James Franco presenta: il primo film tratto da Twitter

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Su RaiMovie alle ore 00:55.

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L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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News


11 Dicembre 2019

James Franco presenta: il primo film tratto da Twitter

Addio e grazie per tutte le news #206

Dice: ma come si fa a tirare fuori un film da qualcosa che è stato scritto su Twitter? Non è per caso, Twitter, quel social network in cui si riuniscono le persone troppo snob per Facebook e dove interagiscono tramite cinguettii (tweet, appunto) lunghi al massimo 280 caratteri? E da una sceneggiatura di 280 caratteri è difficile trarre un film, anche se sei Tsai Ming-liang e, con tre inquadrature ben piazzate, a un paio d'ore di minutaggio ci arrivi. Il trucco, per trarre un film da uno status di Twitter, sta nello stratagemma del thread: una serie di tweet collegati l'uno all'altro per raccontare una storia che in 280 battute, spazi inclusi, è proprio difficile incastrarla. Nell'ottobre del 2015 succede che una donna di nome Aziah Wells (il cui nickname su Twitter era Zola) pubblichi un thread composto di 148 cinguettii, in cui racconta l'incredibile storia del suo viaggio da Detroit, su su al confine con il Canada, fino a Tampa, nel cuore sudista della Florida, per un tour da spogliarellista nei vari locali sulla strada. Aziah parte con Jessica, ragazza appena conosciuta che l'ha convinta a intraprendere il viaggio, il di lei fidanzato e un loro amico, che si rivelerà essere un magnaccia senza scrupoli. Il viaggio di Zola, scaturito da premesse già di per sé ragguardevoli, si trasforma in un incubo fatto di rapimenti, sparatorie e almeno un tentato suicidio. Il thread che racconta l'avventura di Aziah diventa istantaneamente virale su Twitter, anche fra alcune celebrità (è stato rilanciato, tra gli altri, da Missy Elliot e Ava DuVernay) e qualche settimana dopo la pubblicazione è diventato un reportage intitolato Zola Tells All: The Real Story Behind the Greatest Stripper Saga Ever Tweeted, pubblicato da David Kushner su Rolling Stone e presto opzionato dalla casa di produzione gestita da James e Dave Franco per un adattamento cinematografico. Quattro anni dopo, siamo tornati al presente, il progetto Zola è finalmente pronto per arrivare sugli schermi del Sundance Film Festival agli inizi del 2020. Anche se, nel frattempo, il Franco maggiore è stato investito da una serie di scandali minori collegati al movimento #MeToo e ha deciso di non dirigere il film, lasciando l'incombenza a Janicza Bravo, cineasta metà panamense e metà americana alla sua seconda regia cinematografica – il suo esordio, Lemon, è inedito in Italia – che si è fatta le ossa sul piccolo schermo che conta, collaborando a serie come Atlanta, Divorce e Dear White People

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