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Pier Maria Bocchi dice che Stregata dalla luna è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Romance alle ore 21:00.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

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Emanuela Martini

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News


15 Maggio 2020

Le parole che lui ci ha detto

Cent'anni fa, il 15 maggio 1920, nel XIV arrondissement di Parigi (dove oggi una piazza porta il suo nome) nasceva Michel Audiard, il decano degli sceneggiatori francesi. Un grande artista, contraddittorio come sa essere chi ha vissuto una vita intensa, giovane giornalista in un foglio collaborazionista durante l'occupazione tedesca, e in seguito, dal 1943, nella Resistenza gaullista. Infine, dopo la guerra, tra le altre cose, critico cinematografico, ma sempre a modo suo («Quando scrivevo di film evitavo di vederli per non farmi influenzare nel giudizio», dirà). André Hunebelle, regista molto popolare tra gli anni 40 e i 50, riconosce il talento della scrittura di Audiard e nel 1949 gli commissiona il copione di un poliziesco, Mission à Tanger (1949), il suo esordio. Meno di cinque anni dopo, i due incontri professionali più importanti: il regista Gilles Grangier e soprattutto Jean Gabin, per il quale scriverà ben 17 film, alcuni capolavori assoluti come Colpo grosso al casinò (Henri Verneuil, 1963) o La fredda alba del commissario Joss (Georges Lautner, 1968). Audiard è stato soprattutto uno straordinario autore di dialoghi, non aveva problemi a immergersi nella tragedia (Guardato a vista di Claude Miller, 1981, altro capolavoro) come nella commedia (su tutte, In famiglia si spara, 1963, in patria oggetto di culto). Detestò la Nouvelle Vague («La conosco la Nouvelle Vague! Ero io prima della guerra») molto sinceramente ricambiato. Truffaut lo indicava come simbolo dell'«Ancienne Vague» accusandolo di volgarità (la sua recensione di Delitto sulla Costa Azzurra, nel 1957, è tra le stroncature più spietate mai scritte) ma Audiard era un osso duro e rispondeva colpo su colpo, forse addirittura lusingato di tante attenzioni, e chissenefrega se in negativo. Del resto, è suo l'epitaffio più clamoroso sulla parentesi cinefila di Godard, Chabrol e compagnia: «Il cinema di papà riempiva le sale e quello del figliolo ("fiston") le svuotava. Dovevamo fidarci poco da subito: con la consonanza balneare del nome, la Nouvelle Vague ha mandato milioni di spettatori nella natura. Ha fatto più per l'industria automobilistica e quella alberghiera il "giovane cinema" in due anni, che il Touring Club in mezzo secolo». Michel Audiard ha avuto tre figli: il primogenito François, Jacques, a sua volta cineasta, e Bruno Meynis de Paulin, mai legalmente riconosciuto, autore di un libro struggente: Être le fils de Michel Audiard. Così come è ottima la biografia "critica" Audiard («C'est du brutal»), scritta da Dominique Chabrol per Flammarion nel 2001, da cui i virgolettati di questo articolo. Mai tradotti in italiano perché da noi Michel Audiard è totalmente misconosciuto. Eppure, per trent'anni il cinema francese ha parlato con parole sue.

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