La fantastica signora dello streaming

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Matteo Marelli dice che Il minestrone è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 00:55.

Dal 1° aprile sbarca su Netflix una delle comedy più stratificate e divertenti degli anni dieci: dal Dan Harmon che poi creerà Rick & Morty, la vicenda di sette outsider diversissimi che stringono amicizia formando un gruppo di studio nella scalcagnata università pubblica di Greendale. Qui vi riproponiamo la recensione della quinta stagione, che ne ripercorre la faticosa e altalenante vicenda produttiva.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

Un ricordo di Emir Kusturica e di un equivoco lungo un festival e oltre.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

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Alice Cucchetti

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News


6 Dicembre 2019

La fantastica signora dello streaming

Fuori(le)Serie #023

Tornano, con una terza stagione, i monologhi comici della fantastica signora Maisel, e improvvisamente, aggiungendo anche Kidding (Michel Gondry e Jim Carrey), The Loudest Voice (Russell Crowe e Naomi Watts) e Inside Edge (che parla di cricket, ma non c'è troppo da spaventarsi), il palinsesto dello streaming diventa un posto molto più bello.

 

NETFLIX

V Wars (Usa, 2019) - dal 05/12/2019
In questo universo parallelo in cui i vampiri esistono e quel manzo da competizione di Ian Somerhalder è il loro portavoce ufficiale – dopo 8 stagioni e 171 episodi di The Vampire Diaries, l'ex co-protagonista di Le regole dell'attrazione ci è cascato di nuovo ed è tornato a farsi la punta ai canini – un virus mortale scappa da un laboratorio di umani tracotanti e finisce con il trasformare metà della popolazione mondiale in succhiasangue costretti al peggiore dei contrappassi come castigo per una vita immorale: non poter più usare l'aglio per il soffritto. Che incubo, tratto dall'omonima serie a fumetti scritta da Jonathan Maberry. Nel frattempo, Ian Somerhalder assume l'alias piuttosto irrealistico di uno scienziato, che si ritrova dalla parte opposta della barricata rispetto al suo migliore amico del cuore. Chi è un vampiro? Chi è un umano? Lo scopriremo solo soffriggendo. 

Le amiche di mamma (Usa, 2016) - Quinta stagione dal 06/12/2019
Una calda sera estiva del 2015, è successa la tempesta perfetta hollywoodiana. Zia Becky – all'anagrafe Lori Loughlin, al momento in carcere per aver acquistato in maniera fraudolenta una borsa di studio universitaria destinata alla figlia – e Jesse Katsopolis, quel gran greco di John Stamos, sono andati da un dirigente Netflix e gli han detto: abbiamo un progetto per il sequel della nostra sitcom di culto anni '80/'90, in cui ripetiamo la premessa ma la ribaltiamo dal punto di vista femminile. Ripresosi dall'intenso orgasmo, causato dall'emozione di poter unire la moda del revival allo zeitgeist contemporaneo, il dirigente Netflix ha subito autorizzato cinque stagioni di Le amiche di mamma, seguito di Gli amici di papà, quella serie che ha segnato l'esordio (ancora neonate) delle gemelle Olsen. Negli anni bui la storia era quella di un uomo che perdeva la moglie in un incidente stradale e chiamava a raccolta gli amici più stretti per collaborare alla crescita delle tre figlie. Nella versione woke di nuovo millennio, è la maggiore della figliata dell'epoca a ritrovarsi oggi vedova a causa di un incendio e ad arruolare la migliore amica per aiutarla a tirare su i tre figli maschi. 

The Confession Killer (Usa, 2019) - dal 06/12/2019
Avete visto le due stagioni di Mindhunter e improvvisamente vi si è risvegliata la sindrome del “Rallentiamo in autostrada per dare un'occhiata a quest'incidente e vedere se c'è qualche cadavere orrendamente martoriato e incastrato fra le lamiere”? Avete abbandonato ogni remora e non volete più nascondere la fascinazione per le storture sociali e psichiche che portano alla nascita di un serial killer? Questa miniserie documentario in cinque episodi, ordunque, fa per voi, con il racconto dettagliato delle vicende che portarono l'assassino Henry Lee Lucas a diventare una terribile figura pubblica – tanto da ispirare quel filmone di John McNaughton odiato da Nanni Moretti, Henry, pioggia di sangue. In The Confession Killer, si sviscera anche il processo mediatico che ha portato un serial killer mitomane – Lucas, alla fin della fiera, è stato condannato per un omicidio pur avendone confessati, senza risparmiare lugubri dettagli, centinaia – a diventare un personaggio mediatico. 

Virgin River (Usa, 2019) - dal 06/12/2019
Scrivere pile su pile di romanzi rosa uno uguale all'altro e senza arte né parte smette di essere un attributo negativo nel momento in cui scopri che Danielle Steel, la sultana degli Harmony rilegati, con i ricavi dei 650 milioni e passa di romanzi che ha venduto in tutto il mondo ci ha pagato quattro divorzi e ci si è comprata un castello. Robyn Carr è ancora una versione del discount di Steel, ma dal suo ciclo di romanzi rosa inaugurato con Virgin River nel 2007 (a cui hanno fatto seguito altri 20 titoli: bum!) è già stata tratta un'omonima serie drammatico-melensa. Virgin River è il nome della remota cittadina della California dove l'infermiera Melinda Monroe si trasferisce per ricominciare da capo e lasciarsi alle spalle una serie di brutti ricordi. Ma come dice il saggio (Nicholas Sparks) la vita in un piccolo villaggio isolato non è semplice come sembra, e per dimenticare il proprio passato non è sufficiente scappare: bisogna imparare a guarire se stessi. 

Tre giorni di Natale (Spagna, 2019) - dal 06/12/2019
Ecco una miniserie spagnola in tre puntate a tema natalizio, che doveva essere distribuita nel 2020, ma che Natale sarebbe? senza nemmeno una sorpresa e senza nemmeno un responsabile del palinsesto che dice: “Oh, sta roba è ambientata sotto le feste, perché la mandiamo in onda l'anno prossimo?”. Una bella casa di montagna è il luogo di ritrovo festivo per una famiglia spagnola. Seguiamo i Natali delle tre figlie in altrettanti momenti della loro vita, da adolescenti, da adulte e all'ingresso della terza età. Dice il creatore e regista della serie Pau Freixas: “È come la storia che ascoltiamo davanti al camino, narrata dalla voce dolce di nostra nonna, che racconta come ha cercato di costruire un mondo perfetto, una famiglia perfetta... che però non esistono. Tutto è pieno di segreti e bugie, risentimento e rabbia. Niente è facile. Anche se dietro a tutto ciò, c’è qualcosa che ci unisce: che ci amiamo. È per questo che nascondiamo le cose e ci facciamo del male. Sbagliamo. Ma non importa, alla fine i familiari ci lasciano ricordi così potenti che, anni dopo, da grandi, torniamo da loro per recuperare l’essenza autentica di ciò che conta davvero“. 

Triad Princess (Taiwan, 2019) - dal 06/12/2019
Dice: in quest'epoca in cui l'industria dell'intrattenimento ha accettato la Cina come secondo mercato mondiale in ordine di volume e di conseguenza, per continuare a fatturare schifosamente troppo, è costretta a sottostare a tutte le sue idiosincrasie da proto-regime, come se la cava Netflix a far uscire una serie originale proveniente da Taiwan, l'isola precedentemente nota come Formosa, ma che in realtà vorrebbe farsi chiamare Repubblica di Cina, ma che la Cina comunista non riconosce come stato e non vede l'ora di riaverla tra le sue grinfie, stile Hong Kong? La soluzione è molto semplice: Netflix non è disponibile nella Cina continentale, quindi può ancora permettersi del coraggio geo-politico riconoscendo (correttamente) l'esistenza di Taiwan e producendo e distribuendo Triad Princess, divertente storia romantica/action in cui Angie, figlia di un boss delle triadi, invece di fare la bella vita con i soldi sozzi del babbo mafioso decide di diventare la guardia del corpo in incognito di una celebre attrice, venendo scagliata in un mondo vacuo e glamour con cui non ha nessuna famigliarità. 

 

AMAZON PRIME VIDEO

Swamp Thing (Usa, 2019) - dal 02/12/2019
Ce n'erano tanti di segnali che suggerivano come questo revival televisivo di Swamp Thing, personaggio dei fumetti DC creato da Len Wein e Berni Wrightson a inizio anni '70, sarebbe stato un incidente in galleria di proporzioni discrete. Innanzitutto l'annuncio, poche ore dopo la messa in onda dell'episodio pilota, che la serie sarebbe stata cancellata al termine delle dieci puntate della prima e unica stagione. Non un buon inizio. Secondo poi: che bisogno c'è di andare a rompere le scatole a Wes Craven e al suo iconico Il mostro della palude, che già nel 1982 aveva esaurito l'argomento “adattamenti audiovideo di Swamp Thing”? Ultimo ma non meno importante: Swamp Thing la serie non si concentra tanto su Swamp Thing il supereroe con i poteri della palude, quanto sulla dottoressa impiegata dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie che viene mandata a indagare sul ceppo di un nuovo virus mutante apparso in Louisiana, dove conosce lo scienziato in rovina Alec Holland e dove assiste allo sviluppo dell'epidemia, affrontando nel frattempo i fantasmi del passato. Poi compare un'entità chiamata Swamp Thing, generata in qualche modo dal virus delle paludi. Maccosa?

Inside Edge (India, 2017) - dal 06/12/2019
È inutile che ridete, voi laggiù in fondo, quando si parla di cricket. E ma che sport è, e ma sembra il baseball solo ancora più noioso, e ma non si capiscono le regole, e ma un gruppo di cingalesi al parco mi ha quasi colpito con una palla pazza. Anche se in effetti è una disciplina dal regolamento apparentemente astruso, tanto da meritarsi una sana presa in giro dal fedele suddito di sua maestà Douglas Adams, il cricket rimane comunque (secondo alcune stime) il secondo sport al mondo, dietro l'inarrivabile calcio, come numero di appassionati. A seguire questi gentiluomini inglesi (o ex inglesi, o ex gentiluomini) che si scagliano addosso palle rimbalzanti, le colpiscono di piatto con una mazza a forma di pagaia e cominciano a correre avanti e indietro come degli ossessi ci sono due miliardi e mezzo di persone. Un'enormità. Ecco perché non è così peregrina l'idea di mettersi al pari con una serie sul cricket, incentrata sulle vicende dentro e fuori dal campo della fittizia squadra dei Mumbai Mavericks, e sul racconto di tutti disastri che popolarità, denaro e corruzione riescono a portare seco. Che poi, ci sarà anche di mezzo l'egida di Amazon, ma non è così scontato per un titolo di produzione indiana il fatto di aver ottenuto una nomination agli Emmy come Miglior serie drammatica. 

La fantastica signora Maisel (Usa, 2017) - Terza stagione dal 06/12/2019
Se intraprendere una carriera da comica stand-up, per una donna, è complicato oggi – senza scordare dettagli come machismo, sessismo e cameratismo in un settore considerato (con irrazionalità aprioristica) appannaggio degli uomini, basterebbe ricordare le gimcane necessarie ad aggirare le sessioni di masturbazione pubblica di Louis C.K. – figuriamoci come poteva essere nella Manhattan degli anni '50 per Miriam, detta Midge, che è cresciuta in una famiglia ebrea alto-borghese e da cui ci si aspetta un certo standard di perfezione dettato dall'estrazione sociale; pretese che mal si accordano con una carriera da monologhista comica in fumosi locali di jazz, intrapresa dopo una sera di balordaggine alcolica provocata dalla notizia che il marito, aspirante cabarettista, le preferisce la segretaria. Torna, ed era ora, con una terza stagione la serie che ha definitivamente consacrato Amy Sherman-Palladino (già creatrice di Una mamma per amica) come una delle sceneggiatrici e scrittrici di dialoghi più abili del panorama contemporaneo. La fantastica signora Maisel riprende le fila di una seconda stagione che a sceneggiature fitte ed esilaranti aveva unito uno spirito da musical e una confezione – regia, fotografia, scenografie, costumi, parrucco, montaggio e coreografie – lussureggiante, curata come poche altre volte si era visto in una serie brillante.

 

APPLE TV+

Truth Be Told (Usa, 2019) - dal 06/12/2019
Tratta dal romanzo Are You Sleeping di Kathleen Barber, creata da Nichelle Tramble Spellman (che già aveva collaborato a The Good Wife) e prodotta, tra gli altri, da Reese Witherspoon e da Octavia Spencer (che interpreta anche la protagonista), Truth Be Told è la novità settimanale di Apple Tv+, ma anche una serie con cui non diventare troppo amici. Il perché è presto detto. C'è la giornalista Poppy Parnell che scrive e conduce un celebre podcast sul crimine, abbastanza famoso da permetterle di mettere il naso in indagini per omicidio e farla contribuire all'arresto del supposto serial killer, Warren Cave. Succede, però, che a Parnell venga chiesto di riaprire il caso, essendo emerso il dubbio che forse, ma forse, il buon Cave potrebbe essere innocente, o comunque non così colpevole. Per quale motivo, dunque, noi spettatori dovremmo fare il tifo per un personaggio (Poppy) che ha sbagliato, spinta dall'ambizione e dal furor sacro che il suo ruolo (auto-assegnato) di paladina della giustizia richiede, rovinando la vita a più persone senza mai dimostrarsi pentita e che adesso ritorna sul luogo (figurato) del delitto per raddrizzare i torti che lei stessa ha causato, chiedendo pure di essere trattata da eroina? Lo scopriremo solo guardando.

 

SKY GO

The Loudest Voice – Sesso e potere (Usa, 2019) - dal 04/12/2019  
Se non avete ben presente chi fosse Roger Ailes, è il momento giusto per ripassarne parte della biografia, prima che il mondo da incubo che lui stesso ha fortemente contribuito a creare non collassi su se stesso inghiottendoci tutti. Fino alla metà degli anni '90, Ailes è passato da un candidato repubblicano alla presidenza all'altro (Nixon, Reagan e George W. Bush) come ingegnere delle loro campagne elettorali e come consulente comunicativo. Nel '96, il sacripante Rupert Murdoch lo ha voluto al suo fianco come amministratore delegato di Fox News, dal cui pulpito ha predicato a gran voce (ma sempre restando dietro le quinte) il vangelo conservatore più becero e irrazionale, spingendo il pubblico (americano e non) verso l'epoca attuale della post-verità, della sensazione di pancia come strumento di percezione dei fatti. Gli ultimi vent'anni della sua vita, Ailes è morto nel 2017, li ha passati a creare un ambiente velenoso, sessista e di molestia libera e impunita all'interno degli uffici di Fox News, mentre all'esterno risuonavano i messaggi di paura da lui congegnati, che hanno influito il giusto nell'elezione alla Casa Bianca di  un mostro del calibro di Donald Trump. A Russell Crowe è toccato l'ingrato compito di vestire i panni di Ailes in questa miniserie Sky, che ripercorre gli ultimi dieci anni di vita di uno degli uomini più potenti e maledetti degli ultimi 50 anni.

 

NOW TV

Kidding - Il fantastico mondo di mr. Pickles (Usa, 2018) - dal 04/12/2019
Ci hanno messo quattordici anni a riprendersi, Michel Gondry e Jim Carrey, dall'esplosione di sensi e significati che è stato Eternal Sunshine of the Spotless Mind e quindi a ritrovarsi per tornare a lavorare insieme nella tragicommedia a puntate Kidding, il primo esperimento con la serialità televisiva sia per il regista francese, sia per l'attore di origini canadesi. E nonostante nessuno dei due abbia messo becco, a livello di scrittura, sulla serie, comunque Kidding pare un'evoluzione di molte delle riflessioni di Se mi lasci ti cancello. Ma laddove nel film del 2004, malamente titolato dalla distribuzione italiana, era possibile rivolgersi a un'azienda per la cancellazione dei ricordi sgraditi, la premessa di Kidding è esattamente speculare. Jeff Piccirillo, meglio conosciuto come Mr. Pickles, è un celebre e beneamato personaggio della televisione per bambini che, a un anno dalla tragica morte del figlioletto Phillip, propone al produttore del suo programma (nonché suo padre) una puntata dello show che tenti di spiegare ai piccoli spettatori la morte, il lutto e la perdita. Jeff vorrebbe non dimenticare, ma vorrebbe anche smettere di soffrire facendo finta che tutto vada bene, come è richiesto a ogni adulto funzionale che si rispetti.

 

INFINITY

American Woman (Usa, 2018) - dal 04/12/2019
Questa è la storia di come la sua vita è cambiata, capovolta sottosopra et cetera et cetera. Il soggetto sottinteso della frase è Kyle Richards, una donna profondamente radicata nell'universo parallelo di Hollywood (è la zia di Paris Hilton) nonché cinquantenne che riesce impossibilmente a dimostrare sia il doppio, sia la metà dei suoi anni. I più esperti di voi la ricorderanno come attrice bambina in La casa nella prateria, quindi come scream queen di seconda fascia nel cinema horror anni '70 – ha collaborato con Tobe Hooper nello splatter Quel motel vicino alla palude ed era Lindsey nell'Halloween originale del 1978 firmato da John Carpenter. Altri ancora, invece, non se la ricorderanno come starlette di svariati reality show spazzatura, da The Simple Life a The Real Housewives of Beverly Hills. American Woman è la storia autobiografica, interpretata da Alicia Silverstone e Mena Suvari, dell'infanzia di Richards, prima del successo e della definitiva entrata nel mondo della nuova nobiltà, quella di Hollywood. American Woman è anche una serie che è stata ingloriosamente accettata, nel senso di “presa a forti colpi di accetta”, dopo una sola stagione di scarsi successi. 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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