Metti la serie, togli la serie

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Mauro Gervasini dice che Il buono, il brutto e il cattivo è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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News


28 Agosto 2020

Metti la serie, togli la serie

Fuori(le)Serie #059

Spuntano finalmente anche su Netflix le due stagioni di Cobra Kai, la serie che racconta la fine che hanno fatto i protagonisti di Karate Kid 34 anni dopo il torneo di arti marziali che ha concluso il primo film. 

 

NETFLIX

 

Trinkets (Usa, 2019) - Seconda stagione dal 25/08/2020
Essere adolescenti è di per sé complicato. Essere adolescenti quando si è ricchi e privilegiati è, a quanto pare, ancora più complicato, visto che rappresenta la premessa della maggior parte delle serie tv degli ultimi vent'anni, sviscerata in tutte le alternative possibili e immaginabili. Non è così immediato, sia chiaro: quanto viene trattato un singolo argomento dipende anche da quanta domanda esiste a proposito di quella tematica. Dunque si può dire che siamo noi spettatori a evocare il getto continuo di serie a tema “teenager che si complicano l'esistenza anche laddove le loro vite sono un volo a planare fra le meraviglie del primo mondo”. Fra tutte le altre serie del genere, Trinkets ha il vantaggio della continenza, fermando programmaticamente la sua corsa dopo due stagioni ben fatte. La storia si incentra dapprima su Elodie, adolescente orfana di madre e strapiantata dal natio New Mexico per seguire il padre e la matrigna nell'Oregon. Il disagio della giovane si esprime tramite cleptomania, taccheggiando il taccheggiabile finché non viene scoperta e costretta dal genitore a frequentare una serie di incontri in stile alcolisti anonimi. Qui scopre che il suo stesso problema ce l'hanno anche due coetanee e compagne di liceo, la miss perfettina Tabitha e la tostona Moe. Le tre taccheggiatrici creano un mutuo legame di soccorso, che solo da principio di materializza in una gara a chi ruba la merce più preziosa nel minor tempo possibile. In seguito diventa la chiave di volta essenziale per affrontare i disagi e i problemi in omaggio con il sopraggiungere alle porte dell'età adulta. 

Do Do Sol Sol La La Sol (Corea del Sud) - dal 26/08/2020
Se c'è una cosa che ci insegna Netflix è che la nostalgia è una cosa da pigri. Ok, la battaglia per la supremazia sul cinema e sulla tv commerciali l'hanno momentaneamente vinta i nerd del fumetto e oggi lo zeitgeist appartiene a loro. Supereroi, alieni, CGI, grandi poteri e grandi responsabilità, tutine attillate, sequel prequel e universi cinematografici condivisi: non c'è troppo spazio per altre cose, dice l'uomo della strada che ripensa con malinconia agli anni '80, quando dominava Bruce Willis; ma dice la stessa cosa anche la donna della strada, riflettendo su quanto le manchino Meg Ryan, Hugh Grant e tutte le commedie romantiche che hanno infestato gli anni '90. Ebbene, cari amici della strada, ci sono due cinematografie esotiche che fanno al caso vostro. Da una parte c'è l'industria dell'intrattenimento indiana, che nel reparto blockbuster è ancora magnificamente ferma all'action sotto steroidi degli anni '80. Dall'altra c'è la realtà televisiva coreana, che spaccia rom-com come se fosse il 1993 e Insonnia d'amore fosse ancora il film per eccellenza. Ultima in ordine di arrivo è questa Do Do Sol Sol La La Sol, che racconta il bizzarro rapporto tra Goo Ra-Ra, pianista eccentrica e un po' sfigata che è costretta a dichiarare bancarotta, e Sun Woo-Joon, tipo solitario e silenzioso (ma di buon cuore) che vive alla giornata e accetta di prendersi cura della ragazza. 

Cobra Kai (Usa, 2018) - dal 28/08/2020
Metti la cera togli la cera, ribalta il punto di vista e raddrizza il punto di vista. Negli anni '80 The Karate Kid aveva avuto un successo clamoroso (e un'imitazione italiana, Il ragazzo dal kimono d'oro, con Kim Rossi Stuart) perché, come Rocky e La febbre del sabato sera hanno fatto prima di lui (solo rivolti a un pubblico adulto), raccontava l'America popolare nel modo in cui agli americani piaceva venisse raccontata. Un posto che sa essere complicato, specialmente se fai la femminuccia, ma che premia l'ambizione, la volontà e il sacrificio. Molti protesteranno dicendo: non è vero! The Karate Kid insegna a non farsi mettere i piedi in testa dai bulli e dimostra che anche gli ultimi possono rialzarsi dalla propria condizione di miseria e conquistare la vittoria. Ed è qui, per smentire le proteste, che entra in gioco Cobra Kai, un sequel - sotto forma di webserie a budget risicato, originariamente caricata sulla piattaforma a pagamento di YouTube (Red) - che racconta gli stessi personaggi (interpretati sempre da Ralph Macchio e William Zabka) 34 anni dopo, solo con le prospettive ribaltate. Stavolta al centro della narrazione c'è l'ariano Johnny Lawrence, il biondissimo “cattivo” del primo film, la cui vita è stata divelta dall'umiliazione subita da Daniel-san. Stavolta è Johnny a essere l'outsider, mal compreso e giudicato da tutti a causa della sua posizione sociale ed economica, incattivito da una vita che non è stata troppo gentile con lui; dall'altra parte del cerchione a cui applicare la cera c'è Daniel, che da ragazzino arrabbiato ed escluso è cresciuto fino a diventare un vincente proprietario di una concessionaria d'auto, affinando nel frattempo il superpotere della stronzaggine. L'eterna contesa fra i due riparte quando Johnny perde il suo lavoro da operaio e decide di riaprire il vecchio dojo di arti marziali dove studiava da adolescente, il Cobra Kai. 

Masaba Masaba (India, 2020) - dal 28/08/2020
Attenzione che questa serie è l'occasione perfetta, per i giornalisti nostrani, di tirare fuori una scivolosissima perifrasi, quella della “Chiara Ferragni indiana”. Auguro a Masaba Masaba un successo internazionale appena al di sotto della soglia di guardia dei quotidiani nazionali italiani, di modo da non dover subire quella definizione là sopra. In pratica succede che a Masaba Gupta, classe 1989, stilista e imprenditrice nell'ambito della moda, propongano di fare una serie tv che racconti in maniera romanzata la sua vita, le sue difficoltà e i suoi successi. Non solo: la proposta prevede che a interpretare Masaba Gupta nella serie che si intitola Masaba Masaba sia la stessa Masaba Gupta, al suo esordio come attrice. C'è da dire che, pur non avendo alcuna esperienza come interprete, Gupta può contare su un buon patrimonio genetico, quello di mamma Neena, stella di Bollywood sin dai primi anni '80 (e che a sua volta partecipa alla serie nei panni, a sorpresa, di se stessa). Masaba Masaba, dunque, si prospetta come un'indubbia baracconata di regime (in questo senso simile a Chiara Ferragni Unposted) buona come articolata promozione per il marchio della stilista (House of Masaba). Quantomeno, la scelta del linguaggio seriale al posto di quello documentaristico, permetterà di raccontare altri aspetti interessanti della vita di Masaba. Su tutti, la difficile infanzia passata senza un padre, a subire gli strali del razzismo. Gupta, infatti, è nata da una breve relazione fra Neena e l'antiguo-barbudano Viv Richards, campione di cricket e capitano della nazionale delle Indie occidentali.

 

PRIME VIDEO

 

Graves (Usa, 2016) - dal 26/08/2020
È un po' il sogno bagnato di ogni elettore che si rispetti e che abbia maturato il giusto livello di cinismo post-ideologico e di sfiducia strutturale nel sistema: il ritorno della vergogna nel discorso politico internazionale. Ed è una serie, questa, che ha avuto ben poco successo perché, nonostante sia del tutto realistica e priva di alieni insetti giganti o distopie, è quanto di più fantascientifico sia mai stato concepito da una mente umana nell'ultimo lustro. In pratica c'è l'anziano Nick Nolte (candidato al Golden Globe per il ruolo) che interpreta l'ex presidente degli Stati Uniti d'America Richard Graves. Si sveglia una mattina, vent'anni dopo il suo ultimo giorno di presidenza, e all'improvviso lo coglie l'intuizione di aver arrecato, mentre era in carica, una grossa quantità di danni al paese con le sue decisioni dettate da un'agenda politica più che dal bisogno genuino di sistemare storture e ingranaggi rotti. Come un novello Don Chisciotte del senso di colpa, Graves parte per un viaggio lungo tutto il paese nel tentativo di raddrizzare gli sbagli commessi dalla sua amministrazione. Per fortuna non gli è venuto in mente di cominciare la sua opera di redenzione dal Medio Oriente, altrimenti la serie sarebbe durata ancora meno. 

Baccano! (Giappone, 2007) - dal 27/08/2020
Sai quando sei indeciso su che serie guardare, hai la pigrizia addosso, non hai voglia di metterti a scartabellare recensioni o trame e hai proprio bisogno di qualcosa che si presenti senza troppe menate né giri di parole; quando vai alla ricerca di un titolo istantaneo che ti dia anche una vaga idea di quello che stai per guardare. Vi presentiamo: Baccano! che con tanto di punto esclamativo ha la rara caratteristica di essere una serie che si presenta onestamente nel giro di una sola parola. Quasi un record. Baccano! è effettivamente un vero e proprio baccanale: di personaggi - sono tantissimi e, almeno all'inizio, quasi completamente slegati fra loro - ma anche di situazioni, di piani temporali e di follie giapponesi. La premessa (che arriva più o meno verso la settima puntata) ci trasporta agli inizi del '700, a bordo di una nave sulla quale alcuni alchimisti sono riusciti, dopo innumerevoli tentativi, a evocare un demone che darà loro la vita eterna e, allo stesso tempo, l'antidoto all'immortalità: quando qualcuno si stufa all'idea di vivere per sempre, può essere mangiato da un altro highlander e buona lì, saluti a tutti. A posto così, dunque? Tutti amici per sempre? Neanche per sbaglio. A uno degli alchimisti, Szilard, gli parte la capoccia prima di subito e comincia a divorare i suoi compagni. I pochi che si salvano hanno ben chiaro che Szilard intende avere il monopolio sulla vita eterna. Ma è tutto un flashback partito dagli anni '30 del '900, quando sulla costa est degli Stati Uniti si sta svolgendo un'altra epoca di baccano tra giornalisti che scavano a fondo per cercare la verità, famiglie mafiose che se la giurano, ladruncoli che finiscono in mezzo a storie più grandi di loro. 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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