Le serie della tavola rotonda

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Dario Stefanoni dice che La scimitarra del saraceno è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 06:30.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo di carriera pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

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Marianna Cappi

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News


17 Luglio 2020

Le serie della tavola rotonda

Fuori(le)Serie #055

Oltre al prequel adolescenziale e al femminile del ciclo arturiano (Cursed), questa settimana di serie propone in menù il documentario d'ordinanza (Il business degli stupefacenti), l'obbligatoria serie esotica per ragazzi (Sulla bocca di tutti) e il tassativo recupero di un classico (Sons of Anarchy).

 

NETFLIX

 

Il business degli stupefacenti (Usa, 2020) - dal 14/07/2020
È giunto il momento di parlare, tutti quanti tutti insieme, di droga. Che non ne vogliamo mai discutere perché esiste uno stigma grosso così e perché è un argomento complesso - ci sono di mezzo economia, giurisprudenza, comunicazione, filosofia, biologia, chimica, sociologia, psicologia, antropologia, storia e chi più ne ha più ne metta - e più riusciamo a evitare gli argomenti complessi, più tempo e più energie abbiamo per riflettere sulla scimmietta che suona i piatti, e le scimmiette che suonano i piatti sono buffe. La droga non è buffa, ma è il prodotto più redditizio dell'economia globale. Ed è totalmente regolato e distribuito - anche quando non è fuorilegge: dalla docuserie si impara (scusate la brutta parola) anche che in California, il maggior coltivatore di cannabis in America, l'erba legale rappresenta comunque solo il 20% della produzione - da un mercato nero i cui attori sfoggiano la giusta quantità di violenza, necessaria a garantirsi l'accesso al business più remunerativo in circolazione. In questa miniserie c'è una ex analista della CIA, Amaryllis Fox, che esplora (a colpi di una sostanza diversa a episodio) le ragioni e i modelli economici che sottendono al traffico di droga, i processi di produzione e distribuzione, le cifre e le diramazioni sociali. Racconta che stiamo osservando le leggi e il modus operandi del capitalismo applicati a sostanze che sono sì illegali (e nella maggior parte dei casi pericolose), ma che hanno anche una forte e costante domanda. Dove c'è domanda, il capitalismo fa nascere un'offerta. 

Cursed (Usa, 2020) - dal 17/07/2020
Occhio a non farsi infartare, ché questa serie potrebbero facilmente vendervela come “una roba fatta da Frank Miller!”. Come quando andava di moda sponsorizzare film in uscita un po' più bizzarri del solito dicendo “questo l'ha visto Tarantino e gli è anche piaciuto!”. Cursed non è propriamente roba di Frank Miller. È un romanzo illustrato fantasy di formazione, una sorta di prequel adolescenziale del ciclo arturiano, che a sua volta sarebbe il corpus mitologico delle popolazioni celtiche. Cursed è roba di Thomas Wheeler - che di audiovisivo ne sa qualcosa, avendo collaborato alle sceneggiature di Il gatto con gli stivali e LEGO Ninjago - Il film per il cinema e Trollhunters: I racconti di Arcadia per la tv - a cui Frank Miller ha partecipato con una 40ina scarsa di illustrazioni. La storia è quella della giovane Nimue - gli ardenti appassionati di materia di Bretagna sapranno già che si tratta della futura Dama del Lago - che è anche una delle poche persone rimaste nel circondario in grado di usare la magia, all'interno di un mondo che sta cercando di eradicarla definitivamente. Succede che il villaggio di druidi in cui Nimue è nata e cresciuta viene raso al suolo dai Cavalieri rossi, costringendola a fuggire seguendo le ultime volontà della madre in punto di morte: c'è da consegnare l'antica spada nelle mani di uno stregone leggendario. Nimue ha un compito ben preciso, ed è l'ultima speranza per le sorti della sua gente. Ma, nel frattempo, il potere che esiste dentro di lei cresce sempre di più e la spinge verso la vendetta, tremenda vendetta. 

Sulla bocca di tutti (Brasile, 2020) - dal 17/07/2020
Il Brasile è molto grande. Meno grande della Russia, con tutto che lei c'ha anche un sacco di Siberia che fa volume, ma molto più grande di San Marino, per dire. In Brasile, un posto grande quanto San Marino e con la stessa popolazione potrebbe essere facilmente distare qualche ora di aereo dalla più vicina forma di civilizzazione come la intendiamo noi. In un posto del genere, una comunità rurale e isolata dal resto del paese, i ragazzi del liceo locale non si fanno comunque mancare nulla. Hanno i social, sono sempre connessi, e anche se sono geograficamente distanti dalla movida sono pur sempre dei supergiovani e non permetteranno di certo a nessun matusa di nessun governo di ammorbarli con dell'analcolico moro. Per divertirsi lì in mezzo al nulla, i giovani organizzano questi rave party fluorescenti all'insegna dell'antico motto popolare “un limone non si nega a nessuno”. Baci con la lingua a gratis, nessuna mascherina ché tanto anche nella finzione della serie probabilmente Bolsonaro se la sente torrida, un virus ad alto tasso di contagio che non si sa troppo quanta morte potrebbe provocare et voilà: all'improvviso tutte le piccole grandi soap opera di una comunità chiusa e ristretta vengono alla luce, sospinte verso l'alto dallo stress sociale dell'epidemia. Cosa mai potrà andare storto, mi chiedo io?

 

PRIME VIDEO

 

Toradora! (Giappone, 2008) - dal 12/07/2020
Ryuji va in seconda superiore ed è uno che ha un papà yakuza assente e una mamma che per mantenere la famiglia lavora di notte e torna tutte le mattine ciucca come un marinaio in licenza. Ma dal momento che Ryuji è un maledettissimo adolescente, è più ossessionato dall'idea di trovare una ragazza che da quella di aiutare a riassestare una situazione famigliare disastrata. Dannati adorabili adolescenti. La questione fra Ryuji e il sesso femminile è complicata dal fatto che l'aspetto esteriore del ragazzo, così sacripante da farlo regolarmente scambiare per un delinquente di professione, non collima con quello interiore, che è buono, sensibile, dolce, remissivo, compulsivamente appassionato di pulizie e cucina. La sua nuova compagna di classe, Taiga, ha il problema speculare: fuori è un grazioso scricciolo che supera di qualche centimetro appena il metro e quaranta di altezza, dentro è una guappa che mena le mani al primo cenno di provocazione. Yin e Yang si riconoscono come tali e cominceranno ad aiutarsi a vicenda per conquistare i cuori delle rispettive cotte. Tratta da una saga di light novel - genere giapponese che unisce il romanzo alle illustrazioni in stile manga, con più risalto alla parola scritta rispetto ai fumetti - della giapponese Yuyuko Takemiya, Toradora! è una di quelle rare serie anime che vengono distribuite in Italia nonostante l'assenza di demoni, portali che conducono verso altri universi, animali antropomorfi, stregoni, guerrieri, plurime fini del mondo, alchimisti, ninja, alieni e via discorrendo. Qua ci sono solo adolescenti che fanno cose da adolescenti, ed è una novità quasi rinfrescante. 

The Fix (Usa, 2019) - dal 13/07/2020
Potreste rivedere American Crime Story: Il caso O.J. Simpson, che è un'ottima ricostruzione romanzata del più clamoroso e mediatico processo degli anni '90 - scusa Tangentopoli, ma non hai abbastanza star power. Oppure, se avete voglia di una fantasequel di quella storia, potreste mettere su The Fix, che tecnicamente con O.J. Simpson non c'entra nulla eppure parla di una ex avvocatessa, Maya Travis, che nel 2010 guidava l'accusa nel processo per omicidio ai danni della star di Hollywood Severen Johnson, detto Sevvy, assolto da ogni accusa al termine del dibattimento. Maya ha subito forte il colpo, è caduta in disgrazia ed è andata a rifugiarsi fra le foreste del nord-ovest. Ma le sirene di Los Angeles chiamano e otto anni dopo essere fuggita, Maya viene contattata dal suo ex socio, Matthew, che sospetta di Sevvy per il recente omicidio della fidanzata di quest'ultimo. L'avvocatessa ci pensa un quarto di puntata prima di tornare, carica a pallettoni, in prima linea alla ricerca della verità. Ci fossero ulteriori dubbi sul fatto che The Fix vorrebbe essere il seguito ideale (e mai successo nella realtà) della farsa che ha scagionato O.J. Simpson, fate caso alla sceneggiatrice dei primi due episodi e del finale di stagione: leggerete il nome di Marcia Clark, procuratore capo che guidava l'accusa durante il processo a Simpson. 

Sons of Anarchy (Usa, 2008) - dal 15/07/2020
L'eccesso e l'accumulo di eccesso, sono una delle colonne portanti di quella che può essere definita come una serie diversa dal solito, creata da uno showrunner decisamente diverso dal solito - Kurt Sutter, uno che si è fatto le ossa come sceneggiatore di The Shield e che valuta i critici poco appassionati di Sons of Anarchy come “gente troppo fottutamente pigra”. Sutter scrive di gang ispirandosi all'Amleto, venandolo con tracce (più) esplicite (del solito) del mito di Edipo, adattandolo a un microcosmo anarchico e brutale che cammina lontano dalla legge, e si ritrova a scavare con sistematico nichilismo una fossa profonda, oscura e disperatissima. Sons of Anarchy è un club di motociclisti nato da una delusione costruttiva, dall'amarezza di nove reduci del Vietnam desiderosi di riprendersi una libertà negata. Scelgono come sede il Nord della California, in una cittadina dal nome paradossale - Charming: affascinante, amabile, grazioso - che in realtà ricorda la Derry di Stephen King: un buco nero da cui è quasi impossibile fuggire vivi e in cui la malvagità si concentra manipolando, erodendo e portando alla pazzia. I Sons crescono, il suo fondatore John Teller muore in un misterioso incidente stradale e il club, in mano all'amico Clay (che si immedesima nel ruolo di sostituto abbastanza da sposare la moglie del commilitone scomparso), diventa a tutti gli effetti una gang, nonché il punto di riferimento per il traffico d'armi della True IRA al di là dell'Atlantico. A queste premesse si aggiunge Jax, il figlio di John, ormai cresciuto e pronto a conoscere, all'interno di un diario/testamento, il fantasma del padre, che gli sussurra di prepararsi a reclamare il trono che gli spetta.

Absentia (Usa, 2017) - Terza stagione dal 17/07/2020
I lettori da spiaggia che preferisco in assoluto sono quelli che, in villeggiatura, si portano solo truculenti thriller in edizione economica e passano le uniche due settimane di relax del loro anno solare a divorare racconti di assassini seriali dell'Alabama necrofili pedofili sadici e che quasi sicuramente mettono il kiwi sulla pizza. Sono libri che hanno più o meno tutti la stessa struttura - detective con i problemi personali, grosse indagini, sanguinose morti creative che si ammonticchiano, primo colpo di scena, altre morti, inseguimenti, secondo colpo di scena, fine - e che sono tutti più (Dennis Lehane, David Baldacci, George Pelecanos, Jeffery Deaver) o meno scritti bene. E soprattutto hanno l'invidiabile caratteristica di appassionarti mentre li leggi, e di farsi dimenticare nel momento esatto in cui li finisci. Ecco, Absentia è proprio la versione televisiva seriale del truculento thriller in edizione economica che campeggia sulla sdraio dei miei lettori da spiaggia preferiti. C'è l'agente speciale dell'FBI Emily Byrne che sta dando la caccia a uno dei più famigerati serial killer nell'area di Boston. Improvvisamente, la donna scompare e in seguito a indagini infruttuose viene dichiarata presunta morta. La vita va avanti, come fa sempre. Ma dopo sei anni, il marito di Emily - Nick, che nel frattempo si è rifatto una vita insieme ad Alice - riceve una telefonata da un altro assassino seriale della zona (bell'ambientino il Massachusetts) che fornisce le coordinate della donna scomparsa. Emily è tenuta prigioniera in una cisterna all'interno di una baia isolata nella foresta, immemore di tutto quello che le è successo durante gli anni di prigionia. 

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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