L'anno del Netflix

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Pier Maria Bocchi dice che Lo scapolo è il film da salvare oggi in TV.
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Nello stesso giorno, il 12 aprile, partono negli Usa la terza stagione di Killing Eve e la prima della nuova serie in cui è coinvolta Phoebe Waller-Bridge: Run . Quando arriveranno da noi? Nell'attesa, riproponiamo la recensione della seconda stagione della serie incentrata sul rapporto di odio-amore tra Villanelle e Eve Polastri.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

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Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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News


3 Gennaio 2020

L'anno del Netflix

Fuori(le)Serie #027

L'oroscopo cinese ha parlato: anche il 2020 sarà l'anno del Netflix, come si può notare dal palinsesto dello streaming per la prima settimana di gennaio. E ce n'è per tutti i gusti: sitcom (Alexa & Katie), anime, supereroi buffi spagnoli (El vecino), pattinatrici sul ghiaccio (Spinning Out), Robin Hood fiamminghi (I banditi di jan), Anne dai capelli rossi e anche Dracula

 

NETFLIX

Alexa & Katie (Usa, 2018) - Terza stagione dal 30/12/2019
Tesi: Netflix è un reboot di Mediaset. Svolgimento: Netflix compra tutti i film, esattamente come faceva Mediaset nel far west con la cocaina al posto dell'oro che erano gli anni '80; Netflix compra anche tutti i cartoni giapponesi: costano poco e c'è sempre qualche matto che li guarda, che era un po' lo stesso motto (solo detto con un accento più offensivo) di Mediaset sempre negli anni '80; Netflix si produce da sola i film, quando Medusa lo fa già dai tempi di Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio. Tsk, dilettanti. Ma l'insegnamento più importante che il gigante dello streaming ha tratto dai maestri del biscione è: va bene la qualità, ma senza esagerare. Vivan tutte quelle serie pluripremiate o che hanno fatto incetta di Golden Globes e di Telegatti, ma ogni tanto basta anche una sitcom, come Alexa & Katie, di adolescenti impossibilmente belli che vivono in un catalogo Ikea e hanno appena passato due stagioni ad affrontare il tema del cancro parlando il più semplice possibile per non mettere in difficoltà il pubblico. In questa terza stagione, l'ultimo anno di scuola superiore per le due migliori amiche del cuore che danno il titolo alla serie, si parlerà soprattutto di sogni, piani per il futuro, opportunità, scelte e tutta l'ansia soffocante da esse causata. Ma sempre con parole semplici.

The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened  (Giappone, 2019) - dal 30/12/2019
Un altro paragrafo del capitolo più sopra battezzato “Netflix compra anche tutti i cartoni giapponesi” va dedicato a questo anime che ha un titolo davvero pieno di lettere. La premessa assomiglia un po' a quella di Orange Road, il cartone trasmesso da Mediaset più comunemente noto come È quasi magia Johnny, ovvero: adolescente con poteri psichici fa cose e di conseguenza succedono altre cose. Ma gli anni '80 erano sotto sotto romantici, e le cose che faceva Johnny riguardavano più o meno sempre innamorarsi di Sabrina o evitare le avance di Tinetta. La sua versione di nuovo millennio, adattamento del manga di Shūichi Asō da cui nel 2017 fu tratto anche un film in live action, è invece un tizio nato con i capelli fucsia e con molti poteri psichici, che decide di tenere a freno perché gli piace l'idea di guadagnarsi la pagnotta senza leggere nel pensiero altrui, per poi potersi godere con soddisfazione i risultati della propria fatica. Tutto attorno a lui vorticano una serie di personaggi molto stupidi e altrettanto rumorosi, che fanno cose buffe e moleste e dimostrano che da grandi poteri psichici deriva una grande pazienza. Se l'idea vi sconfinfera, armatevi di altrettanta pazienza e andate a recuperare le precedenti 50 puntate: questa proposta da Netflix non è altro che una terza stagione che si è fatta prendere dalla tracotanza e ha voluto a tutti i costi un sottotitolo.

El vecino (Spagna, 2019) - dal 31/12/2019
Ce l'avete presente Ralph supermaxieroe? Quella serie tutta matta che andava a metà anni '80 su Canale 5, poi Italia 1 e che raccontava le simpatiche disavventure di un insegnante noiosetto che ottiene un costume alieno grazie al quale guadagna una serie di superpoteri; solo che perde il libretto d'istruzioni e gli tocca imparare con il metodo empirico, facendo un sacco di figure di malta nel frattempo. Se ve la ricordate ancora e non vedevate l'ora di vederne un remake ufficioso realizzato in Spagna, El vecino sarà certamente la vostra nuova cosa preferita. Sappiate che in questa versione, il costume extraterrestre viene sostituito da una boccetta di pillole e un medaglione altrettanto alieni. Inoltre, il protagonista non è più un buon caro goffo vecchio Ralph bensì un Javier che è anche un narcisista patologico, un cialtrone e un arrogante e dunque ha bisogno di un José, uno studente universitario un po' sfigatino che si è appena trasferito nell'appartamento a fianco al suo, per imparare a usare i suoi nuovi superpoteri a scopo di bene. 

Messiah (Usa, 2020) - dal 01/01/2020
C'è Damasco che ora come ora non è proprio il posto più sereno del mondo, con Trump che ha deciso che la guerra all'ISIS è finita e vinta, via tutti i soldati americani dalla Siria. Solo che non è vero, poi l'ISIS ritorna più incarognita di prima e a rimetterci sono i poverini che vorrebbero andare a comprare un paio d'etti di datteri al mercato e poi succede che scoppia qualcosa. A Damasco sono stufi e spaventati e arrabbiati, forse rassegnati, sicuramente disperati. Per quel motivo lì c'è tutta quella gente che si è fermata ad ascoltare un giovane uomo barbuto e dai capelli lunghi, che promette che riuscirà a farli scappare da quel luogo divelto dalla guerra per portarli in un posto in cui vivere in pace, e che la gente ha già cominciato a soprannominare (il giovane uomo barbuto, non il posto) Al-Massih, Il messia. Dice, ecco che Wanna Marchi ha fatto proseliti anche in Medio Oriente, solo che questo ci va giù pesante con tutta la storia della terra promessa e quant'altro. Quindi succede che un'improvvisa tempesta di sabbia blocchi l'invasione dei miliziani ISIS – coincidenza oppure l'imposizione delle mani di New Jesus? – e Al-Massih si incammina nel deserto, accompagnato da 2000 seguaci, alla volta di Gerusalemme. Almeno finché non viene intercettato dal Mossad al confine con Israele. Auguri.  

Spinning Out (Usa, 2020) - dal 01/01/2020
In teoria, in un mondo ideale, il genere “Dramma con gente che pattina sul ghiaccio” si sarebbe dovuto esaurire per sempre con la sua parodia Blades of Glory - Due pattini per la gloria, in cui Will Ferrell e Jon Heder trionfavano sul pattinaggio con la grazia di due idioti che sanno sempre tenere una faccia seria. Invece I, Tonya, con le sue candidature agli Oscar e tutto il brivido che fa salire la dicitura “Tratto da una storia vera”, ha riaperto le porte del palaghiaccio e ha riacceso i motori di tutti gli Zamboni. Un paio d'anni dopo ecco Spinning Out, con January Jones e Kaya Scodelario che interpretano rispettivamente una mamma che ha abbandonato il suo sogno olimpico per diventare una mamma che spinge ossessivamente la prole verso l'obiettivo che a lei è sfuggito, e una figlia che ha un sacco di talento sui pattini ma una volta è caduta molto male e adesso non ha più voglia di sbattersi troppo perché ci ha i traumi e alla fine non la obbliga mica il dottore. Quindi arriva uno sbarbatello figlio di un tizio molto ricco, che convince la figlia a tornare a pattinare (stavolta in coppia con lui) in cambio di un sacco di soldi; mentre nel frattempo si scopre che il pattinaggio non è l'unica cosa che mamma e figlia hanno in comune: ci sarebbe anche il disturbo bipolare. 

I banditi di Jan (Belgio, 2020) - dal 02/01/2020
Con l'ennesima conferma popolare della Brexit, spuntano tutta una serie di situazioni da ridefinire. L'uscita del Regno Unito dall'Europa significa molte cose. A parte i minimi dettagli del sanguinoso confine irlandese e della mancanza di generi di prima necessità e di farmaci che fino a ieri venivano importati dal continente, c'è anche la grossa questione di Robin Hood. Non è che esci dall'Europa e il tuo simbolo di lotta all'oppressione rimane tale anche per tutti gli altri che nell'Unione ci sono rimasti. Eh no, caro Boris. Avete voluto la Brexit? E adesso noi ci troviamo un altro bandito dal cuore d'oro che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Il nostro primo ragguardevole tentativo viene dal Belgio, con la serie tv che racconta le avventure del mitologico Jan de Lichte, un tizio fiammingo che è nato in un villaggio delle Fiandre orientali nella prima metà del 1700, giusto quando le truppe francesi (in seguito ai disastri causati dalla guerra di successione austriaca) invadevano i Paesi Bassi austriaci, rubando cibo e risorse dai poveri abitanti della zona. Jan de Lichte non ci sta, e comincia a fare il maramaldo in giro per i boschi, derubando e ammazzando qua e là i soldati invasori e ridistribuendo al popolo. De Lichte finirà catturato e giustiziato tramite supplizio della ruota. Ma quantomeno alla sua leggenda verrà dedicato un romanzo picaresco dello scrittore in lingua olandese più celebre del '900, Louis Paul Boon.

Chiamatemi Anna (Canada, 2017) - Terza stagione dal 03/01/2020
Anna dai capelli rossi ce la ricordiamo più o meno tutti, e chi non le vuole bene è nettamente una persona senza cuore. Torna a leggerti Heidi, brutto. Comunque, c'è chi se la ricorda perché ha avuto degli ottimi insegnanti che da piccolo gli hanno tirato dietro il romanzo della canadese Lucy Maud Montgomery; mentre agli altri è andata meglio e senza spigoli, potendo apprezzare dal divano la serie animata diretta da Isao Takahata alla fine degli anni '60, diventata (anche in Italia) un'eccellenza fra le trasposizioni animate di classici della letteratura, insieme all'antipatica Heidi. Questa versione di nuovo millennio è stata voluta da Moira Walley-Beckett, un passato come sceneggiatrice e produttrice di Breaking Bad, che ha reso più cupe (rispetto al canone degli adattamenti a cui eravamo abituati) le avventure di Anna. Ma i toni leggermente più adulti e le discrepanze con il romanzo – su tutte: in questa serie Gilbert, il rivale barra amico in potenza di Anna, è lui pure un orfano – non hanno impedito a un piccolo zoccolo duro di amanti del palindromo fulvocrinito di affezionarsi moltissimo alla serie, tanto da piangere rumorosamente all'annuncio che questa terza stagione sarà ufficialmente l'ultima.  

Dracula (GB, 2020) - dal 04/01/2020
Se sei BBC e proprio ci tieni più di ogni altra cosa a fare l'ennesimo adattamento di Dracula – anche se, effettivamente, le versioni per il piccolo schermo latitano rispetto a quelle cinematografiche – è cosa buona e giusta affidarti a gente di cui ti fidi e lasciare loro carta bianca. Le persone di cui fidarsi ciecamente, in questo caso, sono la premiata coppia formata da Steve Moffat e Mark Gatiss, che per conto del servizio pubblico radiotelevisivo del Regno Unito hanno già curato la resurrezione di nuovo millennio di Doctor Who e quel successo su scala globale che è stato lo Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Oggi Gatiss e Moffat addentano un boccone potenzialmente ancora più grosso di Sherlock Holmes, con una miniserie in tre episodi che cerca di riportare in auge le classiche atmosfere gotiche e sanguinolente che dovrebbero essere trasmesse dalle avventure del conte Dracula, storie di cui il re dei vampiri è fiero protagonista, non solo un cattivo soprannaturale che deve essere impalato da Van Helsing e dai suoi eredi. Per essere la prima serata della BBC, di sangue ne scorre un bel po', e di ammazzamenti vari ce n'è in abbondanza.

 

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Arrow (Usa, 2012) - dal 01/01/2020
C'è un momento in Parasite – che è uno dei film più belli all'interno della categoria dei film belli – in cui la parte di personaggi che sono poveri brutti e cattivi e furbi si dicono tra di loro, cercando deboli giustificazioni: “Loro sono buoni solo perché sono ricchi. Fossero straccioni come noialtri, sarebbero buoni ma col cacchio”. La premessa di Freccia Verde – quantomeno della sua versione anni '70, quella che ha completamente eclissato il personaggio dei fumetti classici nato negli anni '40 – è simile, ma prova a vedere se scopri le differenze: Oliver Queen è un figlio di Mazinga vero, uno che non ha mai lavorato un giorno nella vita e comunque potrebbe comprarsi il Botswana con uno schiocco delle dita, a cui non è fregato mai nulla di quello che succedeva oltre il suo naso e che alla fin della fiera decide di combattere il crimine e di passare dalla parte dei buoni nel momento in cui dei loschi figuri, rivali del padre, gli tolgono tutto il suo ben di dio. Nascosto in mezzo a una storia di vendetta, di crescita personale, di strada verso la redenzione, c'è comunque lo stesso messaggio superficiale: ricchi finti buoni e poveri finti cattivi. Travisato in: sarà la bontà dei ricchi a salvare i poveri. Poi, dal momento che Greg Barlanti e il resto della banda di creativi che ha riportato in televisione le avventure DC avevano bisogno di riempire 170 episodi, sono più le cose che esplodono e le frecce scoccate rispetto ai grandi discorsi sociali. Per quelli basta Parasite.

The Mentalist (Usa, 2008) - dal 01/01/2020
Patrick Jane la vita se l'è sempre vissuta come un pascià. Figlio di circensi, ha ereditato l'arte paterna e da adulto come mestiere si è scelto quello di re dei cialtroni, diventando discretamente famoso e altrettanto ricco come medium, sfruttando il suo talento naturale e le conoscenze acquisite sin dall'infanzia come mentalista, un tipo di illusionista in grado di analizzare i dettagli e il linguaggio del corpo delle persone, dando l'impressione di poter leggere nel pensiero. Tutto bene, almeno fin quando un rigurgito di tracotanza non spinge Patrick a sfidare pubblicamente John il Rosso, un celebre serial killer che le forze dell'ordine californiane non sono mai riuscite a individuare, figuriamoci a catturare. John prende la sfida sul personale e trucida moglie e figlioletta di Patrick, il quale non la prende troppo bene. Dopo cinque anni di riflessioni, il mentalista opta per la vendetta e riesce a farsi assumere come consulente esterno presso il California Bureau of Investigation, con l'unico scopo di poter seguire il dossier sul Rosso e prima o poi riuscire a scovarlo e batterlo. Nel frattempo le sue doti quasi sovrumane di deduzione vengono utili per risolvere qualche caso e riempire una centocinquantina di puntate. 

 

SKY GO

His Dark Materials – Queste oscure materie (GB/Usa, 2020) - dal 01/01/2020
Non c'è cosa più divina, paradossalmente, di un ciclo di romanzi fantasy per ragazzi che racconti della bellezza della scienza senza sminuirne il romanticismo o la componente spirituale, e che contemporaneamente denunci la bruttezza del pensiero fondamentalista e superstizioso. Cos'altro si vorrebbe insegnare a un ragazzino o a una ragazzina? L'inglese Philip Pullman ha pubblicato il primo libro della trilogia Queste oscure materie, intitolato La bussola d'oro, nel 1995. Poi ha dovuto aspettare dodici lunghi anni per vedere il suo romanzo adattato per il grande schermo, con quel guercio di Chris Weitz che è passato dalle commedie con Hugh Grant al fantasy con un certo spessore psicologico senza passare dal via, e i risultati si sono visti nel film che ne è venuto fuori. Un'altra dozzina di anni di riflessione, e finalmente si può festeggiare la prima trasposizione audiovisiva come si deve dell'opera di Pullman, con una serie tv ideata e scritta da Jack Thorne (Skins, This is England), che sarebbe anche quel mitico a cui affidarono la sceneggiatura dell'opera teatrale originale Harry Potter e la maledizione dell'erede. La storia di His Dark Materials è sempre quella della giovane Lyra Bevaqua, che vive a Oxford in un mondo abbastanza steampunk in cui ogni persona è accompagnata da un daimon, ovvero la loro stessa anima che ha assunto le sembianze di un animale. Lyra si trova a dover sfuggire dalle grinfie del Magisterium, l'autorità morale che guida la società e che vorrebbe entrare in possesso della ragazzina in grado di leggere l'aletiometro, uno strumento in grado di misurare la verità.

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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