protagonisti neri. C'è stata Una famiglia tutto pepe, In Living Color - che, tra gli altri, ha lanciato i fratelli Wayans, Jennifer Loper, Jamie Foxx e Jim Carrey - e Keenan & Kel. Tutte, bene o male, arrivate anche da questa parte dell'oceano. L'unica serie di Bass che non è arrivata in Italia, e che da questa settimana appare su Netflix (probabilmente come incentivo per un revival di cui si parla ormai da un paio d'anni), è anche quella che, sotto sotto, aveva un senso più radicale: Sister, Sister. La storia è quella di Tia e Tamera, gemelle orfane dalla storia complicata. Più avanti nella serie, infatti, si scopre che il padre biologico delle ragazze non le aveva abbandonate, ma mentre era in Israele per lavoro era stato tenuto all'oscuro della gravidanza dalla madre (con cui non era sposato). Tia e Tamera finiscono con l'essere adottate da due persone separate. La prima sorella, intelligente e posata, cresce con la matrigna sarta nei quartieri popolari di Detroit; la seconda, svampita e impulsiva fanatica di Coolio (aah, gli anni '90), cresce nei sobborghi bene della città insieme al patrigno imprenditore. Le due gemelle si ritrovano per caso quando hanno 15 anni, e approfittando del loro status di credito nei confronti della vita in quanto orfane, convincono i genitori adottivi a vivere tutti insieme appassionatamente. 

The Promised Neverland (Giappone, 2020) - dal 01/09/2020
A proposito di orfani e orfanotrofi. Questa serie giapponese - che non si esaurisce con una sola stagione: a gennaio 2021 è già stato annunciato l'arrivo della seconda - è tratta dall'omonimo manga scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu, ed è ambientata nel 2045 dove, a quanto pare, gli orfanotrofi sono luoghi abbastanza diversi rispetto alle rappresentazioni, tra l'horror e lo squallido, a cui siamo abituati. Alla Grace Field House, un posto paradisiaco isolato dal resto del mondo, vivono 38 bambini senza genitori che, al di là della terribile apposizione, se la spassano davvero alla grande. La casa è gigante, piena di ogni comfort, con i bimbi che vengono nutriti con il miglior cibo possibile, dormono nei letti più morbidi di sempre, hanno vestiti nuovi e puliti, e tutti i giochi di cui possano avere voglia o necessità. Hanno anche un palliativo di mamma, la responsabile dell'istituto Isabella, che dà ai bambini tutto l'amore e le coccole di cui hanno bisogno. Ora, persino il più sprovveduto degli spettatori ha letto la premessa e ha pensato: “C'è qualquadra che non cosa”. Per la protagonista Emma, invece, non è ancora abbastanza. D'altronde, per quanto sveglia e brillante, è pur sempre un'undicenne piena di ottimismo e altruismo. Per accorgersi di quanto sia losca la Grace Field House, Emma deve mettersi in testa di infrangere le regole della casa e uscire dal suo perimetro, allo scopo di riportare all'amica Conny, recentemente adottata, il coniglietto di peluche che si è dimenticata in orfanotrofio. E niente, Emma scopre che la Grace Field House è in realtà un allevamento di carne di bambino, venduta un tanto al chilo a una specie di demoni senza nome (ma dai molti occhi) che hanno scoperto come il controfiletto di piccolo uomo sia il pasto più gustoso sulla faccia della terra. La bimba, insieme ai migliori amici Ray e Norman, progetta un piano per fuggire dall'istituto e salvare tutti i fratellini e le sorelline ignari del pericolo. 

Il giovane Wallander (Gb, 2020) - dal 03/09/2020
Kurt Wallander è il Batman svedese. Non nel senso che un ricchissimo orfano di Ystad a un certo punto decide di combattere i criminali della città (quattordici in tutto) vestito da renna con gli addominali scolpiti e i capezzoli in lattice perché ha assistito alla morte di entrambi i genitori - al termine di una serata all'opera, rigorosamente Wagner, sono spirati battendo la testa dopo essere scivolati su un enorme cacca di renna consapevolmente non raccolta da uno dei criminali di cui sopra. Wallander è il Batman svedese nel senso che è un personaggio nato su carta - il ciclo di dodici romanzi di grande successo firmati da Henning Mankell - che poi ha trovato fortuna con una serie infinita di adattamenti sullo schermo. Prima con i film per la tv (6 in tutto), le miniserie (quattro) e la serie (32 episodi in tre stagioni) prodotte in Svezia, poi con il trattamento seriale inglese impreziosito dalla presenza di Kenneth Branagh nell'eponimo ruolo (4 stagioni, ognuna formata da tre puntate ciccione) e infine con questa versione giovanile, sempre prodotta nel Regno Unito ma stavolta interpretata dal giovane manzo svedese (di formazione teatrale) Adam Pålsson. Una perenne rinascita a colpi di reboot che è testamento sia delle qualità come scrittore di Mankell (scomparso nel 2015), sia dell'imperituro successo del noir scandinavo. Ne Il giovane Wallander recuperiamo quello che sarà il futuro ispettore mangia pizza, empatico, tribolato, esistenzialista e dalla vita privata difficoltosa quando è ancora un piedipiatti di strada alle prime armi, che esegue gli ordini (anche quando non sono un granché) e affronta i conflitti interni che ne conseguono versandosi un drink velenoso dopo l'altro nel suo tristo appartamento, situato nel complesso residenziale più malfamato (e meno affezionato ai poliziotti) di Ystad. 

Away (Usa, 2020) - dal 04/09/2020
C'è Hilary Swank che deve recuperare una carriera che nel giro di una generazione è passata da “Wow! La due volte premio Oscar Hilary Swank!” a “Aspetta, chi è lei? L'ho già vista, dammi un secondo che controllo su IMDb”. Per farlo serve qualcosa di importante, tipo il ruolo di comandante nella missione che porterà i primi esseri umani su Marte in una serie finanziata da Netflix e co-prodotta da Jason Katims (Friday Night Lights), Matt Reeves e Ed Zwick (anche lui premio Oscar, ma come produttore di Traffic). Aspettatevi, da Away, un po' di tutte le cose belle da serie picaresca fantascientifica: ogni puntata un diverso problema tecnico, potenzialmente fatale, che la ciurma deve riuscire a risolvere nonostante le differenze e i conflitti interni. Ma, allo stesso modo, aspettatevi anche di non abbandonare mai veramente la Terra, dal momento che il capitano Emma Green viene a sapere, poco dopo la partenza (la navicella ha appena fatto scalo sulla Luna) che il marito ha avuto un'emergenza medica e la loro arrabbiata figlia teenager è costretta a essere arrabbiata e teenager, ma senza la saggia guida del bravo genitore. Nel frattempo, sull'astronave, la dottoressa Green deve anche gestire gli ego e le esigenze dei suoi collaboratori: c'è il russo Misha, vecchio e beffardo lupo di spazio che detiene il record di ore passate in orbita; c'è l'indiano Ram, gentile ed empatico medico di bordo; c'è il botanico inglese Kwesi, l'astronauta con meno esperienza della ciurma, a suo tempo immigrato nel Regno Unito dal natio Ghana; e c'è la stoica scienziata cinese Lu, una a cui il partito ha messo addosso tutta la pressione del mondo e che, stando agli accordi diplomatici che hanno reso possibile questa missione spaziale trans-nazionale, sarà il primo essere umano a mettere piede su Marte. 

Undercover (Belgio/Paesi Bassi, 2019) - dal 06/09/2020
Nel Limburgo, quella regione del Belgio settentrionale al confine con i Paesi Bassi, non ci si diverte solamente con la spassosissima industria del carbone (estrazione, lavorazione, imballaggio e finanche spedizione, baby). Ci sono anche molte droghe, nel Limburgo. Non solo perché se passi tutta la giornata a picconare carbone nelle miniere (del Limburgo) probabilmente le sostanze psicotrope assunte alla fine del turno sono l'unico modo per dimenticarsene e tornare a ripetere il ciclo il giorno successivo; ma anche perché il confine con gli ultra liberali Paesi Bassi è a un tiro di schioppo, e basta un malvivente appena più organizzato degli altri per mettere in piedi un traffico molto consistente e altrettanto remunerativo di pillole d'ecstasy. Però, a pensarci bene, se queste cose le conosce anche il suddetto malvivente appena più organizzato degli altri - che per comodità chiameremo Ferry Bouman, perché il personaggio si chiama così - figurati se non le sanno anche i poliziotti belgi e olandesi. E infatti la polizia del Benelux (senza Lux) si dà da fare e manda in zona i suoi due migliori agenti - Bob Lemmens da Bruxelles e Kim de Rooj da Amsterdam - con il compito di infiltrarsi nell'organizzazione di Bouman. La loro copertura è quella di una coppia di scappati di casa che si è appena trasferita con la roulotte nelle vicinanze della villa in cui il boss passa i suoi fine settimana. Parlandosi con tutta chiarezza, bisogna dire che il titolo e la premessa generici non fanno un grande favore a questa serie che, a prima vista, potrebbe essere archiviata come un poliziesco trito e ritrito. A far spiccare Undercover è innanzitutto la location, l'esotico e suddetto Limburgo, e in secondo luogo il fatto che si ispiri a una storia vera. E, si sa, per certe cose (come il malaffare) la realtà è di gran lunga più creativa e bizzarra delle più astruse fantasie. 

 

PRIME VIDEO

 

The Boys (Usa, 2019) - Seconda stagione dal 04/09/2020
Alla fin della fiera, l'idea del creatore e showrunner delle prime stagioni (quelle belle) di Supernatural, Eric Kripke, che fa comunella con la premiata coppia Evan Goldberg & Seth Rogen si è rivelata piuttosto valida. Non tanto perché, ed era una possibilità concreta, al talento di narratore fantasy del primo sia stato appiccicato l'umorismo di Goldberg e Rogen, tutto spinelli e adolescenti brufolosi (o adulti post adolescenza brufolosa) che fanno battute sulla sporcizia di qualche organo genitale maschile; piuttosto perché alle capacità creative come adattatore di Kripke, che ha trasformato in serie tv l'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson, si è unita la sagacia produttiva della premiata coppia, che ha spinto per mantenere espliciti i toni della serie, senza spaventarsi per qualche budella di troppo. The Boys, ricordiamolo, è ambientato in un universo in cui esistono i superpoteri e, come pare coerente con la natura umana, parte delle persone che li possiedono hanno accettato il lato oscuro dell'invadente celebrità che ne deriva, abbracciando arroganza e superomismo e rendendo il mondo un posto un po' più complicato in cui vivere. I Super, il facile nomignolo con cui vengono collettivamente abbreviati tutti gli uber umani con i poteri, si rivelano un pericolo concreto per tutti i poverinos normodotati. A mettersi di traverso sulla strada di gente cattiva che vola e spara laser dagli occhi, c'è una scalcagnata squadra di (più o meno) umani, guidata da un Karl Urban incattivito e lontano dall'essere (moralmente) l'eroe della situazione. The Boys si conferma, a livello di investimento e qualità, come il titolo pop di punta nel catalogo Prime Video. Ribadiamo quanto detto l'anno scorso: può non interessarvi, e comunque non sarebbe un gran problema per le finanze di Jeff Bezos. Ma poi, se si scopre che The Boys è andato male, rischia che a Crapa Pelada venga in mente di far fare ai suoi magazzinieri una settimana di team building nei campi di rieducazione cinesi.

 

STARZPLAY

 

Power Book II: Ghost (Usa, 2020) - dal 06/09/2020
C'era una volta Power. Nel senso che esiste ancora, solo che è finita l'anno scorso con la sua sesta e ultima stagione. Power è stata prodotta e creata da Curtis James Jackson III, l'artista precedentemente noto come 50 cent. Power ha raccontato la convoluta storia di Ghost, all'anagrafe James St. Patrick, spietato imprenditore di successo nel remunerativo mercato della droga, il quale vorrebbe approfittare del suo nightclub, aperto giusto come lavanderia per i soldi sporchi, e sfruttarlo per la transizione a una vita di legalità e donnine nude. Attorno a lui, nei 63 episodi della serie, si alternano uno sproposito di personaggi secondari impossibili da approfondire, fra cui spiccano l'amico di infanzia e socio in affari Tommy, che spinge per non rinunciare ai bei soldi facili della droga, la moglie (poi ex) Tasha, che si porta dietro tutta l'ignoranza del suo nome, e l'amica d'infanzia barra amante barra procuratore federale incaricata delle indagini su Ghost, Angela. Il fatto è che Power voleva un sacco essere un'epica gangster profonda e adulta sul potere e su quanto averlo o non averlo influisca sui comportamenti umani, ma poi è finita per essere talmente tanto l'ennesima versione superficiale di alcuni dei cliché più abusati nel genere gangster (per carità, ben conciati in una confezione di pregevole fattura), che una volta terminata ha preso l'unico archetipo del genere che mancava all'appello - il figliolo del boss, si chiama Tariq, che all'inizio non è d'accordo con gli affari loschi ma poi capisce che, per il bene della famigghia, deve accettare l'eredità paterna - e ci costruisce sopra un sequel. Indispensabile per gli amanti di Power, un po' meno per tutti gli altri. 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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