Ritorno alla serie

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Simone Emiliani dice che Copycat - Omicidi in serie è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 21:10.

La Berlinale conferma: il suo fondatore è stato un consigliere nazista

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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News


2 Ottobre 2020

Ritorno alla serie

Fuori(le)Serie #062

Quando sembra davvero la settimana in cui non esce nulla di serialmente valido, ecco spuntare Emily in Paris, l'ultima fatica del creatore di Beverly Hills, 90210, Melrose Place e Sex and the City; quella, più la serie in cui alcuni tedeschi se le danno di santa ragione per avere una tenda più grande all'Oktoberfest.

 

NETFLIX

 

Sneakerheads (Usa, 2020) - dal 25/09/2020
In America esiste davvero, quindi anche il resto del mondo deve bersela che poi tanto faranno gara a chi smentisce prima quando anche questo impero collasserà: il collezionismo di sneakers. Che poi sarebbero le scarpe da ginnastica, ma per carità cosa possiamo saperne noi, fino a ieri l'altro ignari che la malva fosse un colore. Questa cosa esiste perché le sneakers sono più colorate, artistiche e più “collezionabili” di altre scarpe, perché sono diventate una moda e quindi uno status quo; e poi, forse, per l'imprinting lasciato dalla biografia del fondatore di Nike, Phil Knight, uno che è partito vendendo scarpe da corsa personalizzate nei parcheggi delle piste d'atletica, dal bagagliaio della sua macchina. Fatto sta che in America è una cosa abbastanza importante da aver convinto qualcuno che esiste abbastanza pubblico a cui far guardare una serie creata da Jay Longino (Uncle Drew). E Jay Longino ce l'ha messa tutta per raccontare l'argomento più di nicchia e strambo del mondo nella maniera più noiosa e archetipica possibile. C'è un personaggio maschile A che, crescendo, è diventato maturo dimenticando le passioni di un tempo, il quale viene ritrascinato nel gorgo dell'adolescenza dal personaggio maschile speculare B, ex migliore amico rimasto pischello che corrompe il compare con le sirene di un vecchio sogno: diventare ricchi rivendendo sneakers da collezione. 

The School Nurse Files (Corea del Sud, 2020) - dal 25/09/2020
C'è una bambina che vede il mondo in maniera diversa. Ai suoi occhi, tutte le persone secernono degli strani esserini gelatinosi dalla pelle, invisibili al resto del mondo: più la gente è cattiva, più gelatine sprizza. Oltre a vedere quelle bizzarre creature qui, la bimba vede molto bene anche il doloroso divorzio dei genitori. Uno più uno fa due anche in Corea e la bambina, crescendo, diventa la principessa degli strambi: l'infermiera di una scuola superiore privata, apparentemente infestata da gelatine ciccione che la coraggiosa protagonista affronta brandendo una spada giocattolo fluorescente. C'è anche spazio per un po' di romanticismo, con la Myamoto Musashi degli orsetti gommosi a forma di batterio che incontra la sua anima gemella gelatinosa: l'insegnante di caratteri cinesi. Un giovanotto tanto quanto lei socialmente impedito, ma di buon cuore e soprattutto non secretore di gelatina, bensì protetto da uno scudo della misteriosa sostanza. In un universo parallelo, questi due sarebbero stati ottimi protagonisti dello spinoff televisivo di I'm a Cyborg, But That's Ok. In realtà, però, hanno ben altra maternità: sono l'adattamento seriale, curato dalla stessa autrice del libro Chung Serang, del quasi omonimo (School Nurse Ahn Eun-young) bestseller fantasy pubblicato nel 2015. 

Buongiorno, Verônica (Brasile, 2020) - dal 01/10/2020
Oh, che bello. Finalmente una serie con un titolo educato, che saluta la sua protagonista e le augura anche il buongiorno! Dunque buongiorno a Verônica, un'intrepida mamma di due che nella vita fa la segretaria nella più trucida stazione di polizia di San Paolo. E sapete cosa risponde Verônica al saluto? Buongiorno un beneamato par di ciufoli, risponde Verônica, che si ritrova a collaborare (anche per ragioni personali) a una torbida indagine sullo sfruttamento femminile tramite un sito di incontri e ad assistere al suicidio di una delle vittime. Furibonda il giusto, la protagonista decide che, d'ora in poi, la sua missione sarà quella di soccorrere le donne che sono sotto il giogo (fisico e psicologico) dell'abuso domestico e sono troppo terrorizzate, o in pericolo, per mettersi al sicuro con le proprie forze. Ecco, poi succede che una delle vittime di abusi in questione sia Janete, moglie di uno psicotico colonnello della polizia militare. Buongiorno Verônica, e auguri a metterti contro tutto l'esercito di San Paolo per garantire l'incolumità di Janete. Anche qui Netflix va a pescare un romanzo di genere e mette la trasposizione seriale in mano agli stessi autori del libro, stavolta i brasiliani Raphael Montes e Ilana Casoy. 

Oktoberfest - Beer & Blood (Germania, 2020) - dal 01/10/2020
Titolo alternativo: Once Upon a Time in Baviera. Oppure Oktoberfest Abbey, anche se a molti piace pensare a questa serie come a un Peaky Blinders ma nella Germania del Sud, o come a un Breaking Bad ma con la birra. Potenzialmente, questa serie qui potrebbe anche essere la origin story dell'entità supereroica Oktoberfest come la conosciamo oggi, ovvero una manifestazione di decibel e ignoranza altissimi, con il superpotere di far sbronzare male più di sei milioni di persone nel giro di tre fine settimana. L'evento era nato nel 1810, dopo che una festa di matrimonio tra principi era andata talmente bene da far venire voglia di ripeterla ogni anno. Nel 1900, quando è ambientata la serie, i tempi sono già maturi per una rivoluzione capitalistica e per trasformare la festa popolare in un baraccone aspira marchi d'argento. Nella realtà fu un oste forestiero, Georg Lang da Norimberga, a trafficare dietro le quinte per ottenere i permessi necessari a costruire la prima grande struttura dell'Oktoberfest, capace di contenere fino a 6mila ubriaconi sotto lo stesso tetto, cambiando radicalmente la fruizione della festa; nella serie, l'outsider ispirato ai fatti realmente accaduti si chiama Curt Prank e fa cose molto peggiori di quelle realizzate da Lang - ovvero corrompere una manciata di funzionari. Altro che scellini passati sotto banco, su Netflix si va dal pestaggio con barile in su. 

Emily in Paris (Usa, 2020) - dal 02/10/2020
Darren Star è stato un grosso satrapo, forse il più grosso, di quella ragguardevole epoca a cavallo tra il vecchio e il nuovo testamento che il linguaggio televisivo ha attraversato fra gli anni '90 e i primi anni 2000. Star si è inventato prima Beverly Hills, 90210 per i tipi di Fox. Poi, due anni dopo, avendo correttamente giudicato i dirigenti Fox come una manica di mentecatti con problemi di cocaina, ha proposto loro la stessa serie (solo con un altro titolo: Melrose Place) e l'ha fatta franca per altre sette stagioni (e mezzo). Quindi ha anticipato I Soprano, ha salutato la tv generalista e si è fiondato su HBO creando Sex and the City. In pratica, Darren Star ha formato l'immaginario collettivo per quasi 15 anni. Poi si è perso dietro ai film di Sex and the City e quando è tornato al piccolo schermo - Younger, va in onda dal 2015 sul misconosciuto canale via cavo TV Land - nessuno se l'è calcolato, anche perché forse Star ha perso un po' di contatto con gli spettatori e con il suo maipiùmòscio creativo anni '90. Oggi, l'ex proprietario del pubblico femminile di tutto il mondo rimette alla prova i suoi talenti da pifferaio di Hamelin con una serie che racconta una venti e qualcosenne americana (interpretata da Lily Collins) assunta da un'azienda di marketing parigina per portare in Francia il suo punto di vista a stelle e strisce. Seguiranno esilaranti incomprensioni culturali che - a 135 anni dall'invenzione del cinema, a 76 anni dallo sbarco in Normandia e quasi 40 anni dopo l'invenzione dell'internet - paiono un po' fuori tempo massimo. Allo stesso tempo, però, la nostra protagonista vivrà un'esaltante avventura con una messa in piega sempre perfetta al fianco di una mentore burbera, abitando in uno splendido appartamento parigino che nella vita vera costerebbe troppo anche per uno sceicco, circondata da una quantità ragguardevole di product placement e di teneri imprenditori di quartiere che si innamorano di lei. 

 

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Tehran (Israele, 2020) - dal 25/09/2020
C'è una giovane donna ebrea, nata in Iran ma cresciuta in Isreale, che di nome fa Tamar Rabinyan e di mestiere fa l'hacker che lavora per il Mossad, i temibili servizi segreti del suo paese adottivo. A questo punto a Tamar viene assegnata una missione particolarmente matta: le dicono che dovrebbe infiltrarsi sotto copertura nella stazione di una compagnia elettrica di Tehran, accedere al network che ne gestisce le infrastrutture, disabilitare le difese antiaeree iraniane permettendo all'aeronautica israeliana di bombardare un reattore nucleare e impedire al nemico di ottenere la bomba a fissione. Eppure, a sorpresa, Tamar rifiuta la missione, gentile ma ferma, sottolineando come questo costante antagonismo e questo continuo climax di tensione non potrà mai portare alla tanto agognata pace fra la realtà israeliana e quella musulmana. Non è vero. Tamar accetta tutto il matto matto incarico che potrebbe tranquillamente far scoppiar una guerra gran brutta anche per gli standard mediorientali: riesce a infiltrarsi nella centrale elettrica, dove il patriarcato decide come sempre di mettersi di traverso, ben rappresentato dal superiore della donna a cui Tamar ha rubato l'identità e che ora vorrebbe stuprarla. La protagonista scampa alla violenza difendendosi e uccidendo il molestatore, ma trovandosi costretta a rinunciare alla missione. Compromessa, mantiene la sua finta identità e tenta di restare nascosta in Iran. Chiede rifugio a una zia che non vede da decenni, riscoprendo le sue radici e familiarizzando con i militanti democratici iraniani. Nel frattempo, però, sulle sue tracce c'è il boss degli sbirri, il tremendo capo-investigatore del corpo delle guardie della rivoluzione islamica. 

 

 

- questa rubrica settimanale esce il venerdì per consigliarvi come distruggervi di binge watching intensivo durante il fine settimana -

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