L'Academy mette mano all'Oscar per il Miglior film straniero

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Luca Pacilio dice che Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 03:30.

Tomboy di Cèline Sciamma è in streaming su Prime Video

È tempo di spie. Su Film Tv n° 46, in occasione dell'uscita della seconda stagione di Jack Ryan , esploriamo il mondo delle spie e dello spionaggio nelle serie tv. In questa sezione allora torniamo a una delle spie più famose della storia del cinema.

Negli ultimi anni, il panorama televisivo si è popolato di protagoniste complesse: una serialità femminista?

Torna con una seconda stagione la prima serie originale di Prime Video, prequel dei film incentrati su Jason Bourne. Dal primo novembre è in streaming, mentre qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

Callisto Cosulich salvava, in una rubrica su FilmTv, visioni e ricordi che prendevano spesso la forma di bellissime storie. Qui ci racconta di Taking Off di Forman e di come quella scena, anzi LA scena, in cui tutti fumano marijuana, gli diede qualche problemino quando decise di inserire il film in una rassegna sulla New Hollywood per la Rai.

La citazione

«Non è più possibile parlare d'arte escludendo la scienza e la tecnologia. Non è più possibile analizzare i fenomeni fisici escludendo le realtà metafisiche. (Gene Youngblood)»

scelta da
Simone Arcagni

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News


6 Novembre 2019

L'Academy mette mano all'Oscar per il Miglior film straniero

Addio e grazie per tutte le news #194

Per dare un'idea di come sia la situazione attuale. La Academy of Motion Pictures Arts and Sciences è un'organizzazione professionale onoraria che raccoglie, su invito contro-timbrato e con ricevuta di ritorno confermata e vidimata come se fosse antani, l'eccellenza dell'industria cinematografica hollywoodiana. In parole povere significa che più o meno 6mila persone, divise in 17 diverse sezioni, si prendono la briga di visionare tutti i film papabili all'Oscar e poi votare. Non è vero. I membri dell'Academy sono (statisticamente) in larghissima parte maschi bianchi over 60 e al 80% statunitensi, che non hanno né tempo né voglia di vedere tutta quella roba lì e votano in base alle campagne promozionali messe in piedi dalle distribuzioni. Tra le varie categorie artistiche, la più negletta a causa di questo menefreghismo diffuso è certamente quella per il Miglior film straniero, che a tutto lo sbattimento degli altri film unisce anche dialoghi in strane lingue e, mamma mia che paura, i sottotitoli. Risultato: in pochi visionano effettivamente la prima infornata di candidati, quella che porta all'ulteriore selezione dei nominati ufficiali. La missione di quest'anno della Academy – dopo i numeri da circo della scorsa edizione, in cui siamo andati a tanto così dall'avere una categoria per il Miglior film popolare giusto per premiare una produzione Marvel (Black Panther) – è stata quella di rendere più sensata la votazione per il Miglior film straniero. Innanzitutto è cambiata la nomenclatura e il premio è stato ribattezzato Miglior film internazionale (laddove in inglese si è sempre chiamato Oscar al Miglior film in lingua straniera), nel tentativo di nascondere un po' dello sciovinismo paternalista che gli americani hanno nei confronti del cinema a loro estraneo. Quindi sono cambiate le regole della prima fase, quella che screma la lista dei film in competizione da 93 a 10 (fino all'anno scorso erano solo 9): da quest'anno, i membri della Academy che hanno già visto (e votato o meno) uno dei dieci film rimasti in gara dopo il primo taglio, potranno segnalarlo nuovamente (prima non era previsto) anche nella seconda fase della votazione, quella che porta alla cinquina di candidati definitiva. Inoltre, e forse più importante, la Academy si è improvvisamente accorta che siamo nel 2019 e che esiste lo streaming, e ha iniziato a implementare alcune modalità in quella direzione per rendere leggermente meno complicata la vita dei selezionatori. Ora anche i membri che visionano i titoli da remoto, senza recarsi in sala, avranno diritto a votare nella prima fase. L'idea è quella di far crescere il numero di votanti e rendere più sensato – e giusto, nei limiti del possibile – il risultato della competizione. 

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